Quarantotti Gambini, scrittore e testimone del tempo più crudele

PIERANTONIO QUARANTOTTI GAMBINI

SCRITTORE E TESTIMONE DEL TEMPO Piu’Crudele.

a cura di Patrizia C. Hansen

Lo splendido e tragico “PRIMAVERA A TRIESTE – GLI ORRORI DEI PARTIGIANI DI TITO NELL’ADRIATICO ORIENTALE“.

Nel 1945, ricercato dagli jugoslavi in quanto affiliato al Comitato di Liberazione Nazionale italiano, venne sospeso dall’incarico di direttore della Biblioteca Civica : ai primi di maggio, infatti, le truppe partigiane di Tito avevano occupato Trieste — dove erano acquartierati anche gli anglo-americani — con l’intento non solo di sancire il diritto della Jugoslavia  a possedere Trieste ma per individuare e perseguire nella città e nell’intera Venezia Giulia gli esponenti della Resistenza patriottica non comunista, tra i quali era proprio lo scrittore, entrato nel CLN italiano formato dagli esponenti dei partiti democratici (cattolici, liberali, azionisti) contrari alle già chiare pretese annessionistiche jugoslave.

I

Quarantotti Gambini esercitava magistralmente la sua qualità di narratore-testimone di un contesto storico che ha i caratteri di unicità, o quasi, nello scenario europeo del 1945. Trieste, con l’intera Venezia Giulia, non è «liberata» come il resto d’Italia ma prigioniera di una forza occupante implacabilmente ostile che prontamente manifesta di considerare già annessi quei territori alla nuova Jugoslavia titoista. Di contro, l’indifferenza degli anglo-americani e dunque l’assenza di una manifesta garanzia di tutela e di diritto acuiva di ora in ora nei triestini la profonda inquietudine che si alimenta ancor più delle deportazioni che colpiscono, sorprendentemente, antifascisti piuttosto che elementi del vecchio regime, mentre emerge chiaramente il monopolio jugoslavo sulle formazioni partigiane italiane.

A cura di Patrizia C. Hansen – IN CRITICA LETTERARIA ANNO XLV Fasc. iii – PP.551  n.172-  2016 . COMITATO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE : GIORGIO BARBERI SQUAROTTI  –   Torino.  PIERO GIBELLINI – VENEZIA.  RAFFAELLE GIGLIO – NAPOLI. UNIVERSITY OF TORONTO

“Trieste 1921. Luoghi storie e memorie” a Palazzo Gopcecich

Nell’ambito delle iniziative finalizzate a celebrare la ricorrenza del centenario del Milite Ignoto, a palazzo Gopcevich inaugurata l’esposizione “Trieste 1921. Luoghi storie e memorie”.

Dopo i funerali e il viaggio del Milite Ignoto, la mostra racconta e celebra il 1921 a Trieste, un anno particolare, di grandissimi fermenti, cambiamenti e mutamenti.
IMMAGINI MILITE IGNONOTO
E MILITE BIS

L’excursus alterna l’entusiasmo delle feste dell’Annessione al pathos suscitato dalla cerimonia del Milite Ignoto: evento collettivo fortemente caratterizzato dalla presenza di madri e vedove dei numerosi caduti. Tra i cimeli si può vedere anche il velo nero che Maria Bergamas pose sulla bara del soldato ignoto per scegliere la salma da destinare alla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano a Roma. Altri focus sono dedicati alla vita dei teatri e a quella dei musei nell’anno in cui si accolgono i cimeli di Guglielmo Oberdan.


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https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2021/10/fvg-mostra-trieste-milite-ignoto-gopcevich-5d17dd1d-2624-442f-93ba-c9575efdd84f.html

Nelida Milani: il primo volume di “Cronaca delle Baracche”

I. L’osteria della Parenzana

L’osteria della Parenzana è il primo volume della Cronaca delle Baracche, trilogia che ripropone tutta l’opera narrativa – arricchita da numerosi inediti – di Nelida Milani, una delle voci più significative della letteratura degli italiani dell’Adriatico Orientale.

