Una stella da riscoprire: quella dello Stato libero

In una città che ancora trascura pagine del proprio passato ritenute scomode e fa fatica a confrontarsi su temi contemporanei delicati senza conflitto, rispettando i diversi punti di vista e le ragioni degli altri, una “lezione” arriva dalla Facoltà di Giurisprudenza di Fiume. Che chiamando a raccolta esperti di legge e storici, ha infatti affrontato in maniera serena e con argomenti alla mano, il centenario sia della costituzione dannunziana che del Trattato di Rapallo. E mentre fuori dagli ambienti universitari, principalmente sui social (ma non soltanto), impazzava la polemica su quella rossa (di memoria comunista) collocata in cima al Grattacielo di Fiume, studiosi e ricercatori rispolveravano un’altra stella a cinque punte: quella adottata come simbolo dal Consiglio Nazionale Italiano (1918-1920), come ha rilevato Alessandro Agrì, e che sarà poi ripresa dallo Stato libero di Fiume (1920-1924) e successivamente anche dell’Unione Sportiva Fiumana (1926-1945). Allo stesso tavolo, anche se virtualmente (con collegamenti video), cinque relatori, tre italiani e due croati, per una vicenda complessa, che – spesso con la complicità della politica – continua a dividere.

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