“Tutto iniziò fuggendo dai fucili partigiani”

L’Istria, l’esodo e le corse. Da Indy 500 alla F1. Mario Andretti ha vinto tutto. Oggi, a 80 anni, ricorda: “Uccisero mio cugino e scappammo. Ci sentimmo traditi dall’Italia”. «Stando in Italia non sarei mai diventato Mario Andretti. Gli Stati Uniti mi hanno dato la possibilità di realizzare la mia vita, di esaudire i miei sogni, di andare addirittura oltre, ma io mi sento italiano anche se non ho più quel passaporto. La sua è una storia da film hollywoodiano, quella del bambino fuggito dall’Istria e dagli orrori delle foibe per diventare prima profugo, poi emigrato e, alla fine del sogno, campione del mondo di F1, oltre che di Formula Indy.

 

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