Libero accesso al volume “Dall’esilio al ritorno” scaricabile in Pdf

La Società di Studi Fiumani, con sede a Roma, ha concesso il libero accesso online al volume che racchiude i suoi 50 anni di attività dal 1960 al 2010. Un interessante escursus su come è cambiata la Storia grazie alle continue iniziative di chi aveva (ed ha) a cuore il destino degli Esuli istriani, fiumani e dalmati.

PER SCARICARE E LEGGERE IL LIBRO USARE QUESTO LINK

http://www.cartaadriatica.it/wp-content/uploads/2022/07/dall.esilio.al_.ritorno.pdf

Dalla discarica al museo: a Trieste le antiche foto di Cherso ritrovate per caso

Il volume “Cherso in posa. Un archivio fotografico ritrovato”, edito in collaborazione fra l’IRCI e le Poligrafiche San Marco di Cormons, viene presentato venerdì 1° luglio alle 17.30 a Trieste al museo istriano in via Torino 8. Contestualmente negli spazi espositivi al piano terra, si inaugurerà la mostra “Cherso. Un archivio ritrovato” che resterà aperta fino al 31 luglio e visitabile, a ingresso libero, ogni giorno dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30.

Il volume e la mostra si basano sul recente ritrovamento fortuito di oltre un centinaio di lastre fotografiche, risalenti a più di un secolo fa e abbandonate in una discarica sull’isola di Cherso (di fronte a Fiume ndr): restaurate e curate da Claudio Ernè, le immagini sono confluite in un volume, redatto dallo stesso Ernè, che l’Istituto Regionale per  la Cultura Istriano-fiumano-dalmata ha dato alle stampe e, in contemporanea, una scelta delle fotografie vengono ora esposte presso il museo istriano. Si tratta sia di scorci dell’isola di Cherso che di angoli e momenti di vita a Trieste.

(fonte IRCI – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata)

Nella foto una delle immagini ritrovate.

Istria, Fiume e Dalmazia: la storia nei saggi e contributi scientifici

Presentate al Centro Ricerche Storiche di Rovigno le nuove pubblicazioni che ampliano il panorama storiografico sulle terre del confine orientale.

LEGGI L’ARTICOLO

https://lavoce.hr/cultura-e-spettacoli/la-storia-dellistria-di-fiume-e-della-dalmazia-racchiusa-in-saggi-e-contributi-scientifici

Nella foto Nicolò Sponza, Raoul Marsetič e Rino Cigui. Foto: VANJA STOILJKOVIĆ

Storie (quasi) sconosciute di fiumani nella prima guerra mondiale

La Società di Studi Fiumani tiene vivo il ricordo delle 146 vittime fiumane italiane: uomini, donne, vecchi e bambini morti in un campo di concentramento austroungarico tra il 1916 e il 1918. L’Italia li ha dimenticati… gli esuli fiumani in Italia mai. Con propri fondi contribuirono all’onore del ricordo di tanti italiani dimenticati, realizzando in Ungheria nel 1996 un monumento a Sulysap/Tapiosuy.

La Società di Studi Fiumani e l’Archivio-Museo storico di Fiume a Roma sono riconosciuti dalla legge istitutiva del “Giorno del Ricordo” e da sempre collaborano con enti, associazioni, istituzioni e scuole per la diffusione della conoscenza sulle vicende del nostro confine orientale.

Un impegno riconosciuto fino ai massimi livelli della Repubblica, per l’equilibrio e la pragmaticità sempre dimostrati nelle ricerche storiche, nella pubblicazione degli argomenti e nella testimonianza fornita.

Il Presidente della Società di Studi Fiumani è il Prof. Giovanni Stelli.

Direttore dell’Archivio-Museo storico di Fiume a Roma è il Dott. Marino Micich

Micich: la Zeta della vergogna e i giuliano-dalmati

Giusto ricordare -nell’attuale crisi Russo-Ucraina- la dolorosa vicenda degli esuli giuliano-dalmati“.  Lo sottolinea sentitamente Marino Micich, direttore dell’Archivio-Museo storico di Fiume in Roma, che nell’occasione porge inoltre i complimenti a Matteo Carnieletto (nuovo direttore de “Il Dalmata”) per il suo contributo di informazione e di verità con la recente conferenza “Dieci anni di guerra: dalla Siria all’Ucraina”.

Ritengo molto pertinente l’accostamento di questi drammi bellici odierni con la vicenda dei giuliano-dalmati, asserisce Micich, quei 300.000 – 350.000 che dopo secoli di storia e permanenza autoctona in Istria, a Fiume e in Dalmazia sono stati travolti, ma non completamente cancellati, dall’ideologia totalitaria comunista. I nazionalismi -prosegue Micich- quando strumentalizzano il legittimo  sentimento di amore di Patria portano guerra e sopraffazione”.

