I monasteri del Montenegro

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Un itinerario più insolito ma culturalmente molto interessante nel piccolo Stato del Montenegro è quello che ci conduce alla scoperta dei monasteri serbo- ortodossi. Di chiese e monasteri grandi e piccoli nel Montenegro, affrescati e non, ce n’è ancora un buon numero, disseminati sia sulla costa che nell’interno in luoghi spesso distanti e isolati. Essi vengono associati nei tour turistici con quelli della Serbia, nazione a cui il Montenegro è stato nei secoli legato come territorio fino a raggiungere la completa indipendenza nel 2006.

I monasteri ortodossi ebbero nei secoli XIII e poi XV- XVII vita molto difficile a causa dei continui attacchi dei turchi, i quali conquistarono tutti i Balcani compreso il Montenegro. Gli invasori ottomani bruciarono più volte molti conventi che spesso vennero tuttavia ricostruiti dai monaci ortodossi. Proprio la precarietà della loro esistenza li obbligò a riedificare i loro monasteri in luoghi impervi ed isolati per sfuggire alle devastazioni dei nemico. Intorno ad alcuni di essi vennero erette fortificazioni a protezione della parte sacra della chiesa.

 

Monastero di Morača

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Tra i più suggestivi e importanti ricordiamo quello di Morača (nella prima immagine), situato nella parte centrale del Paese. È uno dei più antichi, conosciuto soprattutto per i suoi affreschi. Fondato nel 1252 da Stefan, figlio di Vukan Nemanjić, nipote del fondatore della dinastia medievale serba, re del principato di Zeta (regno medioevale che corrispondeva più o meno all’attuale Montenegro), il complesso è formato da due chiese. La più grande, Uspenje Bogorodice, è dedicata all’Assunzione della Vergine ed ha la facciata ornata da affreschi. Andata in rovina, fu ricostruita verso il 1570 e nuovamente affrescata intorno al 1616. Nel secolo successivo fu ancora una volta attaccata dai turchi.

All’interno l’edificio presenta affreschi del XIII secolo, parzialmente conservati, raffiguranti alcuni episodi salienti della vita del profeta Elia, una Madonna con bambino e un’Annunciazione: sono considerati tra i più importanti affreschi medioevali della pittura serba, ma nella chiesa sono conservate anche importanti icone. La chiesa più piccola è dedicata a Sveti Nikola (San Nicola), interamente affrescata nel 1639 con storie della vita del santo.

 

Monastero di Ostrog

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Il monastero di Ostrog (nella seconda immagine), conosciuto per la particolarità della sua costruzione completamente incastonata nella roccia, è da considerarsi il luogo di culto più noto e famoso del Paese: meta tutto l’anno di pellegrinaggi di fedeli e di turisti è uno dei luoghi più visitati del Montenegro. Dedicato a San Basilio di Ostrog, vescovo metropolita dell’Erzegovina nel XVII secolo e fondato da lui stesso, il monastero attuale è stato ricostruito negli anni Venti del secolo scorso, dopo essere stato in parte distrutto da un incendio. All’interno è contenuto il corpo del santo, morto nel 1671. La sua costruzione sovrasta la pianura di Bjelopavlići e l’ultimo tratto di strada per raggiungerlo è costituita da una gradinata a spirale in mezzo al verde. Per arrivarvi, prima che costruissero la strada che lo congiunge con l’altro versante della montagna verso la capitale, esisteva una sola via d’accesso tortuosa, stretta e da brivido.

 

Monastero di Dobrilovina

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Il monastero di Dobrilovina (nella terza fotografia un dettaglio del campanile) è una piccola costruzione isolata nei pressi del parco del Durmitor. In posizione idilliaca, è circondato dalle alte montagne che dominano il parco stesso. Luogo di silenzio e di meditazione, il piccolo cenobio con la sua originale struttura del campanile ligneo è stato costruito intorno al 1593, ma fu distrutto e ricostruito più volte, perché nonostante la posizione isolata venne attaccato dai turchi, al pari degli altri monasteri.

La chiesa, interamente affrescata e dedicata a San Giorgio presenta dipinti di buona fattura anche se in parte rovinati e poco leggibili. Il monastero è custodito da una longilinea giovane suora vestita di nero che impone lunghe gonne alle donne che vi si recano in visita e si presentino non opportunamente abbigliate. Per sopravvivere vende prodotti naturali, soprattutto miele e vere candele di cera provenienti dal suo alveare.

 

2/ fine

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