Le pubblicazioni giornalistiche italiane a Fiume (3)

CRS_ logo  di Gianfranco Miksa per Centro Ricerche Storiche di Rovigno. Da «Quaderni del CRS, XXVII, Rovigno 2016, pp. 485-488

Il saggio di Gianfranco Miksa che pubblichiamo in accordo con il Centro di Ricerche Storiche diretto dal Prof. Raul Marsetič, è dedicato alla ricca e varia produzione giornalistica fiorita a Fiume tra il XIX e il XX secolo, a conferma del fervore politico e culturale che ne caratterizzava la via sociale e civile.

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Il Canale della Fiumara, 1917

LA BILANCIA

Giornale politico, commerciale, marittimo. Settimanale presto divenuto quotidiano del pomeriggio, in formato di 4 pagine, a 5 colonne, 6 soldi; abbonamento annuo fiorini 16 per Fiume, 18 per la Monarchia, 24 per l’estero. Fiume, Tipografia Mohovich, poi Battara. Redattore responsabile Emidio Mohovich, poi Nossau, dottor A. Albertoni, A. Hodnih, M. Druscovich, Giovanni Marvin, Armando Odenigo. Dal 23 dicembre 1867 (numero di saggio) e 4 gennaio 1868 (primo numero regolare) al 1919. Tiratura media di 3000 copie con supplementi.

È questo il giornale più accreditato e diffuso a Fiume, con la vita più duratura, dato che uscirà fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, ossia per cinquanta anni mutando tono, indirizzo, composizione e formato, attraverso varie crisi redazionali. All’inizio, usciva una volta la settimana, il sabato. Dalla fine del 1870, il giornale inizia la sua pubblicazione quotidiana, escluse le festività. Ad accompagnarlo sarà la denominazione di “Giornale politico, commerciale e marittimo cotidiano”. Lo redigeva per ben trent’anni il brillante e operoso Emidio Mohovich che ne era pure il tipografo, fino alla morte avvenuta nel 1898. Suo era sempre l’articolo di fondo. La redazione era composta dal cronista Plinio Cortesi, dal traduttore dal tedesco Ernesto Brelich e dal corrispondente da Trieste P. M. Leporini e da altri giornalisti non di professione «ma piuttosto funzionari governativi o municipali come il notaio Nicola Gelletich, autore di opere giuridiche e vice segretario».

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Nel 1872, dopo due anni dalla fondazione, La Bilancia aumenta di formato e troviamo già qualche collaboratore interno (Zolfanelli), mentre il servizio d’informazioni si sviluppa con Coglievina che inizia a inviare le sue corrispondenze da Vienna e altre informazioni telegrafiche. Nel 1873 entra nella redazione quale cronista l’ex garibaldino Enrico Matcovich che combatté al fianco dei Mille per la conquista del Regno delle due Sicilie. Al Leporini e al Coglievina si aggiungono quali informatori A. Wasvary da Budapest, O. Hasseck da Trieste, Mario Lanza da Venezia e S. Fortini da Firenze. Nel 1873 un nome illustre entra a far parte del comitato redazionale. Questo è il giornalista, scrittore e librettista italiano nato a Zara, Arturo Colautti, che assunse le funzioni di redattore capo. Il primo luglio dell’anno seguente troviamo quale cronista de La Bilancia, Nereo Mayer. Nel 1882 il giornale raddoppia il formato. Due anni dopo e precisamente a partire dal 22 settembre del 1884 viene a rinforzare la già cospicua schiera di redattori, Adolfo Pellegrini. Nel 1887 ai tanti corrispondenti che già contava La Bilancia viene ad aggiungersi Gaetano Feoli, le cui corrispondenza fanno si che ad esse venga proibita la libera circolazione postale in tutta l’Austria. Nello stesso anno però in seguito ai passi fatti da Augusto Ziehy, allora governatore di Fiume, tale divieto viene revocato e permessa nuovamente la spedizione. Nell’anno 1890 ogni martedì, quale supplemento de La Bilancia si pubblica L’Avvisatore, foglio ufficiale del R. Governo marittimo. Francesco Kučinić invia, nel 1892 la corrispondenza da Istanbul. Il 22 gennaio del 1893 Adolfo Pellegrini abbandona la redazione de La Bilancia per entrare in quelle de La Varietà giornale del mattino edito dallo stesso stabilimento. Il 5 marzo 1893 muore Emidio Mohovich, il fondatore e per 30 anni consecutivi redattore e direttore de La Bilancia. Dopo la sua scomparsa il testimone delle direzione passerà al figlio maggiore Vito che tuttavia muore nel 1903, a soli 39 anni.

