La multiculturalità immaginaria

Se le celebrazioni triestine del centenario dell’impresa dannuziana a Fiume sono state la dimostrazione che la classe politica locale non vuole proprio far passare un passato che non passa, il progetto Fiume Capitale europea della cultura non sembra altro che volerlo confermare. Puttanieri con gli stivali, fascisti e comunisti continuano a tenere in ostaggio un’area in cui nazionalismi e dittature hanno lasciato strascichi di cui sembra nessuno voglia o possa liberarsi.

Il restauro del Galeb, il panfilo del padre padrone della Jugoslavia, e la collocazione, il 3 maggio prossimo, di una stella rossa gigante su un vecchio grattacielo cittadino daranno alla Capitale della cultura un’impronta ideologica, che vista dall’esterno non sarà altro che la celebrazione del passato regime.

 

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