Venezia e le sue risorse – La Mostra internazionale del Cinema

Dopo aver parlato di Venezia e della «Sensa», lo sposalizio con il mare e la grande festa storica; del Lido e delle alterne vicende dell’Hotel de Bains, il suo albergo più famoso, vorremmo illustrare ora un’altra importante risorsa per la città, la Mostra internazionale del Cinema di Venezia da poco conclusa.

Oltre a coinvolgere logisticamente il Lido con il Palazzo del Cinema, sua sede storica nella quale i film vengono proiettati e premiati (nella prima fotografia la curiosa scenografia per il 60.mo della Mostra), la rassegna cinematografica interessa l’intera città lagunare e di riflesso buona parte della costa adriatica circostante perché, avendo una grande risonanza internazionale, e oltre ad offrire un ritorno economico, la kermesse è un occasione di incontro tra attori, registi e produttori, che recandosi sul posto, oltre ad avere una grande visibilità mediatica, scoprono le bellezze dell’intera regione. In questa occasione Venezia diventa un luogo scambio per tutti coloro che sono legati all’industria cinematografica, spesso persone facoltose che possono permettersi un soggiorno negli storici hotel di lusso quali Cipriani, Baglioni o Gritti, hotel da sogno,  scenari ideali per ulteriori film. Appunto!

Il festival, oltre ad essere un appuntamento immancabile per le persone dello spettacolo, è anche un mercato all’interno del quale i film vengono venduti e comprati. Venezia, rispetto a Cannes, è da questo punto di vista meno importante ma comunque, sarà per la sua unicità, vi approdano volentieri tutti, attori, registi, cantanti, operatori del settore.

cinevenezia1

La Mostra internazionale d’arte cinematografica

Questa è l’esatta denominazione della rassegna che si svolge annualmente tra la fine di agosto e i primi di settembre. È la più antica manifestazione cinematografica del mondo, ad eccezione dell’Accademy Award (Oscar) americano, nato nel 1929, mentre la prima edizione della mostra veneziana è di poco posteriore (1932). Formule molto diverse, queste due, perché l’Oscar si svolge in una sola serata e si presenta come un evento mondano e mediatico nel corso del quale vengono assegnati i premi.

Il premio veneziano è il Leone d’oro, dal simbolo della città, mentre il premio per la migliore interpretazione è dato dalla coppa Volpi, omaggio all’ideatore del Festival, il conte Giuseppe Volpi di Misurata. Entrambi i premi sono prestigiosi, alla stregua di quelli consegnati negli altri due maggiori festival europei: Cannes (Palma d’oro) e Berlino (Orso d’oro).

 

Breve storia del festival e alcune curiosità

La Mostra cinematografica si inquadra nel più vasto evento culturale costituito dalla Biennale di Venezia, tra le più note esposizioni d’arte contemporanea e di architettura, la cui  prima edizione risale al 1895. La 73.ma edizione della rassegna cinematografica ha avuto luogo al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2016.

 cinevenezia2

La prima edizione. Gli anni Trenta

La prima edizione, del 1932, finanziata dalla Ciga (Compagnia italiana grandi alberghi) non fu una vera e propria competizione ma una presentazione di film di grandi registi (nella seconda immagine il manifesto). Tra questi ricordiamo Frank Capra con Proibito; King Vidor con il Campione, James Whale con il primo Frankestein, Mario Camerini con Gli uomini che mascalzoni e René Claircon A me la libertà. Grazie a questa manifestazione gli attori ebbero per la prima volta, e continueranno ad averli nel corso degli anni, grande spazio e visibilità, contribuendo così ad aumentare di gran numero gli spettatori nelle sale cinematografiche. Tra gli attori presenti allora ricordiamo Greta Garbo, Clark Gable, il nostro Vittorio De Sica e Boris Karloff, primo Frankestein della storia del cinema. In questa prima edizione non furono consegnati premi ma venne indetta dal comitato organizzatore una sorta di referendum con votazione del pubblico presente alla rassegna.

La seconda edizione ebbe il suo primo scandalo perché in una sequenza del film Estasi l’attrice protagonista apparve in un nudo integrale. Due anni dopo, nel ’34, venne istituita la coppa Mussolini per il migliore film.

Il 1934, scrive la studiosa Daniela Manetti, segnò «l’avvio di una precisa politica cinematografica» da parte del regime fascista,«un esteso piano di interventi nella sfera […] propagandistica», che si tradusse in ingerenze e pressioni politiche, le quali condizionarono pesantemente le scelte dei film da premiare.

