Pinza pasquale «allo Stelvio»

Perché mai fosse stata detta «allo Stelvio» una delle pinze di Pasqua la cui ricetta troviamo nel nostro prezioso e “vissuto” antico libro di ricette, non lo sappiamo, e forse sarà difficile appurarlo. Ma la pinza la conosciamo bene, e in questi giorni ne sentiamo anche, idealmente, i profumi intensi e al contempo delicati.

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Nell’avvicinarsi delle festività pasquali ci sembra simpatico proporre le istruzioni tratte dalla gloriosa raccolta; anche in questo caso le proponiamo come furono scritte. Forse lasceranno perplessi in alcune fasi, ma questa è.

1 bacchetta di vaniglia; 60 gr. di lievito; 400 o 600 gr. di farina; 100 o 200 gr. di zucchero: 60 gr. di burro; 2 tuorli; 3 uova; 1/10 cipro; raschiatura di ½ limone e ½ arancio; 360 gr. di zucchero: 1 uovo per lucidare. Tempo di lavorazione: 1 ora.

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Lavorare l’impasto con le mani, che da prima si appiccicherà alle stesse [ sic ] , ma che poi man mano, infarinando sempre la tavola, prenderà consistenza. Lavorare 1 ora sulla tavola, sempre infarinata.  Formare 7 panetti, disporli su carta burrata e lievitarli al caldo; quando si saranno quasi raddoppiati di volume, ungerli con uovo rimescolato e con le forbici, praticare dal basso verso la sommità 3 tagli a stella, fondi circa 3 cm; arrostirli poi con poco calore. Arrostendo 1 panetto per volta, quelli già levati si lavorano per 1 attimo, facendoli nuovamente levare in attesa che il forno sia libero.

Fateci sapere se vi è riuscita. Felice Pasqua!

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