L’Istria di Verteneglio: memorie, volti e tradizioni

Un volume, “Verteneglio. Memorie, volti e tradizioni di una comunità istriana” scritto da David di Paoli Paulovich, paragonabile a uno scrigno ricco non solamente di storie, tradizioni, musica e memorie, ma pure di vissuto, di testimonianze e raccolte di ricerche che andranno sicuramente ad arricchire non soltanto biblioteche e archivi, ma il bagaglio storico e culturale degli abitanti del territorio, in quanto ognuno può trovare in esso un pezzo di storia della propria famiglia, delle proprie abitudini o semplicemente ricordi che adesso sicuramente non si perderanno nell’oblio del tempo. Il volume, edito dall’Associazione delle Comunità istriane di Trieste, di cui l’autore è presidente, grazie ai fondi ministeriali ex legge 72/2001, è stato presentato negli spazi della Comunità degli Italiani di Verteneglio.

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https://lavoce.hr/cronaca/cronaca-istriana/verteneglio-memorie-volti-e-tradizioni

Claudio Magris dona il suo archivio al Gabinetto Vieusseux di Firenze

Lo scrittore, saggista e germanista triestino Claudio Magris, da anni in odore di Nobel, ha donato il suo vastissimo archivio privato (“circa 70 metri di libri”) e quello della moglie, la scrittrice Marisa Madieri, mancata nel 1996, al Gabinetto Vieusseux di Firenze, istituzione scientifico-letteraria fondata nel 1820 e tra i maggiori centri culturali europei. Qui si incontrarono Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Il Viesseux ha una tradizione di fondi d’autore molto importante e custodisce gli archivi di grandi personalità del Novecento come Gadda, Ungaretti, Luzi, De Filippo, Pasolini.

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https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/cultura/claudio-magris-dona-il-suo-archivio-al-gabinetto-vieusseux-di-firenze/602728

Un volume celebra il centenario del dalmata Ottavio Missoni

Con la sua arte applicata alla moda, Ottavio Missoni, insieme alla moglie Rosita, ha fatto la storia del ‘900. Nato a Ragusa di Dalmazia nel 1921, stabilitosi poi a Sumirago (Varese) fino alla morte nel 2013, ha lasciato un segno indelebile prima nello sport, poi nella moda e infine tra gli Esuli che lo hanno sempre circondato -ricambiati- del loro affetto.

Il 3 dicembre a Bologna verrà presentato il volume del centenario “Missoni – La grande moda italiana”, alla presenza di Luca Missoni, direttore artistico dell’Archivio Missoni.

Grazie alla collaborazione con l’archivio Missoni e alla diretta partecipazione della famiglia Missoni, il volume ripercorre per immagini la storia della casa di moda, da piccola bottega a brand celebrato in tutto il mondo.

Missoni, Mondadori Store e Scripta Maneant Editore
Presentazione del volume: “Missoni – La grande moda italiana”
edizione  celebrativa per il centenario della nascita di Ottavio Missoni
Bologna, Biblioteca Salaborsa, Piazza del Nettuno 3. 
venerdì 3 dicembre 2021, ore 18.

https://www.varesenews.it/2021/11/un-libro-sullarte-ottavio-missoni-la-presentazione-bologna/1404710/

Le donne italiane vittime a Fiume e dintorni

Donne cittadine italiane soppresse da parte partigiana jugoslava nel periodo 1943–1946. Gli studi effettuati dalla Società di Studi Fiumani, hanno portato a valutare in 453 il numero di donne eliminate. Fra loro si considera fossero ben 15 insegnanti e maestre. I dati qui citati sono stati resi pubblici da Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume in Roma, a seguito del lavoro di aggregazione dati di diverse opere dedicate alle perdite umane e vittime italiane in Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia.

Resta determinante il complesso lavoro di ricerca eseguito dalla SSF in accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione generale per gli Archivi) e con l’Istituto Croato per la Storia di Zagabria, che nel 2002 portò alla pubblicazione del volume condiviso “Le vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni” i cui dati sono stati ora implementati e precisati da Marino Micich. Le opere prese in considerazione sono: Albo d’oro dei Caduti giuliani e dalmati di Luigi Papo, Il Martirologio delle genti adriatiche di Gianni Bartoli e Per l’Italia di Ottone Talpo a cura della Società Dalmata di Storia Patria.

Franco Vegliani, il confine concreto e morale

Franco Vegliani, già Sincovich, nacque a Trieste nel 1915 da famiglia originaria dell’isola di Veglia. Formatosi a Fiume negli anni Trenta del Novecento, conseguì la laurea nell’Università di Bologna ed esordì nel 1936 sulla rivista letteraria fiumana “Termini”, della cui redazione fece parte sino al 1938.

Tenente carrista in Africa Settentrionale durante il conflitto mondiale, fatto prigioniero dagli inglesi in Egitto, presso Geneifa, nel 1942 rientrò in Italia appena nel 1946. Nei lunghi anni trascorsi nel campo di detenzione Vegliani elaborò alcuni racconti nei quali è possibile rinvenire alcuni dei temi peculiari della sua poetica: la storia, il motivo costante della libertà e del confine storico e.interiore. Ma nel 2016 un inedito e considerevole testo venne alla luce: La città provvisoria –  la scoperta di un altro Vegliani, per così dire, – che anticipava perfettamente le alienazioni contemporanee, la massificazione del pensiero, la cieca obbedienza a miti di fumo.

