Le evolute donne di Fiume negli anni Venti

Accadde tra il 1919 e il 1921 quando al Consiglio municipale di Fiume vennero elette tre donne, Olga Kucich, Ofelia Nascimbeni e Antonia Verson. 

Lo ricorda attraverso la storica Rivista di Studi Adriatici Fiumecurata dalla Società di Studi fiumani in Roma — Marino Micich, nel numero 5 (nuova serie) del Gennaio— Giugno 2002.

Se si pensa che in Italia bisognerà aspettare la fine della seconda guerra mondiale, considera Micich, nelle terre fiumane si era alquanto avanti nel riconoscere parità di diritti delle donne. In quel periodo nella Città di Fiume era inoltre riconosciuto il divorzio.

(nell’immagine una cartolina di Fiume degli anni ’20)

L’assemblea del Consiglio nazionale – Rappresentanza municipale: elenco dei nomi

Diego Arich
Iti Baccich
Salvatore Bellasich
Edoardo Bianchi
Annibale Blau
Carlo Brazzoduro
Adriano Cattalinich
Antonio Celebrini
Carlo Colussi
Carlo Conighi
Giuseppe Corich
Vittorio Del Pino
Attilio Depoli

Felice Derenzini
Pietro Deschmann
Arturo Devescovi
Vittorio Farina
Beniamino Ferranda
Isidoro Garofolo
Riccardo Gigante
Alfonso Gregorutti
Antonio Grossich
Giovanni (Nino) Host-Venturi
Oscarre Loriani
Benedetto Kucich
Olga Kucich

Ulisse Magos
Clemente Marassi
Luigi Maroth
Carlo Minca
Ariosto Mini
Luigi Misculin
Edoardo Mondolfo
Arturo Nascimbeni
Ofelia Nascimbeni
Andrea Ossoinack
Ugo Pagan
Vincenzo Petrovich
Attilio Prodam
Giuseppe Pus
Giorgio Radetti

Idone Rudan
Giovanni Rusich
Giovanni Schittar
Giovanni Serdoz
Romualdo Serdoz
Gino Sirola
Elpidio Springhetti
Attilio Sprocher
Edoardo Susmel
Giuseppe Sussain
Luigi Maria Torcoletti
Stefano Tuchtan
Antonia Verson
Giovanni Villich
Pietro Zandegiacomo

Strage di Vergarolla. 60 anni fa moriva Geppino Micheletti

L’8 dicembre di 60 anni fa moriva all’età di 56 anni Geppino Micheletti, l’eroe di Vergarolla. In occasione dell’anniversario della sua morte il presidente dell’Unione degli istriani, Massimiliano Lacota ha lanciato un appello: “Non dimentichiamo chi era Geppino Micheletti, la tragedia immane che lo colpì e l’altruismo che lo contraddistinse. Mi rivolgo in particolare alle amministrazioni comunali – ha scritto in una nota –, affinché lo ricordino il prossimo 10 febbraio assieme alle vittime della strage di Vergarolla, la più grande strage dell’Italia repubblicana, volutamente taciuta al pari dei nostri martiri delle foibe e dei nostri 350mila istriani, fiumani e dalmati cacciati dalle loro case”.

Leggi l’articolo

Profughi a Laterina anche dopo il primo dopoguerra

Dagli studi di Elio Varutti

Profughi a Laterina pure nella Grande guerra? La località di Laterina (Arezzo) è nota nella storia del Novecento perché recluse, dal 1941 sotto il fascismo in un Campo di concentramento, qualche migliaio di prigionieri britannici catturati in Africa. Detta struttura detentiva attraversa varie fasi secondo come variava il fronte, tra Tedeschi ed Anglo-americani. Dal 1946, oltre a imprigionare recalcitranti della RSI, inizia ad accogliere 1.500 profughi della Venezia Giulia, in fuga dalle prevaricazioni dei miliziani jugoslavi di Tito. Dal 1948 gli arrivi si fanno sempre più intensi, fino a superare le 10mila presenze non solo di esuli giuliani, ma pure di espulsi dalle ex colonie d’Africa. Il Campo chiude i battenti nel 1963. Negli anni successivi, dall’Amministrazione comunale viene riadattato ad area artigianale.

