Itinerari federiciani, di castello in castello

Una regione antica e dai molti volti, la Puglia, ricca di bellezze naturali – ad iniziare dal suo mare – ma non di meno di una grande, complessa storia di civiltà susseguitesi nei secoli sul suo territorio, che ne ha conservato impronte e testimonianze meravigliose. A questa regione è intimamente legato un grande imperatore, lo svevo Federico II, il puer Apuliae promotore di innumerevoli monumenti, opere d’arte e fondamentali codici legislativi che hanno segnato indelebilmente un’intera epoca, il XIII secolo, e un esteso territorio che attraversa buona parte dell’Italia centrale e meridionale. Con lo Statutum reparatione castrorum, del 1241, Federico aveva infatti espresso la volontà di edificare nuovi castelli e la ricostruzione di quelli di fondazione normanna tra Puglia e Basilicata.

In Campania

Federiciani sono gli innumerevoli castelli e fortificazioni eretti nelle due regioni confinanti e in Campania, concepiti quali presidi militari, di corte e di amministrazione della giustizia, ma anche luoghi di sosta, sentinelle severe che ancora suscitano ammirazione, come il Castello Ducale Federico II di Bisaccia (Avellino), già longobardo, eretto in funzione difensiva della Puglia occidentale e settentrionale lungo una linea di cui facevano parte le fortificazioni di Sant’Agata di Puglia, Ariano Irpino, Monteleone a Marano, San Felice a Cancello.

In Basilicata

Merita citare le edificazioni di Lagopesole e di Melfi (Potenza), quest’ultima iniziata dal duca di Puglia Ruggero d’Altavilla, in posizione strategica tra Campania e Puglia. L’imponente castello di Lagopesole, edificato presumibilmente tra il 1242 e il 1250 a 800 metri di altitudine, presenta elementi non riscontrati in alcun’altra architettura federiciana, con la sua pianta rettangolare ma allungata forse a causa della particolare morfologia del terreno. Ora è sede del Corpo Forestale dello Stato, ospita iniziative culturali e dal 2000 l’Antiquarium, con materiali medievali rinvenuti durante le campagne di scavo.

Il castello di Melfi, tra i più imponenti dell’Italia meridionale, conserva intatto la sua maestosità: qui, nel 1230, l’im­peratore colto isti­tuì una scuola per i funzionari del regno e da qui, un anno dopo, emanò le «costituzioni melfitane», il testo unico legislativo redatto, tra gli altri giuristi al suo servizio, da Pier delle Vigne, che armonizzava la precedente giurisprudenza romano-giustinianea, longobarda e normanna.

In Basilicata vi è ancora Palazzo San Gervasio, o Domus federiciana, del quale nonostante il pessimo stato di conservazione è possibile, sia pure a fatica, distinguere qualche elemento architettonico e decorativo che rinvia a moduli stilistici di Castel del Monte. Nel novero dei castelli federiciani è anche il castello di Irsina, datato 1228, che nei sui interni conserva apprezzabili affreschi di scuola giottesca, e un possibile ritratto di Federico II. Di fondazione normanna è forse l’edificio di Lavello, nel quale sarebbe morto di febbri perniciose il figlio e legittimo erede di Federico, Corrado. Tra le masserie fortificate si annoverano inoltre Gaudiano, Lavello, Monteserico, S. Nicola d’Ofanto presso Melfi e Spinazzola.

In Puglia

Bari, Barletta, Bisceglie, Manfredonia, Brindisi, Mesagne, Oria (nell’immagine), Gioia del Colle, Torremaggiore, Foggia, conservavano invece parti dei castelli  talora di fondazione normanna che Federico ebbe cura di far ristrutturare, altri ancora furono costruiti ex novo, come ad Andria, Lucera e Gravina. In questa breve rassegna non tratteremo di Castel del Monte (Andria), il più noto e visitato, patrimonio Unesco, esemplare connubio di elementi nordici, ispirazioni islamiche e canoni classici, ma citeremo Lucera, sito su un’acropoli romana, del quale rimangono le sole rovine causate dal sisma del 1456, nel quale aveva sede la zecca imperiale.

A Trani il castello svevo fu edificato tra il 1233 e il 1249, separato dalla terraferma da un fossato, che si suppone di origine naturale: tra le sue mura si consumò la condanna di Pietro Tiepolo, podestà di Milano, fatto prigioniero da Federico nella battaglia di Cortenova (1237), figlio del doge di Venezia Jacopo.

Gli itinerari di Federico

I fortilizi federiciani, disposti lungo un ideale percorso che si snoda in Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, realizzano nel loro insieme un itinerario storico-artistico pressoché unico, tanto più emozionante laddove i secoli e l’abbandono li hanno purtroppo menomati ma non spogliati delle ardite e imponenti strutture, ancora visibili, in tempi recenti oggetto di rinnovato interesse ed anche di progetti di recupero. Ci piace immaginare che quel percorso ideale possa trovare un concreto, vero progetto europeo di comunicazione e di fruizione, turistico e didattico, che rinsaldi, nello spirito di Federico, le relazioni e le interazioni tra le culture nelle quali l’imperatore è vissuto.

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