Esuli a Fertilia: Trieste e Gorizia rinsaldano i rapporti

Giunti in Sardegna con l’esodo, molti istriani, fiumani e dalmati ricostruirono la loro vita nella borgata di Fertilia (Alghero).

Questo patrimonio storico e culturale viene oggi rafforzato nel rapporto diretto con le amministrazioni di Trieste e Gorizia, grazie ad una serie di iniziative e collaborazioni destinate a mantenere la linfa vitale che lega realtà sociali geograficamente così distanti.

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https://www.sassarioggi.it/alghero/alghero-trieste-gorizia-insieme-promuovere-identita-accoglienza-16-marzo-2022/

Il cibo in Istria dalle origini all’età moderna

Tutta la nobile storia dell’Istria nei secoli rivive negli «Atti» e «Memorie» dei suoi studiosi e attraversa i tempi grazie alla «Società istriana di archeologia e storia patria». Dopo 100 anni dalla sua istituzione, guidata dal Prof. Giuseppe Cuscito, la Società collabora ai nostri giorni con studiosi italiani e d’oltre confine per richiamare alla memoria i grandi passaggi della storia.

Il cibo in Istria dalle origini all’età moderna

Il luogo viaggio dei vetri istriani nella seconda guerra mondiale

Nel volume degli «Atti» e «Memorie» pubblicato nel 2018* la ricerca storica entra nelle abitudini alimentari delle popolazioni istriane e negli usi comuni del vetro, piatti e coppe sin dall’età romana, attinenti alla presentazione e conservazione del cibo stesso. Ne tratta Alka Starac nel saggio di apertura, Piatti e coppe dalla collezione romana del museo archeologico dell’Istria di Pola ma in parte inediti. Alcuni, chiarisce la studiosa, fanno parte della raccolta che riuniva i reperti dal Quarnero con le isole di Cherso e Lussino, altri, precisa, hanno fatto un “viaggio” lungo e complicato negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale e sono giunti a Pola senza dati sicuri su sito e modalità di ritrovamento. Ma l’accurato studio archeologico restituisce a molti manufatti l‘identità di ciascuno e con ciò permette, attraverso i vetri e le coppe sopravvissute, di conoscere i gusti e i costumi delle comunità istriane dall’età antica, al Medioevo, fino all’Ottocento.

A tavola con le Benedettine è una gustosa indagine sull’ex Convento di San Teodoro di Pola, dalle cui evidenze l’autrice, Tatjana Bradara, ricava dati significativi per apprenderne la vita al suo interno e gli usi quotidiani relativi ai vasellami e alle stoviglie.

* Volume CXVIII della raccolta (LXVI della nuova serie)

Le campane degli Esuli a Fertilia che non suonano più

È quanto si legge nell’articolo dell’Unione Sarda edito lo scorso 11 Febbraio nel quale viene ricordato che le cinque campane furono donate nel 1959 dalla città di Trieste (e dall’allora vescovo, monsignor Antonio Santin) alla comunità esule a Fertilia.

Lo stato di degrado strutturale del campanile della chiesa di San Marco e il sistema elettrico di attivazione sta impedendo da 3 decenni il funzionamento delle campane. Quei rintocchi erano il simbolo del legame tra gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia, che fondarono Fertilia, con Trieste capitale morale dell’esodo. E ricordavano, con il loro suono, il valore storico della diaspora. Nel progetto originario della chiesa, la cui prima pietra venne posata l’8 marzo 1936, non era previsto il campanile, che venne realizzato nel 1957 per volontà della comunità giunta dalle terre della Venezia Giulia e da don Francesco Dapiran in particolare.

Oggi la fatiscenza del campanile, senza il rumore delle sue campane, rappresenta il declino di un luogo di grande valore storico e sociale. Sarebbe importante che le Istituzioni, di ogni ordine e grado, si adoperassero per consentire il restauro del campanile e a queste campane di poter riprendere a suonare” dicono in coro diversi residenti e i componenti del museo storico Egea di Fertilia, come osserva il quotidiano Sardo nella triste celebrazione del Giorno del Ricordo.

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https://www.unionesarda.it/news-sardegna/sassari-provincia/fertilia-le-campane-di-san-marco-non-suonano-piu-da-30-anni-fwlggw9u

Memorie fruibili a Roma per il Giorno del Ricordo

In occasione del Giorno del Ricordo la Società di Studi Fiumani ricorda che l’Archivio Museo storico di Fiume e Centro Studi e Ricerche è aperto tutti i giorni e per tutto l’anno in Via Antonio Cippico 10, nel Quartiere Giuliano-Dalmata della capitale (telefono 06 5923485, mail info@fiume-rijeka.it.

La Società di Studi Fiumani Archivio Museo storico di Fiume è un ente riconosciuto dalla Legge 92 /2004 istitutiva del Giorno del Ricordo, presieduto dal prof. Giovanni Stelli.

Le collaborazioni attivate dalla SSF comprendono numerose istituzioni pubbliche e private, oltre ad un’intensa attività nelle scuole.

La storia del basket a Pola, Fiume e Zara nel n. 45 della Rivista FIUME

Da 99 anni la Rivista di studi adriatici FIUME è veicolo di storia, cultura e civiltà. Sopravvissuta all’immane tragedia dell’esodo, iniziato nel 1945 dopo l’occupazione militare jugoslava, la Rivista fu ricostituita in esilio a Roma nel 1952.