Nella terza edizione, nel 1935, anno dal quale divenne annuale, venne istituita la coppa Volpi per il migliore e la migliore interprete. Da quell’anno il festival acquistò ben presto grande fama a livello internazionale con la presenza di un numero sempre maggiori di film e di presenze di personalità dello spettacolo. Da quella edizione fino al dopoguerra non vi avrebbero partecipato i film sovietici per note ragioni politiche. Tra le grandi pellicole in concorso si ricordano Il traditore di John Ford e Capriccio spagnolo di Joseph von Sternberg, con Marlene Dietrich.

Nel 1936, consolidatasi la rassegna anche per la qualità dei film presentati, la giuria assunse carattere internazionale. Grande successo ebbe quell’anno la stella italiana nascente, l’attore Amedeo Nazzari.

Nel 1937 venne inaugurato il nuovo Palazzo del Cinema, opera dell’architetto Luigi Quagliata, definito di equilibrata sintesi dei modelli razionalisti, che ancora oggi ospita le proiezioni della rassegna cinematografica.

 

Contestazioni e rinascita

Se si volesse fare una carrellata di tutte le edizioni della Mostra cinematografica e dei principali film presentati a Venezia sarebbero necessarie pagine e pagine. Dal suo esordio la rassegna ha vissuto fasi alterne, successo di pubblico e di presenze significative. Forti momenti di crisi si verificarono a causa di avvenimenti contingenti come nel 1968, anno della contestazione politica e culturale.

Il dopoguerra segnò la rinascita della Mostra grazie alla presentazione dei film del movimento Neorealista, girati proprio intorno al 1946. Capolavori passati alla storia, come Paisà di Rossellini (1946), Caccia tragica di Giuseppe De Sanctis, Senza Pietà di Lattuada e la Terra Trema di Visconti (1948) fecero scuola a livello internazionale.

cinevenezia3

La scelta degli anni Cinquanta e Sessanta

Poco alla volta tra gli anni Cinquanta e Sessanta la rassegna riacquistò il suo prestigio mondiale, perduto negli anni del Fascismo, con il ritorno di grandi artisti internazionali e con la nuova frequentazione delle star italiane e straniere (nella terza fotografia il produttore Angelo Rizzoli con Federico Fellini davanti al Palazzo del Cinema nel 1958). Arrivarono al Lido anche pellicole orientali, giapponesi e indiane, che riscossero attenzione e successo di critica, ottenendo anche premi. Ricordiamo, tra questi, Rashomon (1950) e i Sette samurai (1954) di Kurosawa, e l’arpa birmana (1956) di Kon Ichikawa. In quei decenni vennero consacrati proprio a Venezia i grandi registi italiani Federico Fellini e Michelangelo Antonioni.

 

Dagli anni Settanta in poi

Un ulteriore cambiamento di impostazione nella scelta dei film e della giuria fu necessario a partire degli anni Settanta, soprattutto per evidenziare la differenza tra questa Rassegna e le altre che erano nate nel frattempo: Cannes, Berlino, Locarno ed altre. Si paventava il rischio di creare tante copie dello stesso concorso, con la naturale conseguenza di produrre disaffezione nel pubblico pagante. Fu così che la rassegna veneziana scelse come linea guida quella di assegnare premi ma soprattutto di presentare film di qualità e innovativi anche se a volte scandalosi, come Teorema di Pasolini (1968), criticato dalla stampa e vietato ai minori dalla censura; o Arancia Meccanica di Stanley Kubrick che nel 1971 fece scandalo per la sua crudeltà per diventare poi un film cult. Analogamente vennero criticati L’ultima tentazione di Cristo (1988) di Martin Scorsese, e I segreti di Brokeback Mountain (2005) per la scabrosità dell’argomenti trattati. Infine, si può terminare rilevando che nelle recenti edizioni (nella quarta fotografia la 70.ma Mostra, nel 2013) le pellicole selezionate e premiate sono risultate sempre più originali anche se talvolta giudicate discutibili dai critici e dal pubblico. Le giurie non hanno tenuto conto di pellicole di facile lettura e di grande consumo, hanno  privilegiato invece film “difficili”, spesso scomodi e di nicchia, diretti anche da registi sconosciuti, come nel caso di Ang Babaeng Humayo, l’autore filippino premiato in quest’ultima edizione. Questa scelta “elitaria” ha però rivelato un rovescio della medaglia preoccupante: i distributori cinematografici non li acquistano sia per la difficoltà del loro linguaggio sia per l’argomento trattato e così il pubblico non avrà modo di vederli nelle sale.

 

Sito consigliato: http://www.labiennale.org/it/cinema/

cinevenezia4

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *