Roma, nuova tabella storica al Quartiere Giuliano-Dalmata

Il 9 dicembre scorso il Vice presidente del Municipio IX di Roma, Augusto Gregori ha presenziato alla ricollocazione della tabella di interesse storico turistico culturale del quartiere Giuliano Dalmata di Roma. Presenti anche il consigliere Muro Pes e, per l’ufficio cultura, De Pascale e i presidenti delle associazioni per la valorizzazione del nucleo storico del quartiere.

Turriaco (GO): gli alberi degli istriani diventano opera d’arte

È nata dall’inventiva e dalla maestria dell’artista Lorenzo Baggioli di Turriaco l’opera esposta nell’atrio del municipio: un grande tavolo in legno attraversato da una cerniera. “La Gega” (Zipper) racchiude in sé il messaggio di un periodo particolare di chiusure e aperture, non solo per l’emergenza sanitaria ma anche dentro di sé e verso la società. È l’immagine e il concetto che Baggioli ha tradotto nell’opera che ha deciso di esporre, almeno fino a gennaio, la propria opera nell’atrio del palazzo municipale di Turriaco, a lato della porta d’ingresso.

L’opera ha dato una seconda vita agli alberi di cipresso abbattuti nel 2013 per far spazio al nuovo layout della piazza di Fossalon. «Questi alberi furono piantati con l’arrivo degli esuli dell’Istria nei primi anni ’50, come piante ornamentali per la cittadina», racconta Baggioli, che con la sua opera è riuscito a recuperarne e tramandarne il ricordo.

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https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/12/06/news/opera-lignea-di-baggioli-con-gli-alberi-di-fossalon-piantati-per-gli-istriani-1.41002277

Nell’immagine l’opera lignea di Biaggioli realizzata con gli alberi di Fossalon

Il dopoguerra e l’esodo fecero rinascere a Trieste la Lega Nazionale

La seconda guerra mondiale sconvolse i territori orientali italiani e le loro popolazioni. Violenze d’ogni genere e intensità si abbatterono sui villaggi, sulle case, sulle famiglie. Gli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia pagarono doppiamente le conseguenze d’una guerra perduta, pagarono per tutti: rastrellamenti, campi di prigionia, foibe, esodo. Per loro tutti e per coloro che assistettero a tali tragedie calò rapidamente il velo oscuro del dolore sul volto della patria.

Il sodalizio patriottico visse una nuova stagione nel momento in cui il nuovo confine sconvolse i territori orientali. Le attività continuano anche oggi sul piano culturale

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“La Sapienza” studia i Giuliano-Dalmati a Roma

L’Università di Roma “La Sapienza” ha da poco pubblicato un voluminoso studio sul quadrante sud di Roma intitolato “La metropoli continua”, con notizie dedicate anche al Quartiere Giuliano-Dalmata della capitale.

Per addentrarsi nella originale storia del quartiere, sono state usate come fonti le pubblicazioni di Marino Micich e Gianclaudio de Angelini, edite dalla Società di Studi Fiumani e dall’Associazione per la Cultura Fiumana Istriana e Dalmata nel Lazio. 

E’ possibile leggere un estratto del nuovo volume tramite questo link https://www.editricesapienza.it/sites/default/files/6011_La_metropoli_continua_ESTRATTO.pdf che comunque non comprende la parte del Quartiere degli Esuli.

In Toscana il seminario per docenti sul confine orientale

Si è tenuto il 2 dicembre al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci (Firenze) il seminario regionale della Toscana per docenti sulle vicende del confine orientale.

Con il patrocinio delle ssociazioni degli Esuli, oltre agli insegnanti già impegnati in queste tematiche, vi hanno partecipato Marino Micich (Società di Studi Fiumani), lo storico Gianni Oliva e Claudio Bronzin con la sua testimonianza.

Battaglia del Piave: restaurato il documentario originale del 1918

Presentato il 25 novembre scorso alle ore 10:00 a Roma, al Cinema Moderno–The Space il documentario “La battaglia dall’Astico al Piave”, realizzato dal Regio Esercito Italiano nel 1918. La pellicola è stata oggetto di un complesso progetto di restauro, finanziato dal MiC e approvato dall’apposito Comitato scientifico. Il documentario testimonia, in particolare, gli eventi accaduti tra il 14 e il 30 giugno 1918 che decisero l’esito della seconda battaglia sul Piave. Tra i vari momenti filmati, il volo su Vienna guidato da Gabriele D’Annunzio, la resa degli Austro-Ungarici e l’annuncio della vittoria da parte del generale Armando Diaz.

L’intervento di restauro, eseguito sotto la direzione scientifica di Simone Venturini dal gruppo di ricerca del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, ha comportato la ricostruzione filologica e il restauro dei materiali collazionati presso più archivi europei. All’impresa, un recupero che acquista oggi un particolare risalto in occasione del centenario delle celebrazioni del Milite Ignoto, hanno collaborato inoltre Archivio storico Luce, Cineteca del Friuli, Cineteca Milano.

