Mons. Malnati ricorda i religiosi martiri delle foibe

Monsignor Malnati: la Chiesa pagò con molti martiri la vicinanza alle popolazioni sofferenti.

Negli anni più difficili del dopoguerra la Chiesa fu sempre vicina agli esuli e fu uno degli obiettivi preferiti della persecuzione del regima comunista, contando così decine di sacerdoti e attivisti cattolici morti in odio alla fede. Lo ricorda a VaticanNews Mons. Ettore Malnati, vicario per la cultura e il laicato della diocesi di Trieste e a lungo segretario particolare di monsignor Antonio Santin, vescovo originario di Rovigno che è stato per decenni un punto di riferimento per tutte le comunità giuliano dalmate dell’esodo.

“Monsignor Santin ha difeso le popolazioni di Trieste e dell’Istria – racconta monsignor Malnati – sia sotto l’occupazione tedesca sia sotto quella jugoslava, era vicino a tutti, italiani, croati e sloveni, quindi le autorità vedevano in lui un impedimento al loro strapotere”. Monsignor Malnati ricorda che a Trieste sparirono circa 4000 persone e che in tutta l’Istria l’occupazione titina divenne ben presto anche persecuzione religiosa, con sacerdoti di ogni lingua ed etnia tra le vittime di questi atti.

Monsignor Malnati racconta anche del grande lavoro della Chiesa fatto negli anni successivi nei campi profughi allestiti in Italia per le centinaia di migliaia di esuli giuliani dalmati. 

LEGGI IL SERVIZIO https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2022-02/giornata-del-ricordo-delle-foibe-memoria-e-riconciliazione.html

Nella foto il Beato Don Francesco Bonifacio

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