Fiume e Stella Rossa – un’iniziativa che definire discutibile è un eufemismo

Il comunicato della Società di Studi Fiumani

La recente installazione sul grattacielo di Fiume di una enorme stella rossa di vetro promossa, nell’ambito delle iniziative per Fiume capitale europea della cultura 2020, dalla municipalità di Fiume /Rijeka con i fondi della Comunità europea e intitolata inequivocabilmente “monumento alla Fiume rossa”, costituisce un richiamo esplicito alla stella rossa eretta nel 1945 sul medesimo edificio dal regime comunista di allora (ed accompagnata allora dalla scritta, in caratteri cubitali, “Tito”). Si tratta di un’iniziativa che definire discutibile è un eufemismo: la copertura di comodo della lotta antifascista a mala pena dissimula una celebrazione del passato totalitario e jugoslavista della Croazia, celebrazione peraltro manifesta anche nella precedente iniziativa della municipalità di Fiume /Rijeka, pur essa realizzata con fondi europei, la trasformazione in museo del panfilo Galeb del dittatore Tito. Tutto questo avviene nonostante la risoluzione approvata il 19 settembre dell’anno scorso dal Parlamento europeo di Strasburgo (535 voti a favore, 66 contro e 52 astenuti) sulla “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”, in cui si parla del “riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo” e si ricorda come “i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità”. E tutto questo avviene all’indomani dell’omaggio reso proprio dall’attuale presidente del governo croato, Andrej Plenković, alle vittime del terribile gulag istituito nel 1949 dal regime comunista di Tito sull’Isola Calva (Goli Otok), dove Plenković si è recato, non a caso, il 23 agosto, data proclamata dal Parlamento di Strasburgo “Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari”. Il principio proclamato in questa occasione dal prof. Zvonko Kusić, consigliere speciale del premier croato, che nessun crimine può essere “giustificato” da altri crimini commessi in precedenza e che “nessun obiettivo politico può giustificare i crimini che sono stati commessi” ci trova perfettamente concordi. A questo principio si è sempre ispirata e si ispira l’attività di ricerca della nostra Società, rifondata a Roma nel 1960 dai fiumani costretti all’esilio da quella fosca dittatura che alcuni oggi si propongono sconsideratamente di rivalutare.

Giovanni Stelli
Presidente della Società di Studi Fiumani
Archivio Museo Storico di Fiume a Roma

SSF3

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