Il nuovo numero può essere richiesto inviando una mail al dr. Marino Micich

marino.micich@virgilio.it

La nuova pubblicazione contiene saggi eccellenti e articoli di attualità culturale. In questa sede vengono trattati dai vari autori temi diplomatici e identitari, argomenti linguistici sul dialetto fiumano e storici su Rovigno d’istria, nonché biografici, riguardanti uno dei migliori promotori della cultura fiumana, Francesco Drenig. Non manca un articolo sulla storia della pallacanestro a Fiume, Pola e Zara, né interessanti recensioni e un recente dibattito sulle Foibe e l’uso pubblico della storia.

A Venezia l’itinerario giuliano-dalmata per il Giorno del Ricordo

Venezia si prepara al Giorno del Ricordo 2022 ricostruendo un itinerario che porti i visitatori a toccare i punti di maggior interesse, collegati alla presenza e alla storia dei giuliano-dalmati. Ecco la convocazione del Consiglio.

Municipalità Venezia Murano Burano – Convocazione V Commissione

La V commissione consiliare (Programmazione Attività Culturali, Contenitori Culturali, Sport, Eventi e Feste Popolari) è convocata MERCOLEDI’ 5 GENNAIO 2022 ALLE ORE 16:30, con il seguente:

ORDINE DEL GIORNO

  1. “I luoghi dell’esodo giuliano-dalmata a Venezia: un itinerario” – Iniziativa per il “Giorno del Ricordo” 2022.
  2. Varie ed eventuali.
  • La seduta sarà trasmessa in diretta streaming al  seguente link:

https://live.comune.venezia.it/it/municipalita-venezia-murano-burano-streaming

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La lingua italiana entra negli asili istriani

La Regione istriana in collaborazione con l’assessorato alla Comunità Nazionale Italiana e agli altri gruppo etnici ha lanciato in questi giorni un nuovo progetto pilota volto a potenziare il livello d’apprendimento negli asili (della maggioranza) della lingua italiana. Come? Attraverso l’organizzazione di laboratori linguistici specificatamente pensati per i bambini. A questa prima fase del progetto parteciperanno sette gruppi di bimbi di altrettanti asili diversi. “Il corso della durata di 30 ore è stato approvato dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione della Croazia”, informano gli organizzatori, che fanno sapere come gli asili coinvolti sono il “Neven” di Rovigno, il “Petar Pan” di Dignano, la sezione periferica di Montegrande dell’asilo “Pula – Pola”, l’asilo di Buie, l’asilo e il nido “Duga – Arcobaleno” di Umago, l’asilo “Radost” di Parenzo e l’asilo “Tičići” di Cittanova. 

In corso il Festival dell’Istrioto

Si sta svolgendo in questi giorni il Festival dell’Istrioto, iniziato il 15 dicembre e che si conclude domenica 19. È stato organizzato come “quello che ci si può permettere in tempi di Pandemia”. È un’iniziativa in Istria di alcune Comunità degli Italiani, e precisamente di Rovigno, Gallesano, Sissano, Valle e Fasana, dove si parla ancora l’Istrioto, un dialetto istroveneto molto vicino all’istroveneto tradizionale, caratterizzato però da alcuni vocaboli propri e con una parlata che “suona  anch’essa un po’ diversa.

È un vernacolo ancora vivo, usato in quei comuni istriani citati. Lo si sente parlare specialmente nelle manifestazioni folcloristiche, anche accompagnandolo all’esibizione dei costumi tradizionali.

Claudio Fragiacomo

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http://www.valtellinanews.it/articoli/festival-dellistrioto-20211217/

Trieste festeggia i 50 anni del “Tempio degli Esuli”

Festeggia 50 anni la chiesa di via Capodistria a Trieste, il “tempio degli esuli” nel rione di Chiarbola.

Costruita anche grazie alle donazioni della popolazione costretta all’esodo, fu consacrata nel 1971 alla presenza di monsignor Santin.

Un evento che vuole ricalcare il giorno della consacrazione, avvenuta esattamente il 12 dicembre 1971, alla presenza del vescovo di allora, Antonio Santin, delle autorità del tempo e di un folto gruppo di fedeli del quartiere.

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https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/12/11/news/a-trieste-festeggia-50-anni-la-chiesa-di-via-capodistria-il-tempio-degli-esuli-nel-rione-di-chiarbola-1.41019751

Il Premio Isola d’Istria 2021

Il Consiglio della CAN (Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana), riunito in seduta ordinaria, ha assegnato al pianista Renato Chicco il Premio Isola d’Istria 2021, riservato agli isolani che con il loro lavoro, hanno portato il nome di Isola nel mondo. Il professor Chicco, appartenente ad una antica famiglia isolana, dove la musica ha sempre avuto per i suoi membri un ruolo importante, è un jazzista di fama internazionale, noto per le sue collaborazioni con personaggi di spicco della scena musicale internazionale, dagli Stati Uniti all’Europa.

Attualmente, accanto all’attività concertistica (di recente si è esibito a Portorose), è docente al Conservatorio di Graz, in Austria. I consiglieri hanno appoggiato all’unanimità la proposta formulata dall’apposita commissione selezionatrice, guidata da Alessandra Božič, esprimendo anche apprezzamento per il lavoro svolto da Renato Chicco e per l’attaccamento che ha sempre dimostrato per la sua terra.

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