Valentino Quintana, “Il Confine tradito”

Tra i luoghi del confine orientale italiano più ferocemente colpiti dalla seconda guerra mondiale fu indubbiamente Tarnova della Selva, un odonimo che a grande parte dei lettori italiani dirà poco o presumibilmente nulla. Eppure in quel quadrante che nel 1945 era ancora Italia e provincia di Gorizia, si scatenarono tutte insieme le forze militari colà presenti, i reparti tedeschi del comandante Odilo Globočnik, impegnati nella «Zona d’operazioni del Litorale Adriatico», le bande dei partigiani di Tito, altri reparti jugoslavi collaborazionisti con i nazionalisti serbi fedeli alla Monarchia, e la «Decima Mas», quest’ultima impegnata in una disperata difesa del territorio goriziano. Una storia assai complessa e tragica, questa, che riporta ai nefasti eventi subiti dalla popolazione italiana in Adriatico orientale nello scatenarsi delle più efferate campagne di eliminazione delle antiche componenti italofone dell’Istria, del Fiumano e della Dalmazia.

Ora, con coraggio Valentino Quintana, giovane indagatore dei grandi episodi occorsi in Venezia Giulia nel tempo oscuro e crudele del secondo dopoguerra, si è cimentato nella narrazione letteraria di quella storia, che parte dai personaggi di Giorgio e Mattia Gherdovich, due anziani fratelli triestini reduci da quella battaglia ma divisi l’uno, dal proposito di sfuggire a Trieste dalle violenze delle bande di Tito, l’altro, dall’ingenuo intento di «coniugare il significato della lotta antifascista con le mire espansioniste di Tito, proprio durante i tremendi quaranta giorni di occupazione della città». Come intuibile, entrambi attraverseranno vicissitudini drammatiche, dalla caduta del Fascismo ai famigerati 40 giorni di occupazione jugoslava di Trieste, le foibe, le nuove linee confinarie determinate dagli Alleati, che per decenni chiusero Trieste e l’Istria in un «silenzio di morte», come avrebbe scritto con dolore il grande istriano Giani Stuparich.
Nella fitta trama di luoghi, personaggi ed episodi di cui il romanzo è generoso, Valentino Quintana non perde il filo degli avvenimenti nei quali inserisce figure femminili significative quali un’accanita attivista slovena, e scenari diversi, in un tessuto narrativo minuzioso entro il quale lo scrittore intende restituire ad ogni protagonista del romanzo la sua completa vicenda politica e umana e ai numerosi esuli giuliani l’orgoglio di amare l’Italia anche nelle baracche dei campi profughi e nei gelidi sottopassi della Stazione Termini di Roma e per concorrere ciononostante alla rinascita della Patria.

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Od.Cern per «Carta Adriatica»

Valentino Quintana, Il Confine tradito, Leone Editore, Milano, Giugno 2020 € 13,90, pp. 392

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