Andrea Antico da Montona – Da Venezia a Roma l’editore e compositore prediletto dal Papa Medici

Sentinella veneziana sulla valle del Quieto dal 1278, Montona appare ancora oggi un borgo austero, silenzioso, con la sua intatta cinta muraria posta a difesa dalla vicina Pisino, che dal XV secolo era invece entrata nel possesso dei duchi d’Austria; la ragione per la quale i suoi Leoni marciani hanno il Vangelo chiuso, come usava la Serenissima nelle aree di confine.

ANTICO_1

Una minuta comunità nazionale italiana – quanto rimasto degli abitanti autoctoni dopo l’esodo nel secondo dopoguerra – anima ai nostri giorni la piazza centrale della contrada, dedicata al concittadino Andrea Antico, la più eminente personalità espressa negli ultimi quarant’anni del XV secolo dal piccolo – ma strategico – centro istriano. Già il suo nome fa riferimento ad un altro tempo, e altrettanto remote e lievi ci risultano all’ascolto le sue composizioni, «frottole», «strambotti» «sonetti» e «canzoni».

ANTICO_2

Il frontespizio di Frottole intabulate (Roma 1517)

Sul leggio figura uno stemma pontificio e alla destra compare una scimmia seduta che regge un liuto. Lo stemma fa riferimento all’emblema mediceo, collocato in segno di gratitudine per Papa Leone X (al secolo Giovanni de’ Medici) che aveva concesso al musicista istriano il permesso di stampare opere per strumento a tastiera. La scimmia invece è interpretata quale scherno al suo antagonista Ottaviano Petrucci (Da Maria Luisa Baldassari, Andrea Antico. Frottole Intabulate, Libro Primo, 1517, edizione 2017.

Recatosi a Venezia ai primi del Cinquecento per approfondire gli studi di musica, negli anni Dieci del secolo si trasferì a Roma, dove, grazie alla benevolenza del pontefice, uomo colto, amante delle arti e generoso mecenate, poté intraprendere la professione di stampatore di opere per strumenti a tastiera con il metodo dell’incisione su legno, la xilografia, e di editore musicale. Nel 1509 aveva già pubblicato Le canzoni nove, considerata dagli studiosi la prima stampa a carattere musicale.

ANTICO_3

Il frontespizio del Liber Quindecim Messarum  Electarum, dedicato a Papa Leone X.

Vi è ritratto l’autore che lo offre al pontefice

Grandemente apprezzato da Leone X, nel 1516 fu da questi insignito del privilegio papale «ad decennium» che il pontefice aveva revocato proprio al Petrucci e conferito invece «al nostro amatissimo figlio, Andrea Antiquus de Montona, clerico della diocesi di Parenzo».  Nello stesso anno l’Antico dette alle stampe il Liber quindecim Missarum, raccolta di composizioni polifoniche di pregevoli autori fiamminghi e italiani.

Ricevuto un secondo privilegio, esteso a 15 anni, nel 1517 editò un’opera impegnativa, Frottole intabulate da sonare organi libro primo, finora la più antica intavolatura d’organo italiana nota, e Canzoni, sonetti, strambotti e frottole libri tertio e quarto. Pregevole miniatore oltre che xilografo, Andrea Antico applicò per primo l’incisione su legno nell’arte tipografica dedicata alla musica. Rientrò a Venezia nel 1520 continuando a lavorare per conto terzi sino almeno al 1539, data oltre la quale non ne risultano ulteriori notizie.

ANTICO_4

Pietro Coppo, Histriae tabula, stampata in Theatrum Orbis Terrarum, di Abraham Ortelius, Antwerp (Anversa) 1573.

Vi sono inclusi il castello di Montona e il corso del Quieto

Innumerevoli gli studi pubblicati in Italia e in tutta Europa sulla sua originale figura di raffinato musicista e ingegnoso innovatore dell’arte editoriale applicata alla melodia, mentre la Società Italiana di Musicologia ne ha inserito le opere nelle fonti armoniche italiane, patrimonio musicale della Nazione.

Ancora nel 2015, a Firenze, nel Cenacolo di Andrea del Sarto, un concerto dedicato alle frottole italiane tratte dalla prima edizione delle “intavolature” di Andrea Antico ha reso omaggio al suo ruolo nella diffusone della musica italiana tra XV e XVI secolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *