Il Parco del Delta del Po risorsa dell’Adriatico

Il fiume Po, soprannominato il “dolce gigante”, attraversa la pianura Padana per 650 chilometri fino all’Adriatico, dove sfocia a delta, dando vita ad una delle più vaste zone umide europee e del Mediterraneo.

Gian Antonio Cibotto, il poeta del Delta così diceva: « Il Delta del Po sembra vero ma è un’illusione di luce, io lo so ci ho vissuto» e lì ha portato per farlo conoscere gli amici scrittori Pavese, Vittorini, Levi…

La mostra, spunto di racconti

Prendendo lo spunto dalla mostra ”Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi” che si è inaugurata a Rovigo, in Palazzo Roverella, il 24 marzo e resterà aperta fino al  1° luglio, vogliamo documentare l’importanza del fiume Po e del suo complesso ecosistema come una delle più importanti risorse dell’Adriatico da un punto di vista ambientale-naturalistico, culturale, sociale, umano. La mostra illustra il rapporto tra il Polesine e il cinema offrendo una ricca documentazione filmica di cortometraggi, documentari, soggetti cinematografici dei maggiori registi italiani tra cui Visconti, Antonioni, Rossellini solo per fare i nomi “storici” del cinema italiano. Le atmosfere rarefatte del fiume, le attività agricole che si svolgono attorno al suo letto, nelle valli e nelle zone umide ed acquitrinose circostanti sono il sottofondo di storie di quelle popolazioni che lì vivevano. Molta letteratura è nata intorno a questo fiume che ha visto nei secoli grandi trasformazioni. Sarà nostra cura, con un nuovo articolo, raccontare la sua storia millenaria attraverso le alterne vicende e trasformazioni, soffermandoci anche sui numerosi scrittori che ne hanno raccontato le vicissitudini e ne hanno decantato la bellezza dei luoghi. Senza dimenticare le narrazioni cinematografiche e i registi che qui hanno ambientato e creato storie e personaggi indimenticabili.

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II Delta del Po è un territorio plasmato, nel corso dei millenni, dai sedimenti depositati dal nostro più grande fiume e ridistribuiti dall’azione del mare e del vento. L’uomo, nel tempo, ha assunto nell’evoluzione del Delta un ruolo preponderante, fino a divenirne il protagonista quando, quattro secoli fa, ha realizzato il taglio di Porto Viro, dal quale ha preso origine il Delta moderno.

Il Delta è la porzione di territorio più giovane d’Italia, perché la sua formazione è più recente, rispetto ad altre zone. Inoltre data la sua morfologia è in continua evoluzione, nonostante il costante intervento dell’uomo.

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Il Delta della Regione Veneto

Il delta interessa due regioni: l’Emilia Romagna con le città di Ferrara e Ravenna, e il Veneto con Rovigo e Venezia. Prima del taglio di Porto Viro esistevano quattro Delta: uno settentrionale, del Po detto delle Fornaci, i cui rami di foce principali erano il Po di Tramontana, il Po di Levante e il Po di Scirocco, nomi che derivavano dal loro orientamento rispetto ai venti; uno più a sud, del Po di Ariano, con due rami di foce, il Po di Goro e il Po dell’Abate; il Delta del Po di Volano, a est di Pomposa; il delta del Po di Primaro, a circa 10 km. da Ravenna.

Il Delta del Po Veneto si estende per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 sono valli e lagune. L’estensione delle aree protette del Parco è di 120 chilometri quadrati. Nove i Comuni interessati, tutti in provincia di Rovigo: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po.

Il Delta in provincia di Rovigo è una delle oasi naturalistiche più suggestive d’Italia e la più vasta zona umida europea; lungo il ramo di Venezia il paesaggio si alterna con isolotti sabbiosi, canneti e piccole oasi, luoghi di dimora e sosta per molte specie di uccelli.

Il Delta della Regione Emilia Romagna

Il Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna è stato istituito nel 1988 con apposita Legge Regionale (L.R. 27/88) e fa parte del sistema delle aree protette dell’Emilia-Romagna. Nel 1999 la parte nord del territorio è stata inserita nel sito Unesco come Patrimonio dell’Umanità, «Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po». Il Parco racchiude al suo interno straordinarie testimonianze ambientali, storiche artistiche, naturalistiche. Allo stato attuale il Parco opera anche per la tutela della biodiversità, attraverso l’esecuzione di numerosi studi scientifici e indagini per aumentare le conoscenze naturalistiche ed è impegnato ad insegnare il valore della biodiversità alle nuove generazioni.

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Navigando sul Po di Goro si ripercorre la millenaria storia della bonifica, mentre alla foce del Po di Tolle, dove il fiume abbraccia il mare, si trova la Sacca di Scardovari, luogo di allevamento di prelibate cozze e vongole. Ogni ramo del fiume riserva scenari diversi, caratterizzati all’alba da brume rarefatte che regalano un’atmosfera ovattata, al tramonto dal riverbero rossastro del sole. Un patrimonio ornitologico che conta oltre 370 specie tra uccelli stanziali, di passo e migratori rende quest’area meta per gli amanti del birdwatching.

I modi per vivere il Parco sono davvero molti: passeggiate a piedi, gite a cavallo, tour in barca, escursioni in bici. Per i turisti sono stati attrezzati numerosi musei e centri di visita, tra tutti la grande Idrovora di Ca’ Vendramin, ora Museo della Bonifica e il Giardino Botanico Litoraneoa Rosolina, dichiarato Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.).
Per gli amanti della pesca c’è poi la possibilità di trascorrere una giornata tra i canneti a bordo di piccole imbarcazioni, sostare poi nelle “cavane”, tipici casoni dei pescatori e gustare il pesce pescato.

(Segue)

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