Ancona, i suoi fondaci e la Dalmazia, antiche relazioni

Nata come colonia greco-siracusana nel IV sec. a.C., Ancona vanta una lunga storia di relazioni millenarie intessute grazie alla sua privilegiata posizione nel medio Adriatico. Rilevanti i suoi contatti con la costa dalmata dirimpetto, dalla quale riceveva il miglior legname, e con il Vicino Oriente: a Costantinopoli, ove dal XIII sec. aveva un fondaco, mentre manteneva ad Alessandria d’Egitto un Consolato ed un altro fondaco per i suoi mercanti.

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Salmon Thomas (1679-1767) Veduta di Ancona e del porto.

Stampata a Venezia nel 1739

 Le relazioni anconetane con la Dalmazia datano dal lontano IX sec., e si sarebbero intersecate presto con le aspirazioni commerciali di Venezia nell’Adriatico e nel Levante. Nonostante ciò, l’intensa attività mercantile e politica di Ancona seppe tessere molti e persistenti rapporti con la sponda dalmata. Lo attesta, tra l’altro, la notevole presenza nei centri dalmati di notai marchigiani, uno dei quali, Andrea Pietro di Ancona, redasse il trattato fra Venezia e Traù, mentre a Zara operarono due notai di Fermo, ed altri fermani e anconetani a Ragusa di Dalmazia. Anche nel campo religioso non mancarono esempi di interazione: ravennate fu il primo arcivescovo di Spalato, come anconetano fu nel XIII sec. il primo podestà della stessa Spalato.

La Loggia dei Mercanti, parte delle decorazioni della facciata,

opera di Matteo di Giorgio da Sebenico

 Così stando le cose, non potevano non esservi reciproche corrispondenze nell’ambito dell’arte e dell’architettura. Nel primo Quattrocento il preesistente fondaco anconetano e l’adiacente Palazzo Benincasa vennero congiunti ad un nuovo, imponente edificio che doveva rappresentare la potenza della classe mercantile cittadina e il suo spazio funzionale: la Loggia dei Mercanti, un prestigioso complesso che rivela tutta la perizia decorativa di Matteo di Giorgio da Sebenico (citato anche come Giorgio Orsini), che tra il 1454 ed il 1459 ne impostò le ragguardevoli decorazioni della facciata in pietra d’Istria. All’artista dalmato si devono anche le decorazioni esterne della Chiesa di San Francesco alle Scale e nel portale della Chiesa di Sant’Agostino.

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Il «Palazzo degli Anziani», antica sede delle magistrature anconetane, eretto nel XIII sec. sul fronte mare

Per le sue competenze Matteo di Giorgio venne nominato protomagister della cattedrale di Sebenico, ovvero architetto responsabile dei lavori attinenti la fabbrica: carica che mantenne per sei anni, pur dimorando a Venezia. Nelle sue magnifiche opere la critica ha individuado l’originale compenetrazione di architettura, scultura e sintesi di elementi tardogotici, veneziani in particolare.

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