«La storia dell’Impresa di Fiume: uno snodo per la cultura europea del Novecento»

D’Annunzio nutriva un profondo disprezzo per il fascismo. Nei suoi scritti non parlava mai di camicie nere, soltanto di quelle sordide. Sosteneva di amare tutti i bambini, tranne quelli vestiti da balilla, che non voleva attorno. Non celebrava le date sacre del regime e aveva quasi sempre parole di scherno per i gerarchi. Sono queste le posizioni che emergono dal nuovo libro del giornalista, storico nonché presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, dal titolo “Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione. Fiume 1919-1920”.

 

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