Venezia, il Grand Hotel Des Bains, dalla Belle Époque al lungo declino

Un luogo letterario, uno scenario cinematografico, questo è stato di per sé e nell’immaginario novecentesco il Grand Hotel Des Bains del Lido di Venezia, elegante e grandioso edificio liberty sorto ad un passo dalla calda spiaggia di sabbia (nella cartolina a colori del 1910), meta di generazioni di ospiti di ogni provenienza e privilegiato set di grandi registi: i cinefili ricorderanno la minuziosa e suntuosa pellicola di Luchino Visconti (1971) che tradusse in estenuate immagini il melanconico romanzo di Thomas Mann, Morte a Venezia, la cui ultima scena fissa il protagonista  esanime sulla sedia a sdraio, alle sue spalle le lussuose e tipiche cabine prenotate di stagione in stagione dai facoltosi estimatori dei bagni di mare in contesti assai signorili. Più recentemente, nel 1997, vi furono girate alcune scene de Il paziente inglese.

Nel 2008 la fase più critica della sua storia, la triste chiusura che neppure svariati e fantasmagorici piani di recupero, trasformazione e vendite riuscirono a scongiurare. Si arrivò addirittura, nel 2014, ad inserire in un’asta online molte suppellettili dello storico hotel (nella seconda immagine l’ingresso) che non si era riusciti a collocare in precedenti aste tradizionali. Quanto di più triste per un grande e prestigioso albergo internazionale che pure era sopravvissuto a diversi accidenti, incendi e mareggiate, chiusure forzate nei periodi bellici e allagamenti.

I brillanti inizi di un’epoca

Dalla sua apertura nel 1900, il Des Bains come il non lontano Excelsior inaugurato nel 1908, gestiti entrambi dalla Compagnia Italiana Grandi Alberghi, offrivano quanto di più aggiornato potesse esserci allora nel settore dell’accoglienza: illuminazione elettrica, acqua potabile, bagni privati, telefoni, ascensori, frigoriferi. Era l’epoca della scoperta dei benefici dei bagni di mare e di sole per le affezioni ossee e respiratorie, benefici che attrassero al Lido una vasta clientela da tutta Europa, la quale dette avvio ad una scintillante, elegante stagione turistica e curativa in un contesto ambientale sino ad allora pressoché disabitato.

L’istituzione, nel 1932, della Esposizione internazionale d’arte cinematografica e la sua progressiva affermazione nell’ambito della produzione e della competizione filmiche attrasse naturalmente al Lido tutto il variegato bel mondo connesso con il cinema, forse non altrettanto chic come la precedente clientela d’ante prima guerra ma certamente molto più attraente e vivace, tale da assicurare al Des Bains, come all’Excelsior, una nuova e straordinaria visibilità.

La rinascita nel secondo dopoguerra

Nel secondo dopoguerra la faticosa ma costante rinascita – accompagnata dall’edificazione lungo le arterie principali del Lido di una serie di palazzine residenziali e dei primi esercizi commerciali ad uso dei turisti – permise di rilanciare l’immagine élitaria ed elegante dei grandi alberghi lidensi. L’evoluzione dei tempi ha progressivamente mutato costumi e preferenze, ma ancora negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del secolo scorso il Des Bains e la sua curatissima spiaggia conservarono l’«allure» dei decenni precedenti. Proprio alla metà degli anni Ottanta, tuttavia, si colloca l’inizio della fine, avviata da una serie disgraziata di fallimenti e progetti fantascientifici che condussero infine alla triste chiusura dell’attività, una notizia che interessò la stampa internazionale: «L’Hôtel des Bains, victime des marchands de Venise» titolò nel 2010 il sito Télérama.fr, scagliatosi contro il piano di trasformarlo in appartamenti di lusso. «Cinéphiles, amoureux de littérature et de Venise doivent se préparer au choc: le Grand Hôtel des Bains du Lido n’est plus», commentava irata l’articolista. Ma quell’azzardo fallì subitaneamente, e il Grand Hotel rimase, di nuovo, chiuso. Ora, nel marzo di quest’anno, la stampa locale e nazionale ha dato notizia di un nuovo, ennesimo interessamento da parte di società e fondi mediorientali. Un nuovo giro di ballo, è il caso di dire, dai contorni ancora incerti.

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