Le acacie infestanti e i tappeti di ortiche non hanno ancora inghiottito la scritta in arabo, testimonianza degli scambi commerciali con il Medio Oriente, né la veranda dove il patriota Arnaldo Fusinato compose la celebre poesia «L’ultima ora di Venezia» e nemmeno l’affresco della Madonna con bambino, rimasto intatto tra intonaci pericolanti.
leggi l’articolo