Da Cervia a Venezia, la «via del sale»

Nel luglio 2015 la Città di Cervia ha promosso alcune iniziative intese a rievocare le sue antiche relazioni con la Repubblica di Venezia, che tra il XIII e XV secolo ebbe un suo podestà insediato nel centro marittimo romagnolo, preposto, fra l’altro, al controllo e alla gestione della preziosa produzione del sale proveniente dalle saline locali. La Serenissima, il cui dominio nell’Adriatico esercitava anche nel vasto e articolato settore del commercio, stipulò – come riportano i regesti veneziani pubblicati dalla Cambridge Library – diverse convenzioni con i signori di Cervia concernenti proprio la quantità, la lavorazione e la destinazione del sale prodotto. Così pregiato esso era considerato che le norme giuridiche del tempo prevedevano, nei casi di condanna per reati di contraffazione e furto, persino il sequestro del prezioso minerale: Venezia – che in due occasioni, dal 1243 al 1253 e dal 1463 al 1509, esercitò il pieno dominio sulla città romagnola – stilò precise e rigide pene per quei reati e stabilì che «chiunque vorrà estrarne dovrà munirsi di una lettera bollata dall’ufficial deputato, che vi sarà in Cervia».

Il Proveditor Salis sovrintendeva pertanto alle operazioni di lavorazione e stoccaggio, a lui spettava di apporre il sigillo del sale destinato alla Repubblica di Venezia una volta verificati minuziosamente i documenti  di viaggio e l’idoneità delle navi da trasporto. La Serenissima esercitò per lungo tempo un vero monopolio di tale commercio, non mancando di imporre e introdurre diffuse gabelle che avrebbe esteso finanche all’Istria – sua fornitrice con le saline di Muggia, Capodistria, Pirano e a quel tempo anche Isola – e al Quarnero.

E «Festum Salis» è stato il titolo dell’evento rievocativo curato dalla Città di Cervia e dalle sue istituzioni in collaborazione con le associazioni di promozione culturale e turistica: dall’Orchestra sinfonica “Città di Cervia” al Circolo Nautico “Amici della Vela”, dal Gruppo culturale “Civiltà Salinara” al “Circolo dei Pescatori”, alla flotta storica della “Mariegola” delle Romagne, la cui stessa denominazione, fra l’altro, manifesta palesemente l’influenza di Venezia anche nelle consorterie dei mestieri. Il tutto nella splendida cornice dei Magazzini del Sale e della Torre di San Michele del porto cervese (nella foto).

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