Materada, la malinconia della frontiera nel dramma dell’’Istria

Un piccolo borgo vicino alla più grande Umago, in una terra di frontiera, questa dell’Istria, punto d’incontro di tante etnie (Italiani, Slavi e Croati), nei secoli assoggettati alla Repubblica Veneta, all’Impero Austro-Ungarico, all’Italia e infine inglobati nell’allora nascente Jugoslavia. Terra aspra, ricca di contrasti, che si riflettono anche nei suoi abitanti, spesso diffidenti, in ragione della precarietà dello stesso luogo di vita.

In “Materada”, scritto nel 1960 da Fulvio Tomizza, si  narra la storia dell’esodo istriano molto meglio di quanto possa fare un qualsiasi trattato storiografico o sociologico. Parole e storie dove s’incastrano – come tessere di un mosaico –  frasi, fatti e vita. Un romanzo crudo, dove la narrazione è sofferta e il ricordo della propria terra (Tomizza vi era nato nel 1935) riemerge con forza.

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https://iltorinese.it/2020/12/20/materada-malinconia-frontiera-nel-dramma-dellistria/

Per la poetica e le opere di Fulvio Tomizza si legga Dove andare, Dove tornare, Autori e opere della letteratura giuliano-dalmata dell’esilio e della Comunità nazionale italiana in Istria, Fiume e Dalmazia,  Carta Adriatica, Roma 2018

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