Ciani: gli Esuli giuliano-dalmati come Ulisse e Itaca

Docente di Storia della Tradizione Classica, insigne grecista, curatrice di numerose prestigiose edizioni di testi classici, Maria Grazia Ciani è nata in Istria, a Gallesano, da cui è esule dal 1945. Autrice nel 2006 del libro “Storia di Argo” (Marsilio Editori – Venezia) la scrittrice ritorna alla bellezza dei suoi luoghi e ai dolorosi temi dell’Esilio e della peregrinazione verso un’Itaca inesistente. Nel travagliato viaggio e nella nostalgia di Ulisse, Ciani ha riconosciuto il dolore e l’immagine dell’Esule, e l’insensatezza della Storia. Libro di rarissima finezza e intenso pensiero, la studiosa istriana esplora l’impossibilità del ritorno nella patria abbandonata, che si rivela essere una condizione perenne dell’anima, così come un dramma della Storia.

MARIA GRAZIA CIANI : TORNARE  A ITACA – UNA LETTURA DELL’Odissea – Carocci  Editore – edizione 2021 – pp.104

La testarda rivista contro le falsità sulle foibe ha impaginato 98 anni d’amore per l’Italia.

Compirà il prossimo 2023 100 anni la storica rivista di Studi Adriatici FIUME sorta nel 1923.  Ne rinnovano la memoria la Società di Studi Fiumani diretta dal Prof.Giovanni Stelli e la Rivista Oblo’ curata da Claudio Susmel nella quale si legge un’ampia recensione.

Nonostante lo sradicamento forzato avvenuto dopo la seconda guerra, osserva inoltre il Direttore dell’Archivio Storico di Fiume in Roma Marino Micich, la cultura italiana di Fiume non muore, così come proseguono altre riviste e giornali Giuliano-Dalmati.

leggi la recensione

http://www.claudiosusmel.it/1546-2/

A Trieste il libro sul pittore piranese Cesare Dell’Acqua

TRIESTE  IRCI LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CURATO DA FLAVIO TOSSI

Informa il Direttore del Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana Dalmata,  Piero Delbello, della prossima presentazione del volume “Cesare Dell’Acqua – 1821 1905.

La presentazione a cura di Flavio Tossi avrà luogo martedì

26 OTTOBRE 2021 ALLE ORE 18.00 PRESSO IL CIVICO MUSEO IN VIA TORINO 8

Quarantotti Gambini, scrittore e testimone del tempo più crudele

PIERANTONIO QUARANTOTTI GAMBINI

SCRITTORE E TESTIMONE DEL TEMPO Piu’Crudele.

a cura di Patrizia C. Hansen

Lo splendido e tragico “PRIMAVERA A TRIESTE – GLI ORRORI DEI PARTIGIANI DI TITO NELL’ADRIATICO ORIENTALE“.

Nel 1945, ricercato dagli jugoslavi in quanto affiliato al Comitato di Liberazione Nazionale italiano, venne sospeso dall’incarico di direttore della Biblioteca Civica : ai primi di maggio, infatti, le truppe partigiane di Tito avevano occupato Trieste — dove erano acquartierati anche gli anglo-americani — con l’intento non solo di sancire il diritto della Jugoslavia  a possedere Trieste ma per individuare e perseguire nella città e nell’intera Venezia Giulia gli esponenti della Resistenza patriottica non comunista, tra i quali era proprio lo scrittore, entrato nel CLN italiano formato dagli esponenti dei partiti democratici (cattolici, liberali, azionisti) contrari alle già chiare pretese annessionistiche jugoslave.

I

Quarantotti Gambini esercitava magistralmente la sua qualità di narratore-testimone di un contesto storico che ha i caratteri di unicità, o quasi, nello scenario europeo del 1945. Trieste, con l’intera Venezia Giulia, non è «liberata» come il resto d’Italia ma prigioniera di una forza occupante implacabilmente ostile che prontamente manifesta di considerare già annessi quei territori alla nuova Jugoslavia titoista. Di contro, l’indifferenza degli anglo-americani e dunque l’assenza di una manifesta garanzia di tutela e di diritto acuiva di ora in ora nei triestini la profonda inquietudine che si alimenta ancor più delle deportazioni che colpiscono, sorprendentemente, antifascisti piuttosto che elementi del vecchio regime, mentre emerge chiaramente il monopolio jugoslavo sulle formazioni partigiane italiane.

A cura di Patrizia C. Hansen – IN CRITICA LETTERARIA ANNO XLV Fasc. iii – PP.551  n.172-  2016 . COMITATO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE : GIORGIO BARBERI SQUAROTTI  –   Torino.  PIERO GIBELLINI – VENEZIA.  RAFFAELLE GIGLIO – NAPOLI. UNIVERSITY OF TORONTO

Nelida Milani: il primo volume di “Cronaca delle Baracche”

I. L’osteria della Parenzana

L’osteria della Parenzana è il primo volume della Cronaca delle Baracche, trilogia che ripropone tutta l’opera narrativa – arricchita da numerosi inediti – di Nelida Milani, una delle voci più significative della letteratura degli italiani dell’Adriatico Orientale.

T«Nella mia testa c’è questa lotta continua tra il rifiuto istintivo, quasi fisico, di ricordare, e la sensazione che nella mia infanzia ci fosse stata la fine del mondo, una fine di cui per tutta la vita si sente il bisogno di raccontare come era avvenuta. Ma come era avvenuta?»

Dall’osservatorio privilegiato del rione operaio di S. Policarpo detto ‘Le Baracche’, a Pola, in Istria, Nelida Milani racconta con straordinaria intensità la ferocia del secolo breve in un piccolo lembo di terra che alla fine della Seconda Guerra Mondiale ha conosciuto la fine del mondo: l’esodo di gran parte della popolazione italiana. Rimase sul territorio, disperso nel sopraggiunto ‘mare slavo’, un piccolo resto stranito, impaurito, costretto da allora alla perpetua dissimulazione di uno straziante esilio interiore, ma vivo e vitale. L’osteria della Parenzana propone il ciclo narrativo legato alla topografia – fisica e degli affetti – più intima dell’autrice, dominata dalla presenza della Parenzana, figura esemplare di un mondo e di un tempo in cui si è imparato presto che «ciò che vi è di terribile nella morte non è perdere il nostro avvenire, ma perdere il nostro passato: l’oblio è la morte sempre presente in mezzo alla vita».

L’osteria della Parenzana è il primo volume della Cronaca delle Baracche, trilogia che ripropone tutta l’opera narrativa – arricchita da numerosi inediti – di Nelida Milani, una delle voci più significative della letteratura degli italiani dell’Adriatico Orientale. A cura di Mauro Sambi.

Collana: VentoVeneto. Anno: 2021.  Pagine: 376

Isbn: 9791259600493

Nuovi eventi per il centenario dell’Impresa Fiumana

La Fondazione Bruno Ballone, per celebrare il centenario dell’Impresa fiumana, presenta una serie di eventi incentrati sulla rievocazione e sull’analisi storico culturale dell’Impresa a Fiume. Raccolti sotto il titolo “D’Annunzio a FiumeGli eventi si svilupperanno in un arco temporale che andrà dall’8 al 23 ottobre prossimi.

Attesa la conferenza di martedì prossimo “Un Poeta, una visione, una parola: DISOBBEDISCO! – Gli ideali, il senso storico e gli eventi dell’Impresa di Fiume” con Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione il Vittoriale degli Italiani.

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https://www.rpiunews.it/attualita/45948-d-annunzio-a-fiume-dall-8-al-23-ottobre-eventi-culturali-organizzati-dalla-fondazione-ballone.html

«Vedute di Isola d’Istria». Un percorso di memorie

Presentata la pubblicazione di Ferruccio Delise e Franco Stener nata dalle interviste basate sulle immagini di cartoline d’epoca

Accanto alle numerose pubblicazioni dedicate alla località, si aggiunge una nuova dal titolo “Vedute di Isola d’Istria – lavoro, ambiente e tempo libero”. Autori del volume sono due amici di lunga data della Comunità Italiana isolana, Ferruccio Delise e Franco Stener. Delise è tra l’altro autore di diverse pubblicazioni dedicate a Isola, edite dal Mandracchio e in passato appoggiate da Silvano Sau. Sfruttando le belle giornate e sempre attenendosi alle misure di prevenzione sanitaria in atto, la CAN di Isola assieme al Manzioli Wine Bar hanno ospitato all’aperto la presentazione del progetto. La coordinatrice culturale della CAN, Agnese Babič ha introdotto la serata salutando i presenti, tra i quali Mario Paolo Depase, segretario dell’Associazione delle Comunità Istriane – Onlus, editore della pubblicazione.

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https://lavoce.hr/cronaca/capodistriano/vedute-di-isola-distria-un-percorso-di-memorie

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