Addio a Valentino Zeichen, il poeta elegante in esilio nel sottoproletariato romano

Pochi giorni fa, nella clinica romana Santa Lucia, dove stava sottoponendosi alla riabilitazione dopo un grave ictus, aveva risposto alle domande di Renato Minore, per quella che non si poteva ancora immaginare sarebbe stata l’ultima intervista. E parlando di sé, del modo in cui stava vivendo la malattia, non aveva certo tradito la sua figura intellettuale, e anche il personaggio che aveva costruito in quasi ottant’anni: «La vivo come un’appendice del romanticismo».

 

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http://www.lastampa.it/2016/07/05/cultura/addio-al-poeta-valentino-zeichen-07soMs8L9HP1mlAuYz1dJO/pagina.html

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