T«Nella mia testa c’è questa lotta continua tra il rifiuto istintivo, quasi fisico, di ricordare, e la sensazione che nella mia infanzia ci fosse stata la fine del mondo, una fine di cui per tutta la vita si sente il bisogno di raccontare come era avvenuta. Ma come era avvenuta?»

Dall’osservatorio privilegiato del rione operaio di S. Policarpo detto ‘Le Baracche’, a Pola, in Istria, Nelida Milani racconta con straordinaria intensità la ferocia del secolo breve in un piccolo lembo di terra che alla fine della Seconda Guerra Mondiale ha conosciuto la fine del mondo: l’esodo di gran parte della popolazione italiana. Rimase sul territorio, disperso nel sopraggiunto ‘mare slavo’, un piccolo resto stranito, impaurito, costretto da allora alla perpetua dissimulazione di uno straziante esilio interiore, ma vivo e vitale. L’osteria della Parenzana propone il ciclo narrativo legato alla topografia – fisica e degli affetti – più intima dell’autrice, dominata dalla presenza della Parenzana, figura esemplare di un mondo e di un tempo in cui si è imparato presto che «ciò che vi è di terribile nella morte non è perdere il nostro avvenire, ma perdere il nostro passato: l’oblio è la morte sempre presente in mezzo alla vita».

L’osteria della Parenzana è il primo volume della Cronaca delle Baracche, trilogia che ripropone tutta l’opera narrativa – arricchita da numerosi inediti – di Nelida Milani, una delle voci più significative della letteratura degli italiani dell’Adriatico Orientale. A cura di Mauro Sambi.

Collana: VentoVeneto. Anno: 2021.  Pagine: 376

Isbn: 9791259600493

Venezia: l’eredità di Dante nella Letteratura del ‘900

Ateneo Veneto

Venerdì 15 Ottobre, h. 17:00

Sala Lettura Ciclo di incontri del MEIC su Dante

Viver tra coloro / che questo tempo chiameranno antico”.

L’eredità di Dante nella letteratura del Novecento

Ateneo Veneto, M.E.I.C.
Ciclo di incontri sull’eredità di Dante nella letteratura del Novecento
CANDOR LUCIS AETERNAE: Una chiave di lettura per l’itinerario dantesco della Divina Commedia
Relatore: Massimo Mazzucco

L’attenzione del mondo della cultura si è polarizzata attorno alla grande figura di Dante in questo singolare anniversario dei settecento anni trascorsi dalla sua morte. Anche il MEIC ha voluto contribuire coniugando l’identità ecclesiale che gli è propria con l’impegno di un approccio scientifico rigoroso. Il ciclo di incontri danteschi del 2021 ha dunque come filo conduttore la considerazione dell’impatto che l’opera poetica di Dante ha esercitato nel tempo nei diversi ambiti della nostra cultura: da quello religioso, a quello letterario, fino a quello filosofico. 

La prima lezione del ciclo si propone di riconoscere una chiave di lettura per l’itinerario della Divina Commedia che non sia riconducibile semplicemente all’originalità o all’acume critico di un singolo interprete (magari autorevole), ma che si fondi su dati storici e filologici sicuri, in grado di testimoniare l’esplicita e non fraintendibile volontà dell’autore. Ad aiutare in questo tentativo è proprio la voce dei pontefici Benedetto XV e Paolo VI, nello scorso secolo, ed ora, in questo presente, Papa Francesco, con il contributo della Lettera Apostolica “Candor lucis aeternae”.

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FLUMEN-FIUME-RIJEKA: pubblicati gli Atti del Convegno

FLUMEN –  FIUME – RIJEKA

Crocevia interculturale d’Europa

Pubblicati gli Atti del Convegno

L’evento, organizzato dal Centro di Ricerca sulle Minoranze (CERM), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio (DISUIT) dell’Università degli Studi dell’Insubria, Sveučilište u Rijeci (Università di  Fiume) e la Società di Studi Fiumani di Roma, si è tenuto nei giorni 28 e 29 ottobre 2020 ed ha visto la partecipazione di oltre venti studiosi appartenenti ad atenei e istituti di ricerca italiani e esteri”.I saggi a cura della Società di Studi Fiumani-Archivio Museo storico di Fiume sono i seguenti:

 La Società di Studi Fiumani  e l’Archivio-museo Storico di Fiume.

