Carta Adriatica per la «Giornata nazionale del mare e della cultura marina» 2019

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Lussingrande, approdo al porto fine XIX secolo

Nel 2017 è stata istituita, l’11 Aprile, l’annuale «Giornata del mare e della cultura marina», con lo scopo di sollecitare nell’opinione pubblica e nelle giovani generazioni l’interesse per la cultura del mare, il suo patrimonio storico, economico-sociale, umano, letterario ed artistico, con l’obiettivo di preservare le grandi tradizioni marinare italiane. Carta Adriatica aderisce all’iniziativa e propone un brano di Elsa Bragato (Lussinpiccolo 1908-Trieste 2004) tratto da Arie di Lussin.

L’invasione pacifica e altre vicende

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 Lontano dalle severe sottane materne, il giovane figlio dell’isola varcava gli oceani, si trovava sbalzato nella vita dei porti e frequentava i locali notturni. Ma anche se abbagliato dai lustrini e dai tutù, il nostro marinaio non perdeva la testa. O l’età minore o l’innato raziocinio e soprattutto la provvidenziale partenza della nave gli impedivano di contrarre inconsulti legami. Cosi lasciava al tempo e alle distanze il compito di maturare le sue idee.

Non di rado, tenace nella mente, presiedeva l’immagine della compaesana, scrigno ricolmo di casalinghe virtù che la famiglia di lui, in accordo con quella di lei, aveva deciso di dargli per moglie. Diversa invece si presentava la situazione del lussignano che, dato l’addio alle onde, si sistemava a terra in un paese straniero come agente marittimo o altro. Esplorato il nuovo ambiente, guidato dall’inconscia nostalgia del matriarcato familiare, egli per lo più dirigeva lo sguardo verso donne che per carattere, per talento o per ereditato censo, erano portate al concetto autoritario.

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Dalla compassata gentildonna alla affascinante avventuriera la scelta era vasta. La descrizione dell’isola meravigliosa, patria di intrepidi naviganti, colpiva la fantasia della giovane valchiria. Nel mansueto cavaliere, anche se a volte un po’ rude e primitivo, lei scorgeva l’emulo di Marco Polo o di Magellano e decideva di sposarlo. Se, invece, la fanciulla che lo sceglieva risultava mite e remissiva non era errato pensare che fosse stata l’autoritaria futura suocera a combinare l’accordo.

Intanto alla vecchia casa giungeva il ritratto della sposa e un viso nuovo e sorridente si inseriva nel clan. Poi arrivava la coppia felice e il «savoir faire» della nuora era pari all’accoglienza della famiglia. E cosi le inglesi, le francesi, le belghe, le olandesi, le tedesche, le spagnole più le figlie dei continenti lontani, sia che venissero ad abitare sull’isola, sia che seguissero il marito verso altri lidi, con orgoglio dichiaravano di appartenere a Lussino. L’isola somigliava alla pianta rampicante che getta i suoi rami dove trova appiglio, ignorando le remore e spregiando i confini.

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In vendita sul web una cartolina augurale inviata all’autrice nel 1914

Di famiglia originaria di Spalato, nel corso della sua vita Elsa Bragato si è dedicata a raccogliere e trascrivere i suoi ricordi legati all’isola di Lussino. Diplomatasi presso l’Istituto Belga di Colle Ameno ad Ancona e a Londra,  insegnò disegno e inglese nell’Istituto Nautico Nazario Sauro di Lussinpiccolo. Con l’avvento della Jugoslavia titoista fu arrestata e trascorse alcuni mesi in prigione ad Abbazia, fino a quando riuscì a raggiungere Trieste dove risiedette definitivamente.

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Da Arie di Lussin, Tipografia Moderna, Trieste 1981

In Dove andare, dove tornare, Autori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dal primo Novecento al nuovo millennio

Carta Adriatica, Roma 2018

www.cartaadriatica.it – info@cartaadriatica.it

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