Da Trieste a Pola la vela incontra l’alta cucina

Quattro giorni di gare veliche e di sfide tra chef, per una classifica unica finale che prevede i punteggi di entrambe le sfide.

Il “Maxi On” tiene impegnati skipper e cuochi delle due città in una sfida inedita.

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https://www.triesteallnews.it/2022/05/parte-maxi-on-tra-trieste-e-pola-la-vela-incontra-lalta-cucina/

Il 25 aprile “No dimentichemo”

Nella data della ricorrenza che per gli Esuli giuliano-dalmati segna “l’inizio della fine”, vogliamo ricordare il dolore delle anime strappate alla loro terra o per essa sacrificate.

Nelle struggenti parole di Bepi Nider (Rovigno 1914, Roma 1992) il senso più profondo di questa realtà vissuta da oltre 350.000 italiani.

NO DIMENTICHEMO di Bepi Nider

Va per el ciel, de qua e de là girando,
un tochetin de luna
e, tra le frasche,
fis’ceta un rusignol ‘na serenada.
S’colto in silenzio e guardo,
posà sula finestra,
le stele lusigar nel scuro
mar de la note
e col pensier ghe mando
al tochetin de luna
‘na preghiera:
Quando doman, in viagio,
ti rivarà sul mio paese,
carezime, te prego,
la cesa, el campanil,
la mia caseta.
Fermite un momentin,
solo un momento,
sora le tombe
del vecio cimitero e
basa una per una
le lapide e le crose
e dighe ai Morti, dighe
luna, te prego,
che no dimentichemo.

Per saperne di più su Bepi Nider

https://www.istrianet.org/istria/illustri/nider/index.htm

Regione Veneto: nuovi progetti per l’Istria e la Dalmazia

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato per l’uso dei fondi regionali a favore degli interventi di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Serenissima in Istria e in Dalmazia.

Quindici i progetti approvati per un totale di 380mila euro: sei con spese di investimento (restauri e interventi materiali) e nove con spese correnti (studi, manifestazioni, gemellaggi). Alcuni dei progetti più rilevanti riguardano le mura di Lesina, il campanile di Torre Abrega e Palazzo Sincich a Parenzo.

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https://www.ansa.it/pressrelease/veneto/2022/04/06/crv-valorizzazione-patrimonio-culturale-veneziano-in-istria/dalmazia-ecomusei-_eb5e4e36-aacb-4725-b63a-129418f9d8f0.html

Nella foto gli interni di Palazzo Sincich, sede del Museo del Territorio Parentino

La cucina istriana edita in Australia

“Istria, ricette e storie di un cuore nascosto di >Italia, Slovenia e Croazia” è il volume edito in inglese a Melbourne e curato da Paola Bacchia.

Il libro è improntato su “racconti di vita e di storia dell’autrice, riflessi nelle ricette di mare e terra che si addentrano dalla costa adriatica ai paesi più paesi più caratteristici dell’ampio entroterra, luoghi di gastronomia da vivere in taverna o nelle tenute che originano oli e vini buonissimi.”

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https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2022/04/01/istria-ricette-e-storie-di-una-cucina-poco-nota_67c9f304-9b46-4310-8017-ed42af08058d.html

L’agnello istriano in Gazzetta Ufficiale

Non è uno scherzo. L’agnello istriano trova spazio tra le pagine della Gazzetta Ufficiale. Il Supplemento ordinario del numero del 21 marzo, pubblica l’aggiornamento dell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

L’Istria, se non per qualche chilometro, non fa più parte dell’Italia e quindi un prodotto tipico come l’agnello istriano viene classificato nell’elenco del Friuli-Venezia Giulia, insieme a molte altre prelibatezze che, per usanza, fanno parte della cucina istriana.

Volete sapere quali sono? Andate sul sito della Gazzetta Ufficiale www.gazzettaufficiale.it e cercate il Supplemento Ordinario del 21 marzo, ma per il vostro bene fatelo a stomaco pieno! Nella sezione dedicata al Friuli-Venezia Giulia scorrete tutte le categorie alimentari…

Concorso per le scuole italiane d’oltre confine

Scade il 31 marzo il Concorso organizzato per i giovanissimi delle scuole italiane negli stati della ex-Jugoslavia o che parlano regolarmente l’italiano pur frequentando scuole slave. Lo organizza come ogni anno per la ventesima volta la Mailing List Histria con il patrocinio dell’Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo e dell’Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata nel Lazio.

I temi che i ragazzi potranno trattare sono riassunti in questi titoli:

“I nostri veci ne conta”;

“Esodo. Prova a raccontare cos’è stato per chi è ‘rimasto’e per chi è diventato esule dalla propria terra”;

“Nonostante tutto la vita continua e si riesce, ogni tanto, a raccontarci qualche storiella”;

“In questi ultimi due anni tutto si è svolto a distanza: la scuola, il lavoro, lo sport, le amicizie e anche i rapporti con i parenti che vivevano vicini… come facevano una volta le nostre famiglie divise in tutto il mondo a comunicare? Se hai esperienze dirette prova ad intervistare nonni, parenti, conoscenti, anche in giro per il mondo raccogliendo la loro testimonianza, oppure prova a immaginare…”;

“Rossa la terra, verdi i pini e bianche le pietre: la mia terra offre gioia e nutrimento al corpo e allo spirito di chi la osserva con curiosità e amore”;

“Vita di classe… non in classe”

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Esuli a Fertilia: Trieste e Gorizia rinsaldano i rapporti

Giunti in Sardegna con l’esodo, molti istriani, fiumani e dalmati ricostruirono la loro vita nella borgata di Fertilia (Alghero).

Questo patrimonio storico e culturale viene oggi rafforzato nel rapporto diretto con le amministrazioni di Trieste e Gorizia, grazie ad una serie di iniziative e collaborazioni destinate a mantenere la linfa vitale che lega realtà sociali geograficamente così distanti.

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https://www.sassarioggi.it/alghero/alghero-trieste-gorizia-insieme-promuovere-identita-accoglienza-16-marzo-2022/

Umago, con il Museo civico alla scoperta delle radici istriane

Le radici sono importanti; quelle che ci parlano della vita, della gastronomia, dell’economia, delle tradizioni di un paese o di una città. E sono importanti soprattutto quando di mezzo ci sono state guerre ed esodi. Purtroppo, per Umago il periodo tra le due Guerre mondiali e anche l’immediato dopoguerra fino agli anni 60 del secolo scorso, non è stato troppo felice. Gli anziani ancora in vita parlano di come sia stata dura andare avanti, di come un tempo si soffriva la fame. Ma si ricordano anche di come dopo il secondo conflitto mondiale le cose siano cambiate: prima a causa dell’esodo, davvero disastroso, poi per le difficoltà economiche, di cui si è avuto ragione solo dopo gli anni 60 del secolo scorso, quando vennero costruite le fabbriche, come il cementificio, lo stabilimento “Hempel”, l’”Istra-auto” e altre. 

(nella foto il Museo civico di Umago)

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https://lavoce.hr/reportage/umago-con-il-museo-civico-alla-scoperta-delle-radici-conoscere-per-tramandare

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