Il «maraschino», piccola storia del distillato dalmato

Nostro servizio La prima citazione della marasca risale, stando agli studi, al 1580, nel Diario del viaggio da Venezia a Costantinopoli di M. Paolo Grimani, che andava bailo[1] per la Repubblica veneta alla Porta Ottomana, stampato a Venezia nel 1586. Secondo fonti successive, Grimani farebbe riferimento a frutti rinvenuti non in Dalmazia ma in Turchia,[…]

Linguine ai granzi pori

La ricetta qui proposta non attinge, per una volta, alla nostra fonte consueta, l’antica raccolta di tradizioni giuliane e austro-ungariche di cui ci siamo serviti precedentemente: ma rimanda comunque ai famigliari paesaggi di mare, eccola dunque, per un irresistibile primo piatto al profumo e al sapore marini del granchio. Ingredienti per 6 persone. 4 granzi[…]

Pinza pasquale «allo Stelvio»

Perché mai fosse stata detta «allo Stelvio» una delle pinze di Pasqua la cui ricetta troviamo nel nostro prezioso e “vissuto” antico libro di ricette, non lo sappiamo, e forse sarà difficile appurarlo. Ma la pinza la conosciamo bene, e in questi giorni ne sentiamo anche, idealmente, i profumi intensi e al contempo delicati. Nell’avvicinarsi[…]

«Kugelhupf», i profumi dolci della pasticceria imperiale in Istria, Fiume e Dalmazia

Della pasticceria austriaca si conosce per lo più la torta «Sacher», quando va meglio i «krapfen», versione originale e nobile delle più modeste «bombe» fritte che ne sono una versione assai lontana. Ma l’arte pasticcera espressa in area austro-ungarica tra Otto e Novecento può vantare una ricca varietà di produzioni, che si diffusero ampiamente in[…]

Tacchino ripieno uso Lloyd

Inserita nel capitolo «Pollame» di un prezioso e divertente libro di ricette culinarie austro-ungariche ed internazionali ricevuto in dono, ci ha incuriosito, oltre alle infinite altre proposte, questa ricetta che, non unica, fa riferimento – supponiamo – ai menù in uso sulle navi da crociera dei Lloyd triestini e austriaci: o almeno, voleva forse ricreare[…]

La torta Rapska dell’isola di Arbe (Rab)

Questa volta racconteremo della torta tradizionale dell’isola di Arbe, molto famosa e di antica tradizione, la cui forma originale è un serpente arrotolato a ciambella. Nel tempo la forma si è trasformata semplificandosi spesso in un cuore. I dolci ad anello e ciambella ricorrono spesso nella tradizione cristiana e ricordano la circolarità delle stagioni, la[…]

Le «orecchiette» baresi

Le «orecchiette», un tipo di pasta di grano duro fatta in casa, è un primo piatto della cucina pugliese e prende questo nome dalla forma che ricorda appunto un orecchio. Con alcune varianti si ritrovano in tutto il territorio, ivi compresa la Basilicata che per tradizione culinaria si avvicina molto a quella della Puglia. Nel[…]

I crostoli ovvero “frappe” o “chiacchiere” o “cenci” o “galani” o “bugie “

Sono i dolci più comuni per Carnevale, a seconda delle regione i loro nomi cambiano così come la forma quadrata o rettangolare più o meno lunga ma l’impasto resta quasi sempre lo stesso. Al giorno d’oggi si preparano anche le versioni al forno ma in passato erano rigorosamente fritti. In Toscana sono i cenci, forse[…]