Recensione su “Dove andare, dove tornare. Autori italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”

È recensito a cura della Prof.ssa Luisa Morettin, — nella prestigiosa Rivista di studi «Critica Letteraria» diretta dal Prof. Raffaele Giglio, — il volume Dove andare, dove tornare. Autori italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dal Novecento al nuovo millennio pubblicato da Carta Adriatica nel 2018 nelle cui pagine sono presentati significativi scrittori del primo Novecento, Giani Stuparich e Scipio Slataper tra i primi, e dell’esodo giuliano, da Pier Antonio Qarantotti Gambini ad Enrico Morovich, da Anna Maria Mori a Franco Vegliani, da Fulvio Tomizza ad Enzo Bettiza, da Nelida Milani, Anita Forlani e Loredana Bogliun a Paolo Santarcangeli. Il Comitato direttivo ̶ scientifico della Rivista «Critica Letteraria» è formato da docenti degli Atenei «Federico II», Napoli; Potenza; Firenze; Chieti; Padova; Bari; Foggia; e Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli.

La Prof.ssa Morettin è docente presso la NCI University London, studiosa di storia europea contemporanea e autrice di importanti e inediti saggi relativi all’esodo dei giulano-dalmata, tra i quali Anatomia di un eccidio che si avvale di inediti documenti stilati tra 1945 e il 1947 dagli Alleati in merito al temibile scenario creatosi nei territori orientali italiani quando vennero occupati dalle milizie di Tito, e conservati presso il «Public Record Office» di Londra, e il più recente volume A Blood Border. Trieste between Mussolini and Tito, dedicato alla ricognizione degli orrori compiuti dai partigiani titoisti nella seconda guerra mondiale in Adriatico orientale sulla popolazione italiana.

Ad ulteriore dimostrazione dell’importanza di questo lavoro si legge tra l’altro nella recensione di Luisa Morettin al libro Dove andare, dove tornare. Autori italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia valga la menzione delle tematiche portanti della letteratura dell’Istria, Dalmazia e del Quarnero: l’esperienza dell’esodo postbellico e la rappresentazione delle storie individuali non solo degli andati e dei rimasti, ma anche dei testimoni diretti di quegli eventi e della generazione che invece quell’esodo l’ha sentito raccontare in famiglia. Ne deriva una letteratura della memoria che trasporta il lettore attraverso un secolo che è stato sconvolto dalle ideologie, in un angolo di Italia il quale, sebbene non appartenga più al nostro territorio nazionale, possiede una storia che continua a parlarci in quest’epoca segnata da flussi migratori. Rispetto ad altre antologie, infatti, questo compendio è sintetico e dinamico, ma non per questo scevro di rigore metodologico e analitico. Un apparato di note ragionate e pertinenti e un’ottima bibliografia orientativa forniscono al lettore occasione di approfondimento.

Luisa Morettin – NCI University London

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