Nel centenario della sua nascita la Società di Minerva di Trieste ha dedicato, il 10 dicembre 2015, una giornata di studi dal titolo «La frontiera e oltre», con interventi di Elvio Guagnini, Claudio Magris, Gino Pavan e Patrizia C. Hansen.
I contributi scientifici sono pubblicati nel volume LXXVI della Raccolta dell’ “Archeografo Triestino” edito dalla stessa Società di Minerva.

La città provvisoria – Cinque sensi editore in Lucca – Aprile 2016

La patria perduta – il libro di Elio Varutti

Questa pubblicata da Aska è senza dubbio una delle testimonianze più complete sulla drammatica vicenda Giuliano Dalmata che ha visto passare dal nostro centro di raccolta di Laterina migliaia di profughi che in poco tempo hanno dovuto abbandonare la propria casa, i propri affetti, la propria occupazione – afferma la sindaca di Laterina Simona Neri -. Il professor Varutti da sempre raccoglie e racconta con grande professionalità storie che sono diventate storia anche di Laterina grazie ai continui scambi commerciali, ma anche di relazioni, tra la nostra comunità ed il campo. […]

A perdere la patria, dopo la seconda guerra mondiale, si legge nella presentazione del volume, sono stati i cittadini italiani di Fiume, Pola e Zara e una parte di quelli di Gorizia e Trieste. Le loro terre, le loro case e i loro averi sono stati dati alla Jugoslavia a saldo dei danni della guerra voluta dal duce e dal re. In 350mila sono stati cacciati, o sono dovuti venir via con documenti regolari, per riversarsi nel resto d’Italia matrigna, con la paura delle foibe. Molti transitarono per i Centri raccolta profughi (Crp).

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https://www.arezzonotizie.it/eventi/cultura/presentazione-libro-profughi-venezia-giulia.html

A Venezia “Dall’Europa del mito all’Europa di Dante”

Ateneo Veneto, Società Dante Alighieri – sezione di Venezia
In occasione dei 700 anni dalla morte di Dante

Presentazione del volume
Dall’Europa del mito all’Europa di Dante, un imprevedibile passato
di Maristella Mazzocca ( Venezia, Marcianum Press 2021)

Martedì 23 Novembre, h. 17:00- Nella Sala Tommaseo

Enrico Miletto racconta il Novecento di confine

Avrà luogo sabato prossimo 20 novembre a Torino e nel contempo segnerà la riapertura autunnale delle attività del Circolo culturale profughi e rimpatriati di via Parenzo, la presentazione del libro “Novecento di confine – L’Istria, le foibe, l’esodo”, di Enrico Miletto. L’evento, al quale interverrà l’autore, è a cura del Circolo e della sezione torinese dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Enrico Miletto è docente in Storia contemporanea presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino, ricercatore all’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, membro della Fondazione Vera Nocentini e collaboratore dell’Isrsc Bi-Vc.

Autore di contributi in riviste e opere collettanee, ha pubblicato, tra gli altri: “Gli italiani di Tito. La Zona B del Territorio Libero di Trieste e l’emigrazione comunista in Jugoslavia 1947-1954 (2019)”; “Istria allo specchio. Storia e voci di una terra di confine” (2007); “Con il mare negli occhi. Storia, luoghi e memorie dell’esodo istriano a Torino” (2005). È inoltre curatore di “Senza più tornare. L’esodo istriano, fiumano e dalmata e gli esodi nell’Europa del Novecento” (2012), si occupa da tempo delle vicende legate al confine orientale d’Italia, con particolare riferimento all’esodo giuliano-dalmata.

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https://lavoce.hr/esuli-e-rimasti-la-voce-del-popolo/enrico-miletto-racconta-il-novecento-di-confine

Leggere Maria Grazia Ciani

Il primo libro del suo esodo dall’Istria – Storia di Argo, con una nota di Claudio Magris:  Marsilio Editore, Venezia 2006.

La recensione di Storia di Argo nel volume Dove andare, dove tornare – Autori italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.      Roma 2018 – pp. XIII + 224. Carta Adriatica

Con il primo racconto, Storia di Argo e nel travagliato viaggio di Ulisse l’Autrice aveva riconosciuto il dolore e l’immagine dell’esule che tuttavia nel recente, nuovo libro Tornare a Itaca – Una Lettura dell’Odissea dopo tanto navigare non ambisce più al viaggio eroico nei marosi più spaventosi ma ritornare infine alla sua Itaca, la meta autentica del suo lungo ricercare tra i flutti.

Maria Grazia Ciani, Tornare a Itaca – una lettura dell’Odissea

A cura di Patrizia Hansen

Addio a Iginio Udovicich, autore di “Leggende Istriane”

Si è spento a Sesto Fiorentino, Iginio Udovicich, nato a Pola nel 1929, autore del volume “Leggende istriane”, edito da Apice Libri nel 2014. Studiò prima nella sua città natale e in seguito a Gorizia. Conseguita la maturità scientifica emigrò in Canada, dove visse per quindici anni. Rientrato in Italia scelse di vivere a Firenze. Nonno di sei nipoti, fu assiduo collaboratore dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e scrisse spesso anche sul giornale degli esuli “L’Arena di Pola”.

In “Leggende istriane” che è il seguito di “Storie e leggende istriane”, ristampa della tesi di laurea discussa da Maria Secacich, docente di italiano, latino e greco all’Università cattolica di Milano nell’anno accademico 1938-1939 della quale lui era pronipote e allievo (edito dal Libero Comune di Pola), Iginio Udovicich raccolse le leggende più significative dell’Istria, che affondano le loro radici nell’anima dei suoi abitanti; spaccati di una vita semplice, ma dura e faticosa, condizionata da una natura ostile e da un territorio impervio e poco ospitale, come racconta la leggenda della formazione del Carso: 

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