Profughi d’Italia. 1943-1955. Il dramma dei giuliano-dalmati dalle foibe ai Centri di raccolta

Al termine della Seconda guerra mondiale comincia l’esodo di circa trecentomila italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, terre di confine sottoposte per decenni a catastrofi belliche, stravolgimenti di regimi e nazionalità, capovolgimenti culturali e linguistici. Rispetto ai diversi fenomeni di spostamento di popolazione che coinvolsero l’Adriatico, l’esodo giuliano-dalmata si distinse per le dimensioni nettamente superiori e determinò la scomparsa quasi totale della minoranza italiana.

 

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