Un caso di ritorno culturale nella città di origine dopo il crollo del Muro di Berlino (1989 – 2020 ) p. 13

Di Marino Micich

Archivio di Riccardo Zanella, Presidente dello Stato Libero di Fiume: nuove fonti per la ricerca

Di  Emiliano Loria p. 109

Gli autonomisti fiumani dal lealismo magiaro allo Stato Libero (1896-1924)

Di Giovanni Stelli  p. 231

Indice e Presentazione

– 11 Un Fiume di ipotesi: la Città Stato nel contesto mediterraneo    13  di Paolo L. Bernardini. L’“impresa veneziana di Fiume” (1508-1509) – 21 di Elisa Bianco. Il panorama linguistico di Rijeka (Fiume) e Pula/Pola – 31 di Paola Bocale.  Marittimi e venditori ambulanti cinesi nei porti giuliani, istriani e dalmati nella prima metà del Novecento – 45 di Daniele Brigadoi Cologna Fiume Corpus separatum. L’autonomia della città quale garanzia delle libertà municipali e della convivenza interetnica – 65 di Ester Capuzzo. Il diritto delle genti nella Carta del Carnaro – 77 di Giorgio Conetti. L’italiano popolare a Fiume nella prima metà del Novecento – 85 di Maja Đurđulov .

Un amarcord fiumano: la riflessione umanistica sull’identità della città di Fiume – 95  di Marinko Lazzarich.  La toponomastica a Fiume: profili storico-giuridici – 141 di Lino PanzeriLa Repubblica di Croazia e il suo mosaico etnico culturale. Quale tutela giuridica? – 155 di Valeria Piergigli. Le donne di Fiume e il principio di uguaglianza nella Carta del Carnaro – 167di Barbara Pozzo. Per una storia della varietà italoromanza usata a Fiume: la Tariffa dei sensali del 1785 –  193 di Anna Rinaldin.

Ripartono dall’Umbria i seminari regionali di storia del confine orientale

Si è svolto giovedì 23 settembre 2021 presso l’Aula Magna del Liceo Artistico di Orvieto il primo Seminario Regionale sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, Dipartimento sistema educativo di istruzione e formazione, e dalle varie Associazioni degli Esuli della Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia, sulle Vicende del Confine orientale e il mondo della scuola. Il programma dei lavori, la competenza dei relatori e gli aspetti affrontati nei loro interventi hanno permesso di vivere una giornata di formazione di alto profilo. Ha aperto la giornata la Prof.ssa Caterina Spezzano ricordando il lavoro di anni del MIUR e di tutte le Associazioni degli Esuli presenti al tavolo del Ministero per la formazione nel mondo della scuola sulle Vicende del Confine orientale.

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La Croazia ha sdoganato il Giorno del Ricordo

DIARIO DI UN DIPLOMATICO

A CURA DI Damir Grubiša 

SOCIO ONORARIO DELLA SOCIETA’ DI STUDI FIUMANI

In diplomazia certe volte si procede a passo di lumaca, a differenza della politica, dove tutto – teatro e teatrini – si svolge sotto i riflettori. I piccoli passi contano e certe volte questi portano a risultati positivi e a cambiamenti importanti. Così mi illudo di aver fatto qualche passo avanti anch’io, con il riconoscimento, da parte croata, del “Giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata”. Infatti, da quando era stato introdotto nel 2004 come un debito di riconoscenza verso la memoria delle migliaia di italiani che rimasero vittime di una violenza cieca e brutale messa dalla Polizia segreta jugoslava e con varie vendette, ispirate all’odio di classe o all’odio nazionale, l’Ambasciatore croato non presenziava alla cerimonia che si teneva in occasione del 10 febbraio, Giorno del ricordo.

