Ricette di mare e di terra, un confronto che fa bene allo spirito e ai sensi

E se gli chef della costa adriatica italiana si confrontassero con quelli dell’Adriatico orientale?

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Edonismo gastronomico dei sensi e dello spirito per superare le diffidenze e promuovere la reciproca conoscenza:

Calamari alla veneta o alla croata?

Nella cucina dell’Adriatico orientale si rinvengono influenze greche, turche, serbe, arabe: e da noi?

Proponeteci dei piatti tradizionali da mettere a confronto, forse potremo realizzarli per mettere le mani in pasta nelle diverse  “culture”.

Qualche esempio di primi piatti per così dire, “paralleli”: i mlinci, una pasta all’uovo “casareccia”, quasi dei “maltagliati”, primo piatto delle regioni interne del Carso, e i vincisgrassi (o vincesgrassi), una sfoglia di pasta all’uovo tagliata in pezzi rettangolari, un primo piatto tipico delle Marche. Si dice che i vincisgrassi derivino il loro curioso nome dal generale austriaco Windisch Graetz, che nel 1799 si era fatto valere nella difesa di Ancona contro le truppe napoleoniche.

Spezzatini invernali

Proseguiamo con i Čobanac, uno spezzatino di carne, nel quale ritroviamo forti influenze dell’Europa continentale e della vicina Ungheria, il piatto ideale per i rigori invernali.

Il Veneto, invece, particolarmente nel veronese e nel padovano, propone il tradizionale spezzatino di asino («musso» in dialetto veneto) e di castrato,uno stufato di chiara derivazione contadina.

Ricette molisane e albanesi a confronto

E cosa ne dite di un agnello al garofano alla molisana o il tave kosi, agnello allo yogurt e uova albanese?…

Insaccati a confronto

Sammichele, piccolo centro in provincia di Bari offre un caratteristico prodotto pugliese, la «zampina» che Veronelli, grande guru della culinaria, ha definito «un cibo omerico». È un insaccato avvolto su se stesso, a forma di serpente che viene poi infilato negli spiedi e cucinato alla brace. La zampina è composta da vari tipi di carni bovine e ovine, macinate e impastate con sale, pepe, pomodoro, basilico fresco e formaggio locale.

Il kulen della Slavonia e della Croazia orientale non è da meno: salsiccia affumicata piccante al gusto di paprika. L’insaccato viene appeso per alcune settimane in stanze chiuse piene di fumo, a temperature basse e costanti su ceneri di carpino bianco e legno di faggio. È talmente popolare che in suo onore è stato istituito un festival annuale.

Tra i dolci, l’orehnjača e il bostrengo

E per finire, non possono mancare i dolci per ritrovare le affinità tra il bostrengo, un dolce “povero” composto di noci, riso, mele, miele, cotto nelle stufe, diffuso nella provincia di Pesaro-Urbino, con l’orehnjača (o oresgnaza nella parlata  istro-veneta), un dolce di noci tritate condiviso tra la Venezia Giulia, l’Istria e la Croazia.

Dunque, al lavoro! Inviateci le vostre ricette per scoprire se la cucina parla varie lingue: vedremo di suscitare l’interesse degli chef per tradurle in un ideale menu che unisca più tradizioni dell’Adriatico.

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