Parliamo ora della Grande guerra . Si sa vagamente dal sito web di “radiocora.it” che il campo di Laterina ha “ospitato al termine della Prima guerra mondiale 14 famiglie provenienti dal Trentino”. Ora c’è un’altra fonte che rafforza tale fatto. Vero è che, secondo Franco Cecotti, la maggior parte delle notizie storiche sui profughi goriziani e istriani del 1914-1918 si riferisce al loro internamento in Austria, Slovenia e Boemia, voluto dalle autorità dell’Impero d’Austria-Ungheria, poco si sa della loro profuganza in Toscana, organizzata dalle autorità italiane. 

LEGGI LO STUDIO
http://eliovarutti.blogspot.com/

IMMAGINE – LEVANE PONTE – Il ponte di Levane nei primi decenni del Novecento: l’edificio visibile alla sinistra reca l’insegna dell’asilo “Del Secco”, che ospitò le giovani profughe goriziane e trentine. Fotografia Vestri, Montevarchi.

Trieste festeggia i 50 anni del “Tempio degli Esuli”

Festeggia 50 anni la chiesa di via Capodistria a Trieste, il “tempio degli esuli” nel rione di Chiarbola.

Costruita anche grazie alle donazioni della popolazione costretta all’esodo, fu consacrata nel 1971 alla presenza di monsignor Santin.

Un evento che vuole ricalcare il giorno della consacrazione, avvenuta esattamente il 12 dicembre 1971, alla presenza del vescovo di allora, Antonio Santin, delle autorità del tempo e di un folto gruppo di fedeli del quartiere.

Leggi l’articolo

https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/12/11/news/a-trieste-festeggia-50-anni-la-chiesa-di-via-capodistria-il-tempio-degli-esuli-nel-rione-di-chiarbola-1.41019751

Roma, nuova tabella storica al Quartiere Giuliano-Dalmata

Il 9 dicembre scorso il Vice presidente del Municipio IX di Roma, Augusto Gregori ha presenziato alla ricollocazione della tabella di interesse storico turistico culturale del quartiere Giuliano Dalmata di Roma. Presenti anche il consigliere Muro Pes e, per l’ufficio cultura, De Pascale e i presidenti delle associazioni per la valorizzazione del nucleo storico del quartiere.

A Isola d’Istria si rinnova la segnaletica bilingue

L’azienda municipalizzata di Isola d’Istria ha collocato in questi giorni le nuove targhe stradali bilingui nei quartieri di Jagodje e Livade e nella zona industriale. La seconda fase del progetto, programmata per il prossimo anno, riguarderà le tabelle del centro storico. Una decisione questa salutata anche dalla vicesindaca italiana di Isola Agnese Babibič.

Il Comune di Isola, per tramite dell’Azienda municipalizzata Komunala, ha deciso di sostituire le oramai degradate targhe bilingui con i nomi delle vie e delle strade. La nuova segnaletica è stata collocata in questi giorni.

“Devo dire che sono stata anch’io positivamente sorpresa, sapevo che si stava lavorando” ci ha detto la vicesindaca italiana Agnese Babič da più di un anno che si preparavano i progetti, gli elaborati e tutto quello che ci sta dietro, perchè ricordiamo, qualsiasi cosa ha bisogno del suo tempo e per quanto riguarda il settore pubblico sono tempi biblici, e lo sappiamo molto bene. Quindi sono molto orgogliosa e contenta che finalmente sia arrivata anche la sistemazione di queste tabelle perché effettivamente quelle erano vecchie, infatti ho verificato, avevano 40 anni e passa, erano già degradate, quindi ben venga che finalmente si sia realizzato questo progetto.”

