Su due ruote lungo l’Adriatico e oltre i confini

In crescita esponenziale, stando ai dati, il turismo che si muove in bicicletta, il nuovo e condiviso concetto di svago, di esperienze e di relazione con il paesaggio naturale, che permette di sentirsi in libertà, di apprezzarlo al meglio, di certo più vicini ad un’idea più eroica del viaggio.

In Italia i tracciati ciclabili sono in costante crescita, e tra i molti alquanto suggestivi sono quelli realizzati in Friuli Venezia Giulia (ma ne tratteremo altri più avanti), che consentono di scegliere tra fascinosi percorsi di collina, montagna e mare, e di scavalcare le linee confinarie, ritrovandosi in un unico, grande spazio naturalistico e storico in un’area geografica multiforme per culture e splendida per ambiente.

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La ciclabile «Adriabike», conosciuta come «ciclovia dell’Adriatico», è un percorso complessivo di circa 1.100 km. tra l’Istria slovenia e l’Italia. Ne costituisce un meraviglioso tratto la «Via della Serenissima», la Capodistra/Koper–Venezia, che parte dalla penisola istriana e giunge nella laguna veneta per un totale di 358,2 km.: un percorso attraverso territori, mare, lidi e lagune.

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Un altro percorso prende avvio dalla località slovena di Kranjska Gora, ai confini con l’Austria, e giunge a Trieste: denominata la «Via verde smeraldo», parte dalle Alpi Giulie, scende lungo la valle di Bovec e Tolmino/Tolmin, attraversa il Carso fino a Capodistria e risale infine a Trieste. Per per un totale di 360 km.

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La «Via verde smeraldo» in realtà ha inizio a Kranjska Gora e termina a Ravenna, sfruttando sia piste ciclabili che strade secondarie. Il percorso completo è diviso in tre itinerari ideali percorribili in circa una settimana ciascuno.

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A sé – ma non possiamo non citarla – è la «Parenzana», ormai conosciutissima ciclovia istriana che ricalca l’antico tracciato ferroviario della Trieste-Parenzo dismesso nel 1935, convertita alle due ruote nel 2006 grazie ad un progetto comune tra Italia, Slovenia e Croazia. Ai nostri giorni si parte da Muggia per affrontare appena 130 km., ben pochi rispetto ai precedenti ma di meravigliosa bellezza tra le morbide alture dell’Istria collinare, i preziosi vigneti della malvasia – nata greca ed eletta veneziana –, e gli orizzonti marini delle limpide cittadine costiere.

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