Lina Galli, la poesia oltre i mali della Storia

Poesia della Memoria, la sua, inquieta, evocativa e delicata, nella quale la critica ha riconosciuto la voce femminile più limpida della letteratura istriana del Novecento ed una personalità intensa, sensibile, china sui drammatici eventi della seconda guerra mondiale che privò lei, come migliaia di istriani, dell’Istria paterna, della sua città natale, Parenzo, e dei suoi affetti più cari, ai quali dedicò diverse liriche pubblicate nelle sillogi Tramortito mondo, Notte sull’Istria, Mia citta di dolore, Giorni di guerra, nelle quali prevalevano i temi del dolore e dell’esilio percepito come definitivo. Lontana da atteggiamenti di odio, di violenza o di vendetta, trasfigurò nei suoi versi l’orrida, cieca violenza subita dai suoi famigliari, uccisi e scaraventati nei dirupi carsici, e la dispersione delle memorie, che temeva si sarebbero affievolite e dissolte negli anni a venire.

È la memoria uno spazio / di mare ametista –

una distesa di terra rossa / sbarrata da siepi.

Vele arancioni / Lanciate nel vento, /sono i ricordi./

Torna una chiomata isola, / lucertole vi guizzano sui piedi nudi./

Cammino in un’aura millenaria / su tiepidi aghi di pini nella felicità dei miti.

Da Notte sull’Istria, L’isola

Editrice L’Arena di Pola, Trieste 1958.

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