Nesazio capitale degli Istri. Gli itinerari di «Pagine Istriane»

Negli anni Ottanta del Novecento la Rivista «Pagine Istriane» figurava tra i più interessanti periodici di storia, civiltà e umanità dell’Istria, diretta com’era dal prof. Livio del Pino, condirettori Sergio Cella e Mario Mirabella Roberti, studiosi eccellenti, affiancati da uno stuolo di collaboratori di grande pregio tra i quali Mario Doria, Lina Galli e Nedo Fiorentin. Carta Adriatica ne conserva diversi numeri, che ben meritano un ricordo e un sincero apprezzamento per la qualità dei contenuti e la serietà della ricerca. Il numero 1.2 del1985 fu in buona parte dedicato alla «Mostra Archeologia e Arte dell’Istria» che il Museo Archeologico dell’Istria di Pola [sic] assieme al Museo del parentino di Parenzo  ed alla Chiesa parrocchiale di S.Biagio hanno portato, mesi orsono a Venezia: una manifestazione — riferiva la Redazione — di altissimo valore culturale […] che ha aperto interessanti orizzonti nello studio del passato dell’Istria e rinsaldato i legami fra le due realtà, quella di Venezia e quella istriana, per secoli profondamente connesse. «Per queste ragioni — riferiva la redazione della rivista — la presenza a Venezia di Archeologia e Arte dell’Istria ha assunto un grande significato offrendo una vastissima rassegna pe ampiezza dell’arco cronologico, per l’ambito territoriale trattato, passando dalle fasi della preistoria e della storia delle antiche civiltà fino all’epoca medioevale».

Tra le due guerre mondiali, — si legge in quel bel numero della Rivista — le indagini [archeologiche n.d.r.] continuarono sull’intero territorio istriano ad opera di Bruna Forlati Tamaro, Attilio Degrassi,  M. Mirabella Roberti ed altri, affidando loro lo studio archeologico Nesazio capitale degli Istri, che proponiamo in pur minima parte nell’intento di rendere giusta memoria agli studiosi istriani e allo stesso periodico che ne pubblicò  gli importanti esiti.

Per consultare tutti i numeri di Pagine Istriane:

https://www.openstarts.units.it/handle/10077/24708/browse?type=dateissued&submit_browse=Data+di+pubblicazione

Nesazio capitale degli Istri

«Capitale degli Histri, abitanti dell’età del ferro, Nesazio è ubicata sopra un’insenatura profondo e ben protetta, Porto Badò, nella parte sud orientale dell’Istria. Le indagini archeologiche in questo sito — si legge nell’articolo di Pagine Istriane del 1985 — sono state condotte con varie interruzioni, dall’anno 1900 fino ai nostri giorni» [Anni Ottanta del Novecento n.d.r.] «I reperti più ricchi provengono dalla necropoli a incenerazione dell’età del ferro, situata entro un complicato sistema di fortificazione. […] Di ogni tipo presente nelle necropoli istriane che restituiranno un materiale molto ricco della cultura Histra nonché oggetti d’importazione provenienti da quasi tutti i territori del bacino adriatico e anche dalla Grecia. In base ai dati forniti da queste prime campagne di scavo e ai nuovi rinvenimenti di tombe nell’abitato a cui si è pervenuti nel corso delle ricerche sull’area del capitolium romano nell’anno 1982, possiamo seguire la continuità nell’uso della necropoli dal XI sec. a C. fino alla caduta di Nesazio dopo i lunghi assedi dei Romani durante gli anni 178 / 177 a. C., noti dalle descrizioni di Tito Livio

Una immaginaria mappa adriatica di Petrus Bertius  datata 1659, nella quale sono citati Histri, Carni, Veneti

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