https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/comunita-nazionale-italiana/a-isola-si-rinnova-la-segnaletica-bilingue/603668

Zara veneziana: importante scoperta

Riaffiora a Zara uno scorcio della Serenissima che si credeva perduto. Nel corso dei lavori di restauro dell’edificio della vecchia Scuola tecnica sono tornati alla luce i resti della porzione della cinta muraria che un tempo collegava i bastioni Moro e Grimani. Lo ha reso noto il Dipartimento per l’archeologia dell’Università di Zara. La fortificazione era stata demolita nel 1907, come testimoniato da una lapide tutt’oggi presente sul bastione Grimani. Le mura difensive di Zara, quali testimonianze delle “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale”, figurano dal 2017 nella Lista dei patrimoni dell’umanità stilata dall’Unesco.

Leggi l’articolo  – Guarda il video

Turriaco (GO): gli alberi degli istriani diventano opera d’arte

È nata dall’inventiva e dalla maestria dell’artista Lorenzo Baggioli di Turriaco l’opera esposta nell’atrio del municipio: un grande tavolo in legno attraversato da una cerniera. “La Gega” (Zipper) racchiude in sé il messaggio di un periodo particolare di chiusure e aperture, non solo per l’emergenza sanitaria ma anche dentro di sé e verso la società. È l’immagine e il concetto che Baggioli ha tradotto nell’opera che ha deciso di esporre, almeno fino a gennaio, la propria opera nell’atrio del palazzo municipale di Turriaco, a lato della porta d’ingresso.

L’opera ha dato una seconda vita agli alberi di cipresso abbattuti nel 2013 per far spazio al nuovo layout della piazza di Fossalon. «Questi alberi furono piantati con l’arrivo degli esuli dell’Istria nei primi anni ’50, come piante ornamentali per la cittadina», racconta Baggioli, che con la sua opera è riuscito a recuperarne e tramandarne il ricordo.

Leggi l’articolo

https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/12/06/news/opera-lignea-di-baggioli-con-gli-alberi-di-fossalon-piantati-per-gli-istriani-1.41002277

Nell’immagine l’opera lignea di Biaggioli realizzata con gli alberi di Fossalon

Il dopoguerra e l’esodo fecero rinascere a Trieste la Lega Nazionale

La seconda guerra mondiale sconvolse i territori orientali italiani e le loro popolazioni. Violenze d’ogni genere e intensità si abbatterono sui villaggi, sulle case, sulle famiglie. Gli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia pagarono doppiamente le conseguenze d’una guerra perduta, pagarono per tutti: rastrellamenti, campi di prigionia, foibe, esodo. Per loro tutti e per coloro che assistettero a tali tragedie calò rapidamente il velo oscuro del dolore sul volto della patria.

Il sodalizio patriottico visse una nuova stagione nel momento in cui il nuovo confine sconvolse i territori orientali. Le attività continuano anche oggi sul piano culturale

Leggi l’articolo

https://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2021/12/04/news/il-dopoguerra-e-l-esodo-fecero-rinascere-a-trieste-la-lega-nazionale-1.40993671

“La Sapienza” studia i Giuliano-Dalmati a Roma

L’Università di Roma “La Sapienza” ha da poco pubblicato un voluminoso studio sul quadrante sud di Roma intitolato “La metropoli continua”, con notizie dedicate anche al Quartiere Giuliano-Dalmata della capitale.

Per addentrarsi nella originale storia del quartiere, sono state usate come fonti le pubblicazioni di Marino Micich e Gianclaudio de Angelini, edite dalla Società di Studi Fiumani e dall’Associazione per la Cultura Fiumana Istriana e Dalmata nel Lazio. 

E’ possibile leggere un estratto del nuovo volume tramite questo link https://www.editricesapienza.it/sites/default/files/6011_La_metropoli_continua_ESTRATTO.pdf che comunque non comprende la parte del Quartiere degli Esuli.