Le redini finiranno quindi nelle mani dei fratelli Ugo e Mario. In questo periodo il foglio subisce un’ulteriore trasformazione, viene pubblicato due volte al giorno: un’edizione del mattino e una serale. Nereo Mayer viene sostituito nella carica di caporedattore dal librettista, maestro di musica e avvocato, Azzo Albertoni.

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«Il Risveglio», una delle molte pubblicazioni dello Stabilimento Tipolitografico Fiumano

Costruito con cura, con un occhio rivolto sempre alle nuove tendenze mediatiche, La Bilancia diventerà il punto di riferimento per la città e per i suoi abitanti. Agli articoli politici e alla cronaca locale s’aggiungevano quelli di varia cultura con servizi e corrispondenze dall’estero che erano organizzati con piglio moderno. Una particolare attenzione era riservata ai bollettini di borsa e alle notizie di carattere economico. Non mancavano articoli di cultura generale e brevi romanzi d’appendice. Quest’ultima sezione era considerata all’epoca una carta vincente per attirare nuovi lettori. Il giornale lentamente si affermò, mentre la tipografia del Mohovich divenne la più importante della città.

In essa, come vedremo, saranno pubblicati la maggior parte dei periodici fiumani del tempo. Il foglio, da settimanale che era all’inizio, divenne quotidiano nel ’70. Trovò pure una certa diffusione a Trieste e nelle isole del Quarnero, in Istria e in Dalmazia. Fu per i giornali tedeschi, austriaci, ungheresi e croati la fonte prima e più autorevole di notizie fiumane. La nascita e la concezione de La Bilancia ha il merito di aver radicalmente cambiato la cultura d’informazione in città. All’inizio, secondo l’usanza dell’epoca, il foglio si limitava a essere un mero strumento che registrava ciò che accadeva nella realtà. Successivamente con il tempo questo aspetto muta di tono, è inizia a provocare eventi riportando le dichiarazioni degli interessati o intervistati. Nasce così il caposaldo fiumano delle pratiche del giornalismo moderno: la citazione diretta della fonte come prova di attendibilità e obbiettività del giornalista. La creazione di Mohovich ha anche il merito di aver introdotto a Fiume, all’inizio del XX secolo, la prassi dell’edizione straordinaria in occasione di eventi di particolare rilevanza. Ma le novità che accompagneranno il foglio lungo i suoi cinque decenni sono tantissime. Il giornale è stato, infatti, tra i primi a raccogliere le notizie dal distretto di polizia, nelle aule dei tribunali, nelle strade e altri luoghi dove è accaduto il fatto.

Nell’ultimo periodo del giornale sarà introdotta anche la pratica di richiamare l’attenzione del lettore sull’evento con titoli enormi, spesso da urlo.

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Fiume, sul palazzo, a destra, si legge l’insegna Cartiera Fumana

Sopra la testata vi era la figura della bilancia, simbolo di giustizia ed equità che rappresenta la necessità di soppesare ogni situazione. Sotto, il moto Giornale ebdomadario, umoristico e di varietà con illustrazioni che con l’inizio degli anni ’70 muterà in Giornale Politico-Commerciale- Marittimo, frase che condensa il proposito di stampa popolare rivolta a tutti. Questo aspetto non sarà proposto solamente attraverso il contenuto ma anche attraverso il prezzo del giornale, accessibile a tutti. Anche lo stile del linguaggio avrà la sua evoluzione, lenta ma inevitabile. Nel solo inizio la forma avrà un carattere letterario, che tende a essere alto, tuttavia spesso con eufemismi, formule burocratiche, forme letterarie desuete ed esagerate. Lo stile modificherà poi in quello giornalistico con frasi semplici, chiare, brevi ed equilibrate al servizio del lettore.

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3 / segue

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