La storia ce lo ha insegnato, bisogna costruire una nuova solidarietà tra popoli europei, ma senza le pesanti derive ideologiche totalitarie. Di qualunque colore esse siano, le dittature esse rimangono tali. Ogni giuliano-dalmata che si consideri democratico e libero, istintivamente si discosta dal simbolo della Zeta utilizzato dalla propaganda russa, perché pur essendo fermamente contrario all’eredità del nazismo, vede in questo simbolo utilizzato da Putin una strumentalizzazione ingiusta, un’etichetta di infamia incollata al popolo ucraino, solo per giustificare un atto di aggressione unilaterale. Putin e le sue Zeta ricordano, a chi conosce la storia molto da vicino, anche i comunisti jugoslavi di Tito e quelli italiani, che per decenni hanno definito e continuano tuttora a definire “fascista” il popolo giuliano-dalmata, per nascondere i crimini  di ogni genere commessi in nome del comunismo e della fratellanza tra i popoli“.

Fa dispiacere il discutibile esempio della Zeta del disonore a Zagarolo, nei pressi di Roma, con la sede del “PCI Monti Prenestini-Nettunense” che utilizza la Zeta di Putin per ricordare un avvenimento storico molto importante. Vediamo aprirsi la strada di una nuova  strumentalizzazione ai danni della verità storica. Se il comunismo sovietico ha contribuito a sconfiggere il nazismo e il fascismo, esso ha poi  costruito un nuovo sistema totalitario causando milioni di morti e abolendo ogni libertà critica di pensiero con la pena di morte e le deportazioni nei lager siberiani. Possibile che il PCI di Zagarolo non mediti a dovere cosa sta succedendo? La storia va conosciuta tutta prima di assumere anacronistiche e dannose posizioni di parte. Putin non è nemmeno più comunista nel senso storico della parola, ma un russo che fonda il suo operato sull’imperialismo degli zar“.

Le Foibe istriane, riempite di cadaveri dai comunisti di Tito durante e dopo la Seconda guerra mondiale, sono un esempio, un monito a noi molto vicino che ci invita a riflettere anche su queste pagine di storia. Riflettere e ponderare attentamente e con spirito democratico per costruire una via alternativa alla guerra quale soluzione dei problemi tra i popoli e i sistemi politici internazionali. La Zeta è un marchio di infamia che almeno in Italia non vogliamo vedere, recando sicuramente disdegno a chi lo utilizza e non a chi lo subisce. Affrontare la crisi  russo-ucraina con questi argomenti, conclude Micich, porta solo confusione e sgomento“.

Memorie fruibili a Roma per il Giorno del Ricordo

In occasione del Giorno del Ricordo la Società di Studi Fiumani ricorda che l’Archivio Museo storico di Fiume e Centro Studi e Ricerche è aperto tutti i giorni e per tutto l’anno in Via Antonio Cippico 10, nel Quartiere Giuliano-Dalmata della capitale (telefono 06 5923485, mail info@fiume-rijeka.it.

La Società di Studi Fiumani Archivio Museo storico di Fiume è un ente riconosciuto dalla Legge 92 /2004 istitutiva del Giorno del Ricordo, presieduto dal prof. Giovanni Stelli.

Le collaborazioni attivate dalla SSF comprendono numerose istituzioni pubbliche e private, oltre ad un’intensa attività nelle scuole.

Roma, le origini dell’Archivio Museo storico di Fiume

Il Testimone nel Silenzio

Le origini dell’Archivio Museo storico di Fiume della Società di Studi Fiumani (fondato nel Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, nel 1963 e riconosciuto dalla  Legge 92/2004 – Il Giorno del Ricordo)  

A cura del Direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume Marino Micich – 27 Dicembre 2021

La Società di Studi Fiumani ha concluso quest’anno 2021 il 61° anniversario della sua rifondazione in esilio a Roma. La prima Società di Studi Fiumani fu fondata a Fiume nel 1923. Il Presidente Giovanni Stelli e il direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume Marino Micich lo ricordano con questo articolo.

L’Archivio Museo storico di Fiume fu istituito dalla Società di Studi Fiumani nel 1963 nel Quartiere Giuliano Dalmata.

La rivista di studi adriatici “FIUME”, sorta nel 1923 a Fiume  dal 1990 viene edita e  curata dalla Società di Studi Fiumani.

La Sezione scuola  e università organizza corsi e conferenze gratuiti per le scuole di ogni ordine e grado e master universitari sulla storia di Fiume e l’esodo dei giuliano-dalmati.

Aperto al pubblico dal lunedì al venerdì (ore 15.30-19.30).

Ingresso e consulenze storiche e archivistiche gratuite.

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