Quando ricevetti l’invito per presenziare a questo evento, pochi mesi dopo il mio arrivo a Roma, risposi positivamente al Cerimoniale di Stato che me lo aveva inoltrato. Ma dovetti fare i conti con l’inerzia delle istituzioni: qualcuno della mia Ambasciata, evidentemente, aveva informato Zagabria delle mie intenzioni. E così ricevetti, il giorno prima della cerimonia, un’”istruzione” dal mio Ministero di non andarci. Sorpreso, chiamai il ministro degli Esteri, la mia collega di Università Vesna Pusić, che tentò di dirmi che i tempi non erano ancora maturi” […]

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https://lavoce.hr/editoriali/diario-di-un-diplomatico-sdoganato-il-giorno-del-ricordo

Nuovi eventi per il centenario dell’Impresa Fiumana

La Fondazione Bruno Ballone, per celebrare il centenario dell’Impresa fiumana, presenta una serie di eventi incentrati sulla rievocazione e sull’analisi storico culturale dell’Impresa a Fiume. Raccolti sotto il titolo “D’Annunzio a FiumeGli eventi si svilupperanno in un arco temporale che andrà dall’8 al 23 ottobre prossimi.

Attesa la conferenza di martedì prossimo “Un Poeta, una visione, una parola: DISOBBEDISCO! – Gli ideali, il senso storico e gli eventi dell’Impresa di Fiume” con Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione il Vittoriale degli Italiani.

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https://www.rpiunews.it/attualita/45948-d-annunzio-a-fiume-dall-8-al-23-ottobre-eventi-culturali-organizzati-dalla-fondazione-ballone.html

Capodistria: bilinguismo carente, sbagli da segnalare

La questione del bilinguismo e del suo rispetto sul territorio nazionalmente misto ritorna in primo piano ciclicamente. Gli esempi di errori nelle indicazioni aggiuntive, che riguardano le eccezioni al significato di base del segnale stradale, non si contano più. L’ultima segnalazione è giunta da Sezza, dove la connazionale Monika Bertok, che vive in zona, ha rilevato una grossolana svista nella dicitura in italiano (locate), ma non le è sfuggita nemmeno la parola sbagliata in sloveno (lokani).

Un segnale stradale in centro a Capodistria.

La segnalazione partita al Comune di Pirano ha trovato immediato riscontro ed è stato assicurato che gli uffici competenti si muoveranno subito per porre rimedio agli errori. Un’altra “perla” di bilinguismo l’abbiamo trovata noi in pieno centro storico a Capodistria, dove a creare difficoltà sono le doppie di “permessi” o forse, chisssà, le lettere “s” sul segnale sembravano già troppe. Si spera che queste righe siano tenute in considerazione come una denuncia del bilinguismo sbilenco nelle nostre vie.

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Trieste, visita guidata al Magazzino 18

L’IRCI – Istituto regionale per la cultura Istriano–Fiumano–Dalmata di trieste rende nota la prima visita guidata, gratuita e aperta al pubblico al “Magazzino 18” e al Civico Museo della civiltà istriano–fiumano-dalmata.

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GIOVEDÌ 7 OTTOBRE ALLE ORE 10.30

La prima visita guidata aperta al pubblico interesserà la nuova sistemazione del “Magazzino 18”, nel quale sono conservate le masserizie degli esuli, sino al Magazzino 26 e al primo nucleo museale nel costituendo Nuovo Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata.

Per accedere alle visite guidate è richiesta la prenotazione obbligatoria effettuata entro il giorno antecedente la visita poiché i posti sono limitati ad un massimo di 30 persone. Per uteriori informazioni contattare il numero telefonico 040 639188 o inviare una mail a (irci@iol.it).

La visita —raccomanda il Civico Museo Civico— verrà effettuata nel rispetto della normativa vigente (mascherina, distanziamento e green pass).

Il luogo di ritrovo è indicato di fronte al “Magazzino 26”.