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https://cultura.gov.it/comunicato/21747

http://www.giornatedelcinemamuto.it/la-battaglia-dallastico-al-piave/

L’Istria di Verteneglio: memorie, volti e tradizioni

Un volume, “Verteneglio. Memorie, volti e tradizioni di una comunità istriana” scritto da David di Paoli Paulovich, paragonabile a uno scrigno ricco non solamente di storie, tradizioni, musica e memorie, ma pure di vissuto, di testimonianze e raccolte di ricerche che andranno sicuramente ad arricchire non soltanto biblioteche e archivi, ma il bagaglio storico e culturale degli abitanti del territorio, in quanto ognuno può trovare in esso un pezzo di storia della propria famiglia, delle proprie abitudini o semplicemente ricordi che adesso sicuramente non si perderanno nell’oblio del tempo. Il volume, edito dall’Associazione delle Comunità istriane di Trieste, di cui l’autore è presidente, grazie ai fondi ministeriali ex legge 72/2001, è stato presentato negli spazi della Comunità degli Italiani di Verteneglio.

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https://lavoce.hr/cronaca/cronaca-istriana/verteneglio-memorie-volti-e-tradizioni

Rovigno. Il Museo tra riassetto e studio

Presso il Museo civico di Rovigno sono in corso i lavori di recupero del deposito di opere d’arte, comprendenti il sanamento del tetto, la ristrutturazione della struttura soppalcata del sottotetto e di quella del terzo piano della Casa gialla. Il valore totale dell’investimento, finanziato dal Ministero della Cultura e dei Media e dalla Città di Rovigno, è di circa 500mila kune, IVA esclusa.

Il Museo è dislocato in alcuni edifici. Tra i più appariscenti, certamente Palazzo Califfi (il cosiddetto “Edificio rosso”), datato all’inizio del XVIII secolo e parte della Casa gialla, sorta nel 1680 come fondaco e successivamente diventata sede del Monte di pietà e dopo ancora Palazzo di giustizia. Ha assunto l’aspetto attuale nel 1869, quando la struttura divenne sede dell’allora Tribunale distrettuale. Si tratta di due edifici che furono costruiti lungo le mura cittadine, presso le rive dell’allora isola rovignese, che dopo il 1763, con l’interramento del canale, venne collegata alla terraferma.

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Un volume celebra il centenario del dalmata Ottavio Missoni

Con la sua arte applicata alla moda, Ottavio Missoni, insieme alla moglie Rosita, ha fatto la storia del ‘900. Nato a Ragusa di Dalmazia nel 1921, stabilitosi poi a Sumirago (Varese) fino alla morte nel 2013, ha lasciato un segno indelebile prima nello sport, poi nella moda e infine tra gli Esuli che lo hanno sempre circondato -ricambiati- del loro affetto.

Il 3 dicembre a Bologna verrà presentato il volume del centenario “Missoni – La grande moda italiana”, alla presenza di Luca Missoni, direttore artistico dell’Archivio Missoni.

Grazie alla collaborazione con l’archivio Missoni e alla diretta partecipazione della famiglia Missoni, il volume ripercorre per immagini la storia della casa di moda, da piccola bottega a brand celebrato in tutto il mondo.

Missoni, Mondadori Store e Scripta Maneant Editore
Presentazione del volume: “Missoni – La grande moda italiana”
edizione  celebrativa per il centenario della nascita di Ottavio Missoni
Bologna, Biblioteca Salaborsa, Piazza del Nettuno 3. 
venerdì 3 dicembre 2021, ore 18.

https://www.varesenews.it/2021/11/un-libro-sullarte-ottavio-missoni-la-presentazione-bologna/1404710/

Le donne italiane vittime a Fiume e dintorni

Donne cittadine italiane soppresse da parte partigiana jugoslava nel periodo 1943–1946. Gli studi effettuati dalla Società di Studi Fiumani, hanno portato a valutare in 453 il numero di donne eliminate. Fra loro si considera fossero ben 15 insegnanti e maestre. I dati qui citati sono stati resi pubblici da Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume in Roma, a seguito del lavoro di aggregazione dati di diverse opere dedicate alle perdite umane e vittime italiane in Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia.

Resta determinante il complesso lavoro di ricerca eseguito dalla SSF in accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione generale per gli Archivi) e con l’Istituto Croato per la Storia di Zagabria, che nel 2002 portò alla pubblicazione del volume condiviso “Le vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni” i cui dati sono stati ora implementati e precisati da Marino Micich. Le opere prese in considerazione sono: Albo d’oro dei Caduti giuliani e dalmati di Luigi Papo, Il Martirologio delle genti adriatiche di Gianni Bartoli e Per l’Italia di Ottone Talpo a cura della Società Dalmata di Storia Patria.