Tradotta in croato “L’isola” di Giani Stuparich

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Presentata nei giorni scorsi presso la Comunità Italiana di Lussinpiccolo la traduzione in croato de L’isola, silloge di racconti brevi dello scrittore triestino di origini lussignane Giani Stuparich, edita nel lontano 1942, poi nel 1960 in edizione arricchita di altri sei testi. Una versione, quest’ultima, dal titolo L’isola/Otok, voluta dalla figlia dell’autore e dalla nipote per consentire anche ai lettori croati di apprezzare la poetica e lo stile di uno scrittore tra i più raffinati e intensi del Novecento, esponente di punta di quella così pregevole letteratura triestina e giuliana ancora immeritatamente riservata ad una ristretta cerchia di lettori.

Nato a Trieste nel 1891 da padre lussignano, Stuparich mantenne per tutta la vita una relazione profonda, fisiologica quasi, oltre che estetica e spirituale, con il paesaggio istriano e con le sue tormentate vicende storiche: una relazione che innerva buona parte della sua produzione narrativa pur senza ridurla mai ad una dimensione localistica. Con L’isola, dedicato per molta parte alla figura del padre, lo scrittore saldava il debito con le sue origini e con un’eredità di sentimenti e di memorie dipanate tra Lussinpiccolo e Cigale, là dove in un’estate torrida, il narratore accompagnò il padre, ormai prossimo alla fine, nella sua ultima visita ai luoghi e al mare natali. Questi racconti possono ben definirsi una discesa in sé attraverso l’appropriazione di un paesaggio naturale che è luce, acqua, carne, pensiero. L’isola è il padre, e con essa Stuparich raggiunse ineguagliati nitore ed essenzialità di significato e di stile.

«Istria come un’infanzia» ha efficacemente scritto Gilbert Bosetti a proposito dell’intera narrativa di Stuparich e di altri autori dell’area, ma il suo paesaggio di mare e di coste gentili non ebbe mai per quegli autori sola valenza estetica e consolatoria: «un paesaggio – spiegava Gilbert Bosetti – perfino nella sua accezione geografica, è sempre ad un tempo fisico e umano, oggettivo e soggettivo, […] spaziale e temporale; soprattutto nella memoria degli scrittori che, […] non hanno più dinanzi agli occhi le cose che rievocano». E Renato Bertacchini rilevava in Stuparich la «capacità propria degli spettacoli naturali istriani, carsici, cittadini […] di suscitare forti risposte etico-esistenziali». Uno spazio, dunque, naturale e storico, il cui racconto permette di parlare, attraverso la letteratura, di altro.

Prefazione bilingue, di Elvio Guagnini per l’italiano e di Tonko Maroević per il croato.

 Giani Stuparich, L’isola e altri racconti/ Otok i druge priće

Comunità Italiana di Lussinpiccolo, Matica Hrvatska, 2016

stuparich

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