Pietro Querini, un veneziano in Norvegia

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L’isola greca di Monemvasia dalla quale proviene il vitigno denominato malvasia. Carta di Frederick de Wit del 1680

Un Parco letterario alquanto singolare: la memoria di Querini nell’isola di Røst

L’istituzione dei Parchi Letterari italiani si deve all’iniziativa «Paesaggio Culturale Italiano» creata nel 2009 per organizzare una rete nazionale ed internazionale, in grado di valorizzare luoghi e percorsi di interesse turistico che, per rilevanza sul piano storico-testimoniale, architettonico, identitario ed economico-sociale, abbiano un significativo ruolo nell’ambito delle politiche di turismo responsabile e sviluppo sostenibile.

Il progetto fa inoltre riferimento alla Convenzione Europea del Paesaggio e alle Convenzioni Unesco finalizzate alla salvaguardia, alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio culturale – materiale e immateriale–, della diversità culturale.

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 La stele nell’isola di Røst, eretta nel 1932che ricorda il soggiorno di Querini

L’Edizione 2019 della Giornata dei Parchi ha visto impegnata anche la “lontana” comunità  norvegese dell’isola di Røst, nell’arcipelago delle Lofoten, trasformata per l’occasione in «Parco letterario» in onore di Pietro Querini, nobile veneziano che nel 1431 intraprese con il suo equipaggio il viaggio verso le Fiandre, laddove avrebbe dovuto consegnare un carico di Malvasia di Candia.  Naufragato nelle acque della Manica, persa grande parte dell’equipaggio e la stessa nave con la quale aveva erroneamente raggiunto addirittura la Scozia e le isole Fær Øer, con i superstiti 16 compagni fu salvato dai pescatori di Røst che li ospitarono per circa tre o quattro mesi. Proseguì ancora verso la Svezia ̶ dove con sorpresa incontrò i concittadini Zuanne Franco e suo figlio, feudatari della corona danese ̶  e infine l’Inghilterra prima di rientrare nella sua Venezia.

La “scoperta” dello stoccafisso

Ma quale relazione salda da quella lontana epoca il benestante veneziano del XV secolo a quel remoto luogo dell’estremo Nord ? Lo stoccafisso, che in numero di 60 i suoi salvatori gli donarono al momento del suo ritorno a Venezia. Nel corso del viaggio alla volta della città natale gran parte dei pesci servirono, sembra, per scambiare merci, ma le due accurate informative che Querini consegnò al Senato veneto ̶ conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana e nella Biblioteca Nazionale Marciana ̶ fornirono inedite informazioni sugli sconosciuti popoli dell’Europa più settentrionale; i quali, non dimentichi del prezioso servizio prestato dal primo navigatore che aveva svelato al consesso europeo il vero aspetto dell’estremo Nord, non più un oscuro pelago impenetrabile abitato da mostri marini, come si credeva dall’alto Medioevo, ma da comunità gentili e semplici che gli avevano salvata la vita e regalato il bene più prezioso a quelle latitudini, il cibo.

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La rappresentazione scenica messa in atto in occasione dell’edizione 2019 delle Giornate in onore di Querini

Da cinque secoli il legame tra Røst e l’Italia è alimentato da scambi commerciali e culturali tenuti in vita da generazioni di viaggiatori, diplomatici, associazioni culturali come la «Dante Alighieri», storici, commercianti, naturalisti e naturalmente i discendenti Querini, che dall’Italia hanno inaugurato la «Via Querinissima» e promosso il gemellaggio con la cittadina veneta di Sandrigo e inaugurato la «Via Querinissima», che nel nome del veneziano ripercorre l’avventurosa navigazione di quel lontano 1431.

Si dirà dove sia la “letterarietà” di questo episodio, ma le relazioni prodotte dal Querini sono ben più di una relazione burocratica dovuta all’autorità veneziana, sono piuttosto il racconto fresco e attraente di un’involontaria esplorazione che divenne autentico romanzo.

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Per la malvasia a Venezia, il servizio di Carta Adriatica

http://www.cartaadriatica.it/2019/08/26/la-malvasia-istriana-un-vino-di-culto/

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