Venezia e il suo Stato da Mar

Nuovi contributi di studio negli Atti del Convegno della Società Dalmata di Storia Patria

Venezia, una storia «universale», si legge nella introduzione di Bruno Crevato Selvaggi agli Atti del Convegno internazionale Venezia e il suo Stato da Mar promosso nel marzo 2017 dalla Società Dalmata di Storia Patria presso l’Istituto ellenico di studi Bizantini e postbizantini della Città lagunare. È, questo, il più recente dei simposi che la SDSP ha dedicato alle istituzioni politiche veneziane nonché alla trascrizione e pubblicazione delle Relazioni dei rettori e capitani veneti, coinvolgendo meritoriamente anche giovani ricercatori. Gli esiti di questo Convegno, insieme ai precedenti del 2014, 2015 e 2016 sono confluiti e resi fruibili nel sito www.statodamar.it, e «Stato da Mar» è il progetto più ampio nel quale convergono le nuove ricerche intraprese in questi recenti anni dalla Società Dalmata.

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Tomaso Porcacchi, Descrittione dell’isole o scogli curzolari, Venezia 1574

Un considerevole volume, questo, che raccoglie gli interventi pervenuti per tempo e le sintesi provvisorie, il cui indice già segnala di per sé quanto ampio e articolato sia stato il ruolo intrapreso dai secoli IX e X dalla «Serenissima» nel quadrante adriatico ed oltre, quando la nascente potenza lagunare andò consolidando la sua presenza lungo le coste adriatiche grazie ad una crescente forza militare, politica e amministrativa che si sarebbe esaurita nel XVIII secolo, non senza aver donato alla cultura europea un grandioso lascito culturale e civile.

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Thomas Salmon, Città di Sebenico Capitale del Contado nella Dalmazia Veneta, 1751, in Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo, Venezia, G.B.Albrizzi editore

Gli interventi editi in questo volume di Atti trattano diversi aspetti della presenza veneziana in Adriatico orientale, Levante e Asia minore: i patti con le città istriane nel XII secolo (Darko Drovec), le difficoltose relazioni con i Morlacchi nel Seicento (Diana Caciur), l’impegnativa gestione amministrativa delle isole greche acquisite, la costante opera di contrasto alla pirateria, gli articolati rapporti con la Repubblica di Ragusa e le sue vivaci comunità ebraiche relativamente ai commerci marittimi, e molto altro.

Proprio dalle Relazioni dei rettori e dei «Capi da Mar» qui esaminate risorge uno straordinario caleidoscopio di protagonisti, luoghi, contesti, città in competizione (come Ancona), potenze nemiche (non sempre) come l’ottomana, in un reticolo di connessioni sorprendentemente “moderno” per intelligenza diplomatica   e spregiudicatezza.

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Una delle scene di battaglia navale di Francesco Morosini contro i Turchi. Qui per il possesso dell’isola di Scio (Chios) 1689, Scuola veneziana, Museo Correr

Pur nell’indispensabile sintesi, le relazioni pubblicate (altre del Convegno 2017 saranno inserite negli Atti 2018) trattano temi distinti, ma tutti determinanti per disegnare un quadro significativo del complesso ruolo veneziano sia nel quadrante adriatico che nel Levante —  qui mediato dai «baili», ambasciatori  e funzionari veneti attivi a Istanbul come nelle isole greche — e gestite da efficaci servizi “d’intelligence”; senza dimenticare la presenza in epoca ottomana di mercanti e agenti commerciali veneziani in Siria, ad Aleppo.

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Pierre Duval, Stato della Repubblica di Ragusa, 1682

Nuovi contributi giungono con questi Atti anche in merito al ruolo determinante della vigorosa «rete sefardita» in cui erano attive anche molte donne (Benedetto Ligorio) nella promozione degli scambi economici tra Venezia e le altre potenze marittime, Ancona, Ragusa di Dalmazia e ancora la Sublime Porta; grazie a recenti orientamenti storiografici – scrive lo studioso – si è affievolita «l’immagine di un’alterità insanabile tra mondo cristiano e islamico e superato la dicotomia di una costante conflittualità» tra le due realtà, tanto da indurre la pragmatica Serenissima ad avvalersi di politiche distensive e finanche tolleranti allo scopo di rinforzare la sua influenza mercantile nei Balcani.

XIR154137 The Venetian Ambassador's Interview in an Oriental City or, The Reception of Domenico Trevisani in Cairo in 1512 (oil on panel) by Italian School, (16th century); 175x201 cm; Louvre, Paris, France; (add.info.: audience d'une ambassade venitienne dans une ville orientale; previously attributed to the school of Giovanni Bellini;); Giraudon; Italian,  out of copyright

Accoglienza di una delegazione veneziana a Damasco nel 1511 (part.). Scuola veneziana, 1525, Museo del Louvre

Non meno interessanti le indagini di Sotiris Koutmanis sulla presenza, nel XVII secolo a Venezia, di comunità diverse, albanesi, dalmate, greche, provenienti dunque proprio dallo Stato da Mar, composte da marittimi e operai dell’Arsenale o impiegati nei cantieri privati, e dalle loro donne destinate al servizio nelle case; ne scaturì un ceto di lavoranti amalgamato e interagente al suo interno, cementato dalla comune appartenenza allo spazio adriatico-veneto e alla vita marinara, laddove donne dalmate sposavano uomini greci, e via di seguito.

Dunque nuovi studi sulle molte fonti archivistiche pervenuteci in merito permettono ormai di indagare la  storia dell’Adriatico, dalla quale emerge incontestabile «l’interazione tra popoli, culture ed economie che fanno di questo mare una regione condivisa nel suo pluralismo», mediato da Venezia con «l’uso politico del diritto, una negoziazione costante, un’efficace presenza marittima […] espressa da una classe politica di cui — scrive Crevato Selvaggi — […] è ozioso rimarcare la capacità e l’originalità».

P.C.H.

Venezia e il suo Stato da Mar

Atti del convegno internazionale

 Venezia, 9-11 marzo 2017

A c. di Rita Tolomeo e Bruno Crevato Selvaggi

Società Dalmata di Storia Patria. Roma 2018

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