Vie romane in Istria e Dalmazia: la straordinaria rete di relazioni oltre i confini

Sono trascorsi oltre due millenni, ma sono quasi ancora al loro posto, bianchi e sicuri itinerari studiati per connettere luoghi assai distanti ma raggiunti in tempi impensabili per l’epoca antica grazie ai loro insuperabili ingegneri, gli antichi romani. Sopravvissute per lunghi e travagliati secoli ed oltre la caduta di Roma, se ne rinvengono tracce in Istria, nel territorio fiumano e in Dalmazia.

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Carta parziale delle maggiori vie romane in Adriatico orientale

La Via Flavia

Edificata tra il 178 a.C. e completata nell’ 80 d. C. dall’imperatore Tito per ragioni commerciali e militari, aveva inizio ad Aquileia e terminava a Tarsatica (Fiume) dopo aver attraversato l’Istria. «Il suolo dell’Istria — si leggeva in “Pagine Istriane” numero 1-2 del 1985 curato da Livio del Pino — era interessato da una fitta rete viaria […]. La strada principale era la Via Flavia nel tratto Trieste-Capodistria-Buie-Valle del Quieto-Visinada-Parenzo-Canale di Leme». Da Pola dipartiva un’altra strada [la Gemina, n.d.r.] che toccava Nesazio, attraversava quindi la Valle dell’Arsa, Albona, Fianona e Laurana, per giungere fino a Fiume. Il braccio principale si trovava nella valle del fiume Quieto da cui si diramava un percorso trasversale verso Pinguente e Rozzo fino a Castua, sopra Tarsatica: qui si incontrava e congiungeva con la via che collegava Trieste e Fiume».

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Pola, tratto della Via Flavia intorno all’Arena

«Questo stato di cose […] — proseguiva Livio del Pino —durò fino al periodo tardo-antico e cioè fino all’inizio del IV secolo d.C. Il tramonto del mondo antico in Istria comprende il periodo dall’inizio del IV alla fine del VI secolo, ed è caratterizzato da fondamentali cambiamenti sociali, amministrativi e culturali […]». La dissoluzione del potere romano e le conseguenti incursioni di nuovi popoli nella Regio X Venetia et Histria come altrove nell’impero, avrebbero causato il progressivo decadimento delle viae, di alcune delle quali ai nostri giorni sono visibili quasi soltanto i solchi carrai ai due lati. Da Muggia (in località Lazzaretto) a Trieste il tracciato dell’antica Via Flavia attraversava le mura del Castello sul Colle di San Giusto ed è percorribile attraverso i sentieri del Carso in direzione del confine con la Slovenia: un paesaggio di eccelsa bellezza, sul quale impera il mare.

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Pola, La Porta Gemina, lungo la via Flavia che da Aquileia portava a Trieste, Pola, Fiume e ad Aemona, la moderna Lubiana. La via militare romana ripartiva di qui, e attraverso il fiume Arsa conduceva nella Liburnia, nell’Illirico, in Dalmazia.

Di resti «di un’antica strada che collegava Lavarigo (Loborika) e Gallesano» tratta il saggio di Ivan Milotić edito nel 2011 negli Atti del Centro Ricerche di Rovigno, nel quale l’autore riferiva il rinvenimento di «resti solidamente conservati e beni visibili che non aveva notato in nessun’altra parte dell’Istria e che irresistibilmente gli ricordavano le antiche strade romane, resti simili». Per saperne di più, Centro Ricerche Storiche-Rovigno, ATTI Volume XLI, 2011, La scoperta dei resti d’una strada romana tra Lavarigo e Gallesano, p. 33.

Fiume, la Via Flavia e il «vallo liburnico»

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Un tratto del Vallo nell’area fiumana

(foto http://www.lokalpatrioti-rijeka.com/forum)

 

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