Venezia, 24 agosto 1849: sul ponte sventola bandiera bianca!

La splendida esperienza della (seconda) Repubblica Veneta iniziata con la sua proclamazione a Venezia il 22 marzo 1848, stava per concludersi nell’agosto 1849;  un anno e mezzo di indipendenza, un periodo straordinario ricco di entusiasmi, di riforme, di slanci patriottici che continua, dopo oltre un secolo e mezzo, ad essere così poco conosciuto dai veneti. A Venezia, abbandonata da tutti, si percepiva la fine ormai prossima e il 3 agosto l’esasperazione degli animi provoca un increscioso assalto alla residenza del Patriarca, accusato da un gruppo di cittadini di aver sottoscritto una petizione con la quale si chiedeva al governo di far conoscere i motivi che potevano indurlo alla resistenza ad ogni costo. Il 6 agosto l’Assemblea concentrò su Daniele Manin ogni potere per l’onore e la salvezza di Venezia.

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Ma chi era Manin? Nato il 1804 e figlio di un avvocato ebreo convertitosi, aveva abbandonato l’originario cognome Medina per assumere quello del suo padrino, Ludovico Manin, ultimo doge di Venezia. Laureatosi in Legge a Padova, di notevole intelligenza e  cultura, di sentimenti repubblicani e democratici, fu nel 1848 con il dalmata Niccolò Tommaseo il protagonista dell’insurrezione di Venezia contro gli austriaci nel solco del progetto di unificazione dell’Italia.

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