La «Barcolana»: la regata velica per tutti i tipi di barca

Una regata velica internazionale e “spericolata”, la notissima «Barcolana» che si svolge annualmente a Trieste nella seconda domenica di ottobre: una delle regate italiane più apprezzate, cui nel 1992 assistette per la prima volta il principe Ranieri di Monaco, rimanendone entusiasta e che nell’edizione 2001 registrò ben 1968 imbarcazioni iscritte. Le sue caratteristiche l’hanno resa un evento veramente unico nelle discipline veliche internazionali: sulla stessa linea di partenza si confrontano in gara velisti di professioni e amatoriali, tutti su imbarcazioni di varie dimensioni, suddivise in categorie secondo la lunghezza «fuori tutto». E dunque la Barcolana (ne pubblichiamo qui due immagini da www.barcolana.it) è anzitutto una grande, speciale occasione alla quale è importante partecipare, e non indispensabile vincere; in più, concorrenti e spettatori possono godersi l’evento anche a bordo di una piccola imbarcazione o dalle alture del Carso.

La storia

La «Regata Coppa d’Autunno Barcolana», questa la sua esatta denominazione, è nata nel 1969 su iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano. Alla prima edizione si iscrissero 51 imbarcazioni, tutte di circoli triestini, ma già l’anno successivo la sua popolarità crebbe al punto da attirare equipaggi internazionali di grande prestigio.

La gara prevede circa 15 miglia «a vertici fissi», un quadrilatero con linea di partenza individuata tra Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano, e la linea di arrivo che dal 2014 è collocata nel quadrante di mare prospiciente Piazza Unità d’Italia. In anni trascorsi il periplo è stato variamente modificato, e si ricorda che per diverso tempo una boa della regata venne disposta in acque slovene.

La Barcolana appassiona e coinvolge tuttavia non soltanto i velisti ma la città tutta ed attrae turisti dall’estero: ogni anno si contano circa 25mila partecipanti a fronte di un pubblico di oltre 250mila persone. Il rilievo costantemente acquisito le ha permesso di ottenere il patrocinio dell’Unione Europea,un prestigioso riconoscimento ad una gara internazionale che è divenuta una risorsa preziosa per la città di Trieste.

Di edizione in edizione la regata triestina è divenuta occasione per una vasta serie di eventi che per i dieci giorni precedenti interessano il mare e il capoluogo. La particolare conformazione del territorio del Golfo di Trieste – di fatto uno “stadio della vela” naturale – consente tra l’altro di seguire la gara dai tanti accessibili punti di osservazione.

Nelle più recenti edizioni si sono aggiunte altre regate ed eventi paralleli, ovvero: «Land Rover Extreme 40», che nel 2014 per la prima volta, e come evento dimostrativo, prevedeva la presenza degli «Extreme 40», catamarani del circuito Extreme Sailing Series; quindi la «Barcolana Young», gara riservata a giovanissimi atleti dagli 8 ai 15 anni per la classe Optimist; inoltre la «Barcolana Classic» riservata alle  imbarcazioni storiche; e ancora la «Barcolana by night», riservata alla classe Ufo 28 e prevista in notturna di fronte a Piazza Unità d’Italia; e infine la «Barcolana Fun», esibizione di kitesurf e windsurf nel bacino San Giusto.

Non tutto si svolge in mare, tanti gli eventi a terra: il «Villaggio Barcolana», con una serie di stand allestiti sulle Rive, con aree enogastronomiche, esposizioni di materiali dedicati alla vela; la «Barcolana in Musica», serie di concerti serali nei giorni precedenti alla regata;«Fuoriregata», più recente rassegna di manifestazioni a cura degli esercenti triestini.

Curiosità

Nella prima edizione del 1969 le barche in gara furono 51 e avrebbe vinto chi fosse arrivato primo in tempo reale.Si correva allora senza alcun compenso e vinse il cap. Piero Napp, unico nella storia della Barcolana che avrebbe successivamente partecipato con imbarcazioni diverse, persino con un rimorchiatore.

Grandi timonieri che non hanno mai vinto

Nel 1990 Cino Ricci portò alla Barcolana un grande scafo, il «Gatorade» di Giorgio Falk, convinto che per vincere sia indispensabile una barca di grandi dimensioni: Ricci partecipava alla regata dal 1987 ma nel ’90 non prestò attenzione al vento mutevole di quell’area, e la bonaccia gli fece perdere ogni traguardo. Così Ricci ebbe solitamente buoni piazzamenti ma non riuscì mai a raggiungere traguardi più alti.

Barche piccole che vincono sulle grandi

Nel 1991 vinse una piccola imbarcazione,«Asso 99»,progettata per il lago; quell’anno a Trieste imperversa lo scirocco e l’equipaggio è tutto «al trapezio», la barca di 10 metri si trova a surclassare le grandi barche: il «Moro di Venezia»ed altre già partecipanti al giro del mondo. Al timone «Asso 99» un triestino di 26 anni, che così smentì l’opinione comune che i triestini siano buoni organizzatori ma non vincitori.

La Barcolana, una gara internazionale

Nel 1992,come detto sopra, i principi di Monaco Ranieri e Alberto vennero invitati ad assistere alla regata che da quel momento acquisì risonanza internazionale. A rendere più interessante ancora la gara fu il duello tra il «Moro di Venezia» di Ferruzzi e «Città di Trani» di Terlizzi: per un nulla quell’anno vinse il «Moro».

La rivincita slovena

Una leggenda veramente, la barca «Gaia Legend»che vinse per tre anni consecutivi. Janko e Mitja Kosmina gli artefici dell’impresa, il primo ex sindaco di Capodistria/Koper e il secondo suo figlio, olimpionico di vela. Mitja riuscì al primo tentativo con una barca progettata da un italiano, vele disegnate in Croazia e un equipaggio italo-sloveno,

Lei, La bora

La Barcolana rimane una gara difficile, il vento è frequentemente irregolare,talvolta c’è la bonaccia, altre volte una bora sostenuta come nel 2000, quando disalberò diverse barche, danneggiandone molte e costringendo al ritiro gli equipaggi. Un’imbarcazione sola, «Shining» vinse la regata senza quasi procurarsi danni. Il timoniere, Roberto Ferrarese, scese a terra come nulla fosse, aveva sconfitto la bora.

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