La lingua italiana entra negli asili istriani

La Regione istriana in collaborazione con l’assessorato alla Comunità Nazionale Italiana e agli altri gruppo etnici ha lanciato in questi giorni un nuovo progetto pilota volto a potenziare il livello d’apprendimento negli asili (della maggioranza) della lingua italiana. Come? Attraverso l’organizzazione di laboratori linguistici specificatamente pensati per i bambini. A questa prima fase del progetto parteciperanno sette gruppi di bimbi di altrettanti asili diversi. “Il corso della durata di 30 ore è stato approvato dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione della Croazia”, informano gli organizzatori, che fanno sapere come gli asili coinvolti sono il “Neven” di Rovigno, il “Petar Pan” di Dignano, la sezione periferica di Montegrande dell’asilo “Pula – Pola”, l’asilo di Buie, l’asilo e il nido “Duga – Arcobaleno” di Umago, l’asilo “Radost” di Parenzo e l’asilo “Tičići” di Cittanova. 

Perugia, rinnovato il Parco Vittime delle Foibe

Si tratta del parco Vittime delle Foibe a Perugia, ubicato nel quartiere di Madonna, alle spalle della stazione, un fondamentale polmone verde che collega via Martiri dei Lager alla zona Settevalli. “Non solo un parco – ha detto il sindaco Andrea Romizi – ma un bel modo di vivere un’area della città, con servizi, verde ed un innovativo sistema di mobilità per il quartiere”.

Il parco Vittime delle Foibe- ha spiegato l’assessore alle infrastrutture, opere pubbliche e ambiente Otello Numerini – è oggi un bellissimo posto grazie ad un massiccio intervento che ha consentito di raddoppiare l’estensione dell’area verde rispetto al passato”.

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https://umbrianotizieweb.it/attualita/36149-perugia-parco-vittime-delle-foibe-servizi-verde-ed-una-nuova-infrastruttura-per-la-mobilita

Esuli istriani al Dandolo «Maxi progetto Confini per non dimenticare»

La storia dell’esodo istriano al Dandolo di Maniago è il centro di un maxi progetto che vede protagonista Comune, scuole e associazioni del territorio: si tratta di Confini, per il quale il Municipio della città del coltello ha ottenuto un finanziamento dalla Regione di circa 20 mila euro. «Anche l’amministrazione parteciperà con una somma a copertura delle spese da sostenere, quantificabile dai 5 mila ai 7 mila euro – ha detto l’assessore all’istruzione e alla cultura Anna Olivetto –

Un corposo numero di eventi che coinvolgono scuole di diverso ordine e grado, enti, associazioni locali sulla tematica Nelle terre magre, l’esodo istriano a Dandolo. Ogni iniziativa andrebbe spiegata per filo e per segno, ma mi limito alle ultime due, quelle che impegnano direttamente l’assessorato: la prima riguarda il ritorno di Simone Cristicchi sul palco del Verdi con Esodo, nuova versione di Magazzino 18.

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https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/12/14/news/esuli-istriani-al-dandolo-maxi-progetto-confini-per-non-dimenticare-1.41030638

Le evolute donne di Fiume negli anni Venti

Accadde tra il 1919 e il 1921 quando al Consiglio municipale di Fiume vennero elette tre donne, Olga Kucich, Ofelia Nascimbeni e Antonia Verson. 

Lo ricorda attraverso la storica Rivista di Studi Adriatici Fiumecurata dalla Società di Studi fiumani in Roma — Marino Micich, nel numero 5 (nuova serie) del Gennaio— Giugno 2002.

Se si pensa che in Italia bisognerà aspettare la fine della seconda guerra mondiale, considera Micich, nelle terre fiumane si era alquanto avanti nel riconoscere parità di diritti delle donne. In quel periodo nella Città di Fiume era inoltre riconosciuto il divorzio.

(nell’immagine una cartolina di Fiume degli anni ’20)

L’assemblea del Consiglio nazionale – Rappresentanza municipale: elenco dei nomi

Diego Arich
Iti Baccich
Salvatore Bellasich
Edoardo Bianchi
Annibale Blau
Carlo Brazzoduro
Adriano Cattalinich
Antonio Celebrini
Carlo Colussi
Carlo Conighi
Giuseppe Corich
Vittorio Del Pino
Attilio Depoli

Felice Derenzini
Pietro Deschmann
Arturo Devescovi
Vittorio Farina
Beniamino Ferranda
Isidoro Garofolo
Riccardo Gigante
Alfonso Gregorutti
Antonio Grossich
Giovanni (Nino) Host-Venturi
Oscarre Loriani
Benedetto Kucich
Olga Kucich

Ulisse Magos
Clemente Marassi
Luigi Maroth
Carlo Minca
Ariosto Mini
Luigi Misculin
Edoardo Mondolfo
Arturo Nascimbeni
Ofelia Nascimbeni
Andrea Ossoinack
Ugo Pagan
Vincenzo Petrovich
Attilio Prodam
Giuseppe Pus
Giorgio Radetti

Idone Rudan
Giovanni Rusich
Giovanni Schittar
Giovanni Serdoz
Romualdo Serdoz
Gino Sirola
Elpidio Springhetti
Attilio Sprocher
Edoardo Susmel
Giuseppe Sussain
Luigi Maria Torcoletti
Stefano Tuchtan
Antonia Verson
Giovanni Villich
Pietro Zandegiacomo

Profughi a Laterina anche dopo il primo dopoguerra

Dagli studi di Elio Varutti

Profughi a Laterina pure nella Grande guerra? La località di Laterina (Arezzo) è nota nella storia del Novecento perché recluse, dal 1941 sotto il fascismo in un Campo di concentramento, qualche migliaio di prigionieri britannici catturati in Africa. Detta struttura detentiva attraversa varie fasi secondo come variava il fronte, tra Tedeschi ed Anglo-americani. Dal 1946, oltre a imprigionare recalcitranti della RSI, inizia ad accogliere 1.500 profughi della Venezia Giulia, in fuga dalle prevaricazioni dei miliziani jugoslavi di Tito. Dal 1948 gli arrivi si fanno sempre più intensi, fino a superare le 10mila presenze non solo di esuli giuliani, ma pure di espulsi dalle ex colonie d’Africa. Il Campo chiude i battenti nel 1963. Negli anni successivi, dall’Amministrazione comunale viene riadattato ad area artigianale.

Parliamo ora della Grande guerra . Si sa vagamente dal sito web di “radiocora.it” che il campo di Laterina ha “ospitato al termine della Prima guerra mondiale 14 famiglie provenienti dal Trentino”. Ora c’è un’altra fonte che rafforza tale fatto. Vero è che, secondo Franco Cecotti, la maggior parte delle notizie storiche sui profughi goriziani e istriani del 1914-1918 si riferisce al loro internamento in Austria, Slovenia e Boemia, voluto dalle autorità dell’Impero d’Austria-Ungheria, poco si sa della loro profuganza in Toscana, organizzata dalle autorità italiane. 

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http://eliovarutti.blogspot.com/

IMMAGINE – LEVANE PONTE – Il ponte di Levane nei primi decenni del Novecento: l’edificio visibile alla sinistra reca l’insegna dell’asilo “Del Secco”, che ospitò le giovani profughe goriziane e trentine. Fotografia Vestri, Montevarchi.

Roma, nuova tabella storica al Quartiere Giuliano-Dalmata

Il 9 dicembre scorso il Vice presidente del Municipio IX di Roma, Augusto Gregori ha presenziato alla ricollocazione della tabella di interesse storico turistico culturale del quartiere Giuliano Dalmata di Roma. Presenti anche il consigliere Muro Pes e, per l’ufficio cultura, De Pascale e i presidenti delle associazioni per la valorizzazione del nucleo storico del quartiere.

A Isola d’Istria si rinnova la segnaletica bilingue

L’azienda municipalizzata di Isola d’Istria ha collocato in questi giorni le nuove targhe stradali bilingui nei quartieri di Jagodje e Livade e nella zona industriale. La seconda fase del progetto, programmata per il prossimo anno, riguarderà le tabelle del centro storico. Una decisione questa salutata anche dalla vicesindaca italiana di Isola Agnese Babibič.

Il Comune di Isola, per tramite dell’Azienda municipalizzata Komunala, ha deciso di sostituire le oramai degradate targhe bilingui con i nomi delle vie e delle strade. La nuova segnaletica è stata collocata in questi giorni.

“Devo dire che sono stata anch’io positivamente sorpresa, sapevo che si stava lavorando” ci ha detto la vicesindaca italiana Agnese Babič da più di un anno che si preparavano i progetti, gli elaborati e tutto quello che ci sta dietro, perchè ricordiamo, qualsiasi cosa ha bisogno del suo tempo e per quanto riguarda il settore pubblico sono tempi biblici, e lo sappiamo molto bene. Quindi sono molto orgogliosa e contenta che finalmente sia arrivata anche la sistemazione di queste tabelle perché effettivamente quelle erano vecchie, infatti ho verificato, avevano 40 anni e passa, erano già degradate, quindi ben venga che finalmente si sia realizzato questo progetto.”

https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/comunita-nazionale-italiana/a-isola-si-rinnova-la-segnaletica-bilingue/603668

Zara veneziana: importante scoperta

Riaffiora a Zara uno scorcio della Serenissima che si credeva perduto. Nel corso dei lavori di restauro dell’edificio della vecchia Scuola tecnica sono tornati alla luce i resti della porzione della cinta muraria che un tempo collegava i bastioni Moro e Grimani. Lo ha reso noto il Dipartimento per l’archeologia dell’Università di Zara. La fortificazione era stata demolita nel 1907, come testimoniato da una lapide tutt’oggi presente sul bastione Grimani. Le mura difensive di Zara, quali testimonianze delle “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale”, figurano dal 2017 nella Lista dei patrimoni dell’umanità stilata dall’Unesco.

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“La Sapienza” studia i Giuliano-Dalmati a Roma

L’Università di Roma “La Sapienza” ha da poco pubblicato un voluminoso studio sul quadrante sud di Roma intitolato “La metropoli continua”, con notizie dedicate anche al Quartiere Giuliano-Dalmata della capitale.

Per addentrarsi nella originale storia del quartiere, sono state usate come fonti le pubblicazioni di Marino Micich e Gianclaudio de Angelini, edite dalla Società di Studi Fiumani e dall’Associazione per la Cultura Fiumana Istriana e Dalmata nel Lazio. 

E’ possibile leggere un estratto del nuovo volume tramite questo link https://www.editricesapienza.it/sites/default/files/6011_La_metropoli_continua_ESTRATTO.pdf che comunque non comprende la parte del Quartiere degli Esuli.

Rovigno. Il Museo tra riassetto e studio

Presso il Museo civico di Rovigno sono in corso i lavori di recupero del deposito di opere d’arte, comprendenti il sanamento del tetto, la ristrutturazione della struttura soppalcata del sottotetto e di quella del terzo piano della Casa gialla. Il valore totale dell’investimento, finanziato dal Ministero della Cultura e dei Media e dalla Città di Rovigno, è di circa 500mila kune, IVA esclusa.

Il Museo è dislocato in alcuni edifici. Tra i più appariscenti, certamente Palazzo Califfi (il cosiddetto “Edificio rosso”), datato all’inizio del XVIII secolo e parte della Casa gialla, sorta nel 1680 come fondaco e successivamente diventata sede del Monte di pietà e dopo ancora Palazzo di giustizia. Ha assunto l’aspetto attuale nel 1869, quando la struttura divenne sede dell’allora Tribunale distrettuale. Si tratta di due edifici che furono costruiti lungo le mura cittadine, presso le rive dell’allora isola rovignese, che dopo il 1763, con l’interramento del canale, venne collegata alla terraferma.

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