La cultura degli italiani dell’Adriatico orientale nel saggio di Carta Adriatica

La conferenza stampa di presentazione

Si è tenuta a Bologna, il 7 febbraio scorso nella Sala Stampa dello storico Palazzo d’Accursio, sede della Municipalità felsinea, la presentazione ai media di Dove andare, dove tornare, il volume dedicato alla letteratura degli autori italiani giuliani e dalmati, dell’esodo e della Comunità nazionale italiana. La presentazione – come ha sottolineato il Vicepresidente del Consiglio Comunale Marco Piazza nell’introdurre l’incontro – apriva il calendario delle iniziative predisposte dalle Istituzioni pubbliche e dal Comitato Anvgd di Bologna per le commemorazioni del Giorno del Ricordo 2019.

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L’apprezzamento dell’Istituzione

Il saggio, destinato ai docenti e agli studenti degli Istituti scolastici superiori, fornisce per la prima volta uno strumento didattico esauriente ed aggiornato per avvicinarsi a scrittori, opere e stagioni culturali pressoché assenti dalle librerie italiane salvo eccezioni, e dunque sconosciuti al grande pubblico dei lettori. Lo ha rilevato con soddisfazione lo stesso Piazza nel suo intervento di apertura, nel corso del quale ne ha apprezzato l’attenta impostazione, che attraverso le note storiche allegate permette di inquadrare ogni periodo ed ogni autore nel loro contesto e di comprendere la complessità di quei territori contesi.

 

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Le autrici

Scrittori, questi inseriti nel libro – ha rimarcato Patrizia C. Hansen –, che hanno aperto nel Novecento nuovi e più ampi orizzonti alla letteratura italiana: da Enrico Morovich a Enzo Bettiza, da Quarantotti Gambini a Nelida Milani senza escludere alcuno, essi hanno introdotto nella cultura nazionale paesaggi e storie trascurati ma determinanti per cogliere la specificità e la ricchezza del mondo adriatico, un ambiente storicamente aperto alle relazioni tra civiltà diverse.

Sulla letteratura al femminile di quest’area si è soffermata quindi Giusy Criscione, nell’illustrare la tenacia e il ruolo delle autrici istriane impegnate nel dopoguerra nel conservare ed avvalersi nelle loro composizioni del diletto istriano e istrioto, segno di identità linguistica e culturale rispetto all’omologazione imposta dal regime jugoslavo. Una produzione, questa, che merita maggiore visibilità, portatrice di valori intellettuali e umani.

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Segnan, proporre una cultura umanistica

Significativo, a chiusura della conferenza stampa, l’intervento del presidente del Comitato Anvgd bolognese, Cav. Marino Segnan, al quale si deve questa iniziativa editoriale, voluta – ha dichiarato – per offrire un altro punto di vista della storia e dell’umanità delle genti giuliano-dalmate, per non rinchiuderne la conoscenza nella sola tragedia dell’esodo e delle Foibe, per farne conoscere la vasta cultura, europea ante litteram.

Il video dal profilo di ANVGD Bologna

https://www.facebook.com/watch/?v=2241802789417748

Il premio degli studenti

Il saggio, ha ribadito infine Piazza, sarà stato distribuito ai docenti e agli studenti delle scuole invitati l’11 febbraio prossimo alla seduta solenne in Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, quando verranno premiati i giovani vincitori del concorso indetto dal Comitato Anvgd e riservato alle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado di Bologna e Provincia.

Redazione

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