Traù/Trogir, un’isola di storia in Dalmazia

Un “concentrato” irripetibile di storia, arte e paesaggio, una città museo riconosciuta nel 1997 dall’ Unesco patrimonio dell’umanità, questo è Traù/Trogir in Dalmazia (nella prima immagine vista da un lato mare), già citata da Plinio nella sua Naturalis Historia per i suoi marmi, riconoscibili nei cippi, nelle colonne, nelle steli e nelle epigrafi sopravvissuti ai secoli e descritta dall’abate Alberto Fortis nel suo Viaggio in Dalmazia (1774).

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Sorta su di un’isola molto vicina alla terraferma come insediamento greco-siracusano con il nome di Tragurion, poi romana e dal V al IX secolo d. C. compresa nel thema (provincia militare) bizantino soggetto all’esarca di Ravenna, l’XI secolo dell’era moderna segnò per Traù l’inizio della fioritura artistica e architettonica, avviata con l’edificazione del Duomo di San Lorenzo nella Piazza dei Signori (nella seconda fotografia), meravigliosa opera in stile romanico nota per il raffinato portale parzialmente attribuito del maestro Radovan e la ricca cappella Orsini, realizzata nel XV sec. da Andrea Alessi e Niccolò Fiorentino.

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L’impronta veneziana, condivisa con le altre città dalmate, le conferì nei secoli successivi un fastoso profilo facilmente riconducibile alla cultura artistica occidentale. Postasi nell’XI sec. sotto la tutela di Venezia, dal XIV al XV fu Comune autonomo sotto la protezione dei sovrani ungari per poi tornare dal 1420, dopo alterne vicende, sotto la potestà veneta sino al 1797. La piazza sulla quale si affacciano la Cattedrale, la Loggia (XIV sec.), il convento benedettino e altri edifici religiosi ci restituisce il paesaggio urbano proprio della visione umanistica e poi rinascimentale italiana.

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Racchiusa entro una cinta muraria interrotta da due sole porte, la «Marina» e la «Terraferma», Traù vanta l’imponente Castello (o Fortezza) Camerlengo, edificato dai veneziani nel XV sec. «Pregevole esempio di continuità urbana» – si legge nel sito dell’Unesco – è stata inserita tra i patrimoni dell’umanità in quanto «perfetto esempio di città medioevale edificata sulla pianta di una città ellenistica e romana conformandosi ad essa» e, precisa la motivazione, con minimi interventi moderni (nella terza immagine una stampa Prospetiva di Trau, di N. F. Eraut, 1682). Tuttavia la contemporaneità incombe negli immediati dintorni, qui come altrove, tra consumo del territorio circostante per nuovi insediamenti turistici e incremento degli attracchi attrezzati per diportisti. Proponendo, ancora una volta, il tema ineludibile della conservazione e protezione dell’ambiente e del patrimonio storico accanto alla promozione economica e sociale delle comunità che ne vivono.

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