“La mia gioventù da profugo in Villa Reale”

“Una domenica, il 16 marzo 1958. Alla stazione di Monza, scendemmo dal treno che era passato da poco mezzogiorno. Valigie e fagotti in mano, salimmo nel mini-bus della linea 4, in corso Milano, destinazione Villa Reale. O meglio una dépendance della Villa Reale, adibita a scuderie in tempi passati e destinata nel secondo dopoguerra a centro raccolta profughi. Accolse profughi delle lande orientali d’Italia, gente proveniente dall’Istria, da Fiume, dal Quarnero, dalla Dalmazia, che la fine dei tragici eventi bellici, siglata dal Trattato di Parigi del 1947, rese poveri, sradicati e raminghi”.

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