Molise, sul confine tra mare e terra

Una Regione quasi appartata il Molise, dalla storia antica ma poco conosciuta e un litorale lungo 35 chilometri, dalla foce del fiume Trigno a quella del torrente Saccione, già in vista della Puglia. Una costa dall’andamento omogeneo ad eccezione del promontorio sul quale sorge il nucleo antico di Termoli, il più noto centro balneare e marinaro molisano, ma non l’unico insediamento marittimo: gli si affiancano infatti le moderne Marina di Montenero e di Campomarino, e le rive di Petacciato, queste ultime caratterizzate da dune sabbiose e macchie mediterranee (nella prima immagine di italiainfoto.com).

Un paesaggio, questo adriatico, che confina rapidamente con un entroterra intensamente agrario e contadino: su questo “confine” convergono pertanto le diverse tradizioni culinarie, la cultura del mare (nella seconda immagine il «pappone» a base di pesce) e i sapori della terra. Il Molise – come abbiamo illustrato nel precedente articolo dedicatogli – enumera inoltre piccoli abitati di antico insediamento albanese: Portocannone, Campomarino, Ururi, Montecilfone, le cui parlate e usanze rinviano alle migrazioni da oltre Adriatico del XVI secolo.

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Dai longobardi ai saraceni…

Pur essendosi sviluppato nei passati decenni quale centro industrializzato, Termoli custodisce nel suo «Borgo vecchio» un patrimonio artistico di rilievo, a partire dalla Cattedrale dedicata a san Basso, in stile romanico pugliese del XII secolo, edificata su un tempio di epoca romana: al suo interno, nella cripta, pregevoli lacerti di mosaici pavimentali nei colori bianco, rosso e nero, e le reliquie che si ritiene siano dei santi Timoteo e Basso. E inoltre il Castello «svevo», attribuito a Federico II ma forse preesistente: studi accreditati lo datano al periodo normanno (XI sec.), a sua volta eretto sul luogo di una precedente torre difensiva longobarda. Lungo la costa, alcune torri di avvistamento – purtroppo ricostruite – rammentano le frequenti incursioni saracene dei secoli XV e XVI. Ai nostri giorni ospitano attività di ristorazione.

…agli «schiavoni»

Un cenno merita, per il suo nome, la vicina cittadina di San Giacomo degli Schiavoni, così appellata dall’arrivo nel XVI secolo di profughi dalla costa orientale, genericamente detta «Sclavonia», a seguito delle incursioni ottomane nei suoi territori. Un ulteriore memoria di antiche migrazioni forzate da una all’altra sponda adriatica.

Campomarino, memorie bizantine

Un’altra citazione merita Campomarino, alla foce del fiume Biferno, nel cui territorio è compresa l’Oasi faunistica del Bosco di Ramitello. Nella sua area rinvenute testimonianze archeologiche databili dal IX al XVIII secolo a.C. nonché, in località Arcora, le vestigia di una villa romana. La sua Chiesa di Santa Maria a Mare, edificata tra il XII e il XIII sec., nel Settecento subì purtroppo significative trasformazioni ma custodisce gli affreschi quattrocenteschi nei quali sono raffigurati i santi Nicola e Demetrio, testimoni di una devozione che rinvia alla religiosità bizantina e del Vicino Oriente.

fish soup-